Procedure operative

Procedura magazzino HACCP: stoccaggio fresco e secco

Procedura di magazzino HACCP: disposizione, FIFO/FEFO, separazione allergeni, stoccaggio secco e refrigerato, controlli, registri e azioni correttive.

La procedura di magazzino stabilisce dove e come si conservano materie prime, semilavorati e imballaggi dopo il ricevimento: temperatura per famiglia di prodotto, distanza da pavimento e pareti, rotazione FIFO/FEFO, separazione degli allergeni e dei prodotti non conformi. Copre sia lo stoccaggio refrigerato sia il magazzino secco a temperatura ambiente.

Scopo e campo di applicazione

L’Allegato II del Reg. CE 852/2004, Capitolo IX, chiede che materie prime e ingredienti siano conservati in modo da evitare deterioramento nocivo e contaminazione, che siano predisposte procedure contro gli animali infestanti e che le sostanze pericolose o non commestibili siano etichettate e immagazzinate in contenitori separati e sicuri. La procedura traduce questi obblighi in regole di disposizione e controllo.

Si applica a tre ambienti: celle e frigoriferi (per i dettagli tecnici vedi la procedura di gestione delle celle), congelatori, magazzino secco. Riguarda anche imballaggi e materiali a contatto, che vanno protetti come gli alimenti.

Chi fa che cosa

RuoloCompiti
Responsabile magazzinoOrganizza le aree, assegna gli spazi, controlla scadenze e rotazione
AddettiRipongono la merce, applicano FIFO/FEFO, segnalano anomalie
Responsabile HACCPFissa i limiti, verifica i registri, gestisce le non conformità
Ditta di pest controlMonitora le trappole e redige i rapporti di intervento

Metodo operativo

  1. Riporre la merce subito dopo il ricevimento, prima i surgelati, poi i refrigerati, infine i secchi.
  2. Togliere i cartoni esterni prima di entrare in cucina o in cella dove possibile: il cartone viaggiato è una via di ingresso di sporco e infestanti.
  3. Collocare tutto su scaffali o pedane, mai a contatto con il pavimento, lasciando spazio verso le pareti per pulizia e ispezione delle trappole.
  4. Disporre per famiglie: in cella i cotti e i pronti al consumo sopra, le materie prime crude sotto; carni, pesce, latticini e vegetali in zone distinte o in contenitori chiusi.
  5. Applicare la rotazione: FIFO (first in, first out) per i prodotti con date simili, FEFO (first expired, first out) quando conta la scadenza, mettendo davanti ciò che scade prima.
  6. Identificare i prodotti aperti o trasferiti in altri contenitori con etichetta interna: nome, data di apertura, nuova scadenza secondo la procedura di etichettatura interna.
  7. Collocare gli ingredienti allergenici in ripiani dedicati, chiusi e identificati, sotto gli altri prodotti per evitare cadute di polveri.
  8. Destinare una zona segnalata ai prodotti non conformi, bloccati o in attesa di reso.
  9. Tenere detergenti, disinfettanti e altre sostanze chimiche in un locale o armadio separato, mai sopra gli alimenti.

Magazzino secco e prodotti a temperatura ambiente

Il magazzino secco ospita farine, pasta, riso, legumi secchi, zucchero, conserve, bevande, olio e imballaggi. I pericoli principali sono gli infestanti (insetti delle derrate, roditori), l’umidità che favorisce muffe e micotossine, il calore che degrada oli e grassi, la luce diretta.

RequisitoPratica operativa
Ambiente asciutto e ventilatoNessuna infiltrazione, nessuna condensa; reti alle finestre apribili
Temperatura non eccessivaLontano da forni, caldaie e sole diretto; termometro ambiente di riferimento
Contenitori chiusiSacchi aperti travasati in contenitori con coperchio ed etichetta
Barattoli e lattineScartare quelle bombate, arrugginite o ammaccate sulla saldatura
Controllo infestantiTrappole numerate secondo la procedura di monitoraggio infestanti
ImballaggiProtetti dalla polvere, separati dalle sostanze chimiche

Il termine minimo di conservazione dei prodotti secchi, definito dal Reg. UE 1169/2011, non è una data di sicurezza come la data di scadenza, ma superato quel termine il prodotto va gestito secondo le regole aziendali (vedi la differenza fra scadenza e TMC). Una checklist pronta è nella checklist del magazzino a temperatura ambiente.

