Procedure operative

Lavaggio delle mani HACCP: procedura, tempi e controlli

Procedura HACCP per il lavaggio delle mani: momenti obbligati, 7 passaggi, durata, requisiti del lavabo, scheda di verifica e azioni correttive.

La procedura di lavaggio delle mani stabilisce quando ogni addetto deve lavarsi le mani, come farlo (acqua corrente, sapone, frizione di tutte le superfici, risciacquo, asciugatura monouso) e come l’impresa verifica che accada davvero. Il fondamento legale è il Reg. CE 852/2004, Allegato II, che chiede lavabi attrezzati e un elevato grado di pulizia personale.

Questa scheda è il dettaglio operativo di un solo gesto. Le regole generali di comportamento (monili, unghie, divieti in reparto) sono nella procedura di igiene del personale.

Scopo, campo di applicazione e riferimenti

Lo scopo è ridurre il trasferimento di microrganismi dalle mani agli alimenti, alle superfici e agli utensili. Le mani sono il veicolo tipico della contaminazione crociata e di patogeni a trasmissione oro-fecale come Norovirus e Shigella, per i quali basta una dose infettante molto bassa.

La procedura si applica a tutte le persone che entrano nelle zone di preparazione, lavorazione, porzionatura e vendita di alimenti non confezionati: dipendenti, titolari, stagisti, personale esterno. Riferimenti:

  • Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo I punto 4 (numero adeguato di lavabi, acqua corrente calda e fredda, materiale per lavarsi e sistema igienico di asciugatura; dove necessario, lavaggio degli alimenti separato dal lavaggio delle mani) e Capitolo VIII (pulizia personale);
  • lo schema dell’Organizzazione mondiale della sanità, ripreso dal portale ISS sull’igiene delle mani, che indica per il lavaggio con acqua e sapone una durata complessiva di 40-60 secondi.

Il regolamento non fissa secondi, temperatura dell’acqua né tipo di rubinetto: questi parametri li stabilisce il piano di autocontrollo, sulla base dell’analisi dei pericoli.

Chi fa cosa

RuoloCompiti
Operatore del settore alimentare (OSA)Mette a disposizione lavabi funzionanti e riforniti, approva la procedura, garantisce la formazione
Responsabile di turnoControlla all’apertura i lavabi, osserva i comportamenti, registra verifiche e non conformità
AddettoSi lava le mani in tutti i momenti previsti, segnala lavabi non riforniti o guasti
Addetto alle puliziePulisce i lavabi e ricarica sapone e carta secondo il piano di sanificazione

Quando lavarsi le mani: i momenti obbligati

La frequenza non è a orario ma a evento. Il lavaggio è richiesto:

  • all’ingresso in reparto, dopo essersi cambiati, e al rientro da ogni pausa;
  • dopo l’uso dei servizi igienici;
  • dopo aver toccato alimenti crudi (carne, pesce, uova in guscio, verdure con terra) e prima di toccare alimenti pronti o cotti;
  • dopo aver maneggiato rifiuti, imballaggi esterni, cassette, denaro, telefono o tastiere;
  • dopo aver tossito, starnutito, soffiato il naso o toccato viso e capelli;
  • dopo operazioni di pulizia con prodotti chimici;
  • prima di indossare i guanti monouso e ogni volta che si cambiano.

L’ultimo punto è spesso ignorato: il guanto calzato su mani sporche si contamina già durante la vestizione.

Metodo: i passaggi del lavaggio

  1. Togliere anelli, braccialetti e orologio (in reparto non andrebbero indossati) e scoprire gli avambracci.
  2. Bagnare mani e polsi con acqua corrente a temperatura gradevole: l’acqua troppo calda irrita la pelle e spinge a lavaggi frettolosi.
  3. Erogare il sapone liquido dal dispenser, in quantità sufficiente a coprire tutte le superfici.
  4. Frizionare palmo contro palmo, dorso di ciascuna mano, spazi interdigitali, pollici con movimento rotatorio, punta delle dita e unghie sul palmo opposto, polsi.
  5. Risciacquare sotto acqua corrente, tenendo le mani rivolte verso il basso.
  6. Asciugare completamente con salviette di carta monouso o con altro sistema igienico: le mani umide trasferiscono più facilmente i microrganismi.
  7. Se il rubinetto è a comando manuale, chiuderlo con la salvietta usata e gettarla nel cestino a pedale.

Il gel idroalcolico non sostituisce il lavaggio quando le mani sono visibilmente sporche o unte: in cucina può servire solo come integrazione, dopo il lavaggio, se previsto dalla procedura.

Requisiti del punto lavaggio e limiti di controllo

L’Allegato II non impone il comando a pedale o a fotocellula: lo richiedono spesso regolamenti locali o le indicazioni dell’ASL, e in ogni caso riduce la ricontaminazione. La tabella distingue ciò che è obbligo da ciò che è buona prassi.