Limiti e frequenze

Le temperature di conservazione sono quelle indicate dal produttore in etichetta o dalla normativa di prodotto; i valori interni vanno scritti nel piano. Per le temperature di riferimento delle singole categorie vedi la tabella delle temperature di conservazione.

ControlloFrequenza indicativaChi
Temperatura celle e congelatoriAlmeno una volta al giorno, o in continuo con data loggerAddetto
Scadenze e rotazioneSettimanale e a ogni riordinoResponsabile magazzino
Ordine, pulizia, contenitori chiusiSettimanaleResponsabile magazzino
Trappole infestantiSecondo contratto con la dittaPest control
Riesame della proceduraAnnuale o a ogni modifica dei localiResponsabile HACCP

Le frequenze sono esempi da adattare al volume dell’attività.

Registrazioni

Esempio di registro settimanale del magazzino:

DataAreaScadenze verificateProdotti rimossiInfestantiOrdine/puliziaFirma
13/10SeccoSì2 conf. biscotti oltre TMCNessun segnoOKL.B.
13/10Cella 1SìRicotta scaduta 12/10n.a.Contenitore senza coperchioL.B.
13/10CongelatoreSìNessunon.a.Brina sulla guarnizioneL.B.

Azioni correttive

  • Prodotto scaduto: rimuoverlo, identificarlo come non idoneo, eliminarlo o renderlo al fornitore e annotarlo.
  • Temperatura di cella fuori limite: valutare durata e prodotti coinvolti, decidere se spostare, consumare subito o eliminare, chiamare la manutenzione (vedi la scheda di non conformità).
  • Segni di infestanti: bloccare i prodotti dell’area, chiamare la ditta, pulire, verificare le vie di accesso.
  • Barattolo bombato: non aprirlo, eliminarlo e controllare l’intero lotto, per il rischio legato a Clostridium botulinum.
  • Allergeni senza separazione: riordinare e riformare l’addetto.

Verifica e rilievi tipici in ispezione

La verifica consiste nel controllo periodico dei registri, in un sopralluogo non annunciato del responsabile HACCP e nell’esame dei rapporti del pest control. I rilievi più comuni degli organi di controllo:

  • cartoni e sacchi appoggiati sul pavimento;
  • sacchi di farina aperti e senza chiusura;
  • prodotti travasati senza etichetta né lotto;
  • detergenti sullo stesso scaffale degli alimenti;
  • prodotti scaduti mescolati a quelli in uso, senza zona dedicata;
  • trappole assenti, spostate o non numerate rispetto alla planimetria.

Esempio applicato

Esempio: una pizzeria con un magazzino secco di 12 metri quadrati riceve farina in sacchi da 25 kg ogni settimana. I sacchi vengono posati su pedane in plastica a distanza dalla parete; il sacco aperto viene travasato in un contenitore con coperchio, etichettato con lotto e data di apertura. Il sabato il responsabile controlla scadenze e trappole e compila il registro. Una lattina di pomodoro bombata viene eliminata e il lotto viene ispezionato per intero.

Domande frequenti

Quanto distanti da terra vanno tenuti i prodotti?

Il Reg. CE 852/2004 non fissa una misura in centimetri: chiede che la conservazione eviti contaminazioni e consenta la pulizia. Il piano di autocontrollo deve quindi indicare una distanza che permetta di pulire sotto gli scaffali e di ispezionare le trappole. Molte indicazioni operative regionali e manuali di buona prassi suggeriscono alcune decine di centimetri, da verificare con la propria ASL.

Posso tenere bibite e acqua nel magazzino secco insieme agli alimenti?

Sì, se il locale è pulito, asciutto e non esposto a calore o sole diretto. Le bottiglie in plastica non devono stare al sole né vicino a fonti di calore. Vanno separate solo da detergenti e sostanze chimiche, che richiedono un’area dedicata.

FIFO o FEFO: quale applicare?

Il FEFO è più prudente perché si basa sulla data di scadenza, non sull’ordine di arrivo. Il FIFO funziona quando i lotti arrivano con date crescenti. In pratica si mettono davanti i prodotti che scadono prima e, a parità di data, quelli arrivati per primi.

Serve un termometro anche nel magazzino secco?

Nessuna norma europea lo impone in modo esplicito, ma un termometro ambiente aiuta a dimostrare che il locale non raggiunge temperature dannose per i prodotti, soprattutto in estate. Se in etichetta c’è scritto “conservare in luogo fresco e asciutto”, un riferimento oggettivo è utile in caso di contestazione.