ElementoRiferimentoLimite di controllo (esempio da validare)
Lavabo dedicato alle mani, separato dal lavello alimenti dove necessarioReg. 852/2004, All. II, Cap. I, p. 4Nessun alimento o utensile nel lavabo mani
Acqua corrente calda e freddaReg. 852/2004, All. II, Cap. I, p. 4Acqua calda disponibile entro pochi secondi dall’apertura
Sapone e sistema igienico di asciugaturaReg. 852/2004, All. II, Cap. I, p. 4Dispenser e carta mai vuoti durante il turno
Comando non manualeRegolamenti locali, buona prassiFunzionante all’apertura
Cestino con apertura a pedaleBuona prassiSvuotato quando pieno
Cartello con il metodoBuona prassiLeggibile e visibile dal lavabo

Registrazioni

Il lavaggio in sé non si registra ogni volta: si registrano la verifica dei lavabi e le osservazioni a campione. Esempio di scheda giornaliera:

DataLavaboAcqua caldaSaponeCartaComportamenti osservatiNC / azioneFirma
14/10CucinaOKOKOK3 lavaggi corretti su 3—R. turno
14/10Laboratorio pasticceriaOKVuotoOK—Ricaricato alle 7:10R. turno
15/10CucinaOKOKOK1 addetto passa da crudo a cotto senza lavarsiRichiamo, ripetuto il metodoR. turno

Le schede si conservano con il resto delle schede di registrazione HACCP; l’addestramento sul metodo si annota nel registro della formazione.

Azioni correttive

  • Lavabo senza sapone, carta o acqua calda: sospendere le lavorazioni di alimenti pronti finché non è ripristinato, usando nel frattempo un altro lavabo attrezzato.
  • Lavabo usato per lavare alimenti o stoviglie: svuotarlo, pulirlo, richiamare l’addetto e verificare la disponibilità di un lavello dedicato.
  • Lavaggio omesso prima di manipolare alimenti pronti: interrompere, far lavare le mani, valutare se scartare il prodotto toccato.
  • Errori ripetuti dello stesso addetto: ripetere l’addestramento con dimostrazione pratica e annotarlo.

Le non conformità ricorrenti si registrano e si analizzano come previsto dal principio delle azioni correttive.

Verifica

Ogni mese il responsabile HACCP rilegge le schede e cerca le tendenze: lavabi spesso scarichi, turni con più errori, nuovi assunti. La verifica dell’efficacia può includere tamponi sulle mani a campione, analizzati da un laboratorio, da inserire nel piano di campionamento. Il risultato serve a correggere il metodo e la formazione, non a sanzionare il singolo.

Rilievi tipici in ispezione

  1. Lavabo mani ingombro di stoviglie o usato per sciacquare verdure.
  2. Dispenser vuoto, oppure asciugamano in tessuto usato da più persone.
  3. Lavabo collocato lontano dalla zona di preparazione, quindi di fatto non usato.
  4. Addetto che indossa guanti senza lavarsi le mani e li tiene per tutto il turno.
  5. Procedura scritta presente ma nessuna evidenza di verifica.

Queste carenze rientrano nei requisiti generali di igiene dell’Allegato II; le sanzioni applicabili sono riepilogate nella tabella delle sanzioni HACCP.

Esempio applicato

Esempio: una gastronomia con 4 addetti ha un solo lavabo mani, nel retro, mentre il banco taglio salumi è sul fronte. L’osservazione mostra che gli addetti, servendo i clienti, toccano denaro e affettatrice senza lavarsi. Correzioni possibili: installare un secondo lavabo vicino al banco, separare il ruolo di cassa da quello di taglio nelle ore di punta, registrare due osservazioni a campione per turno. Dopo un mese le schede permettono di dimostrare in ispezione che il problema è stato individuato e gestito.

Domande frequenti

Quanto deve durare il lavaggio delle mani?

Il Reg. 852/2004 non indica una durata. Lo schema OMS, ripreso dall’ISS, indica per il lavaggio con acqua e sapone una procedura completa di 40-60 secondi, risciacquo e asciugatura compresi. La procedura aziendale può adottare questo riferimento e controllarlo durante le osservazioni, verificando soprattutto che vengano frizionate tutte le superfici, comprese unghie e pollici.

Il rubinetto a pedale è obbligatorio?

Il Reg. 852/2004 chiede lavabi con acqua calda e fredda, sapone e asciugatura igienica, ma non specifica il tipo di comando. Il comando non manuale è spesso richiesto da regolamenti comunali d’igiene o dall’ASL all’avvio dell’attività e, in ogni caso, evita di ricontaminare le mani chiudendo il rubinetto. Conviene verificarlo con il servizio competente.

I guanti monouso sostituiscono il lavaggio delle mani?

No. I guanti si indossano dopo il lavaggio e si cambiano a ogni cambio di lavorazione, quando si rompono e dopo aver toccato superfici sporche. Portati a lungo senza cambio diventano a loro volta un veicolo di contaminazione, con il rischio aggiuntivo di dare all’addetto una falsa sensazione di sicurezza.

Si può usare l’asciugamano in tessuto?

Un asciugamano in tessuto condiviso non è un sistema igienico di asciugatura, perché si inumidisce e trasferisce microrganismi da una persona all’altra. Le soluzioni usate di norma sono le salviette di carta monouso o i rotoli in tessuto a scorrimento con tratto sempre pulito. La scelta va motivata nel piano di autocontrollo.