Procedure operative

Abbigliamento da lavoro e DPI alimentari: procedura HACCP

Procedura HACCP per divisa, copricapo, calzature, guanti e DPI: differenza tra indumenti igienici e DPI, cambi, lavaggio, registro e azioni correttive.

La procedura su abbigliamento da lavoro e DPI definisce quali indumenti indossa chi lavora con gli alimenti, quando si cambiano, chi li lava e come si controllano. Divisa, copricapo e calzature servono a proteggere l’alimento (Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo VIII); i DPI veri e propri proteggono il lavoratore e seguono il D.Lgs. 81/2008.

Le due finalità spesso coincidono nello stesso capo, ma non vanno confuse: un guanto monouso in nitrile è un presidio igienico per l’alimento, un guanto antitaglio è un DPI per la mano dell’addetto. Le regole generali di condotta sono nella procedura di igiene del personale.

Scopo, campo di applicazione e riferimenti

Lo scopo è evitare che abiti civili, capelli, peli, bottoni, fibre e microrganismi raggiungano gli alimenti, una delle vie della contaminazione crociata, e insieme proteggere chi lavora da tagli, ustioni, freddo e scivolamenti. La procedura vale per tutto il personale che entra nelle zone di lavorazione e, con una dotazione semplificata, per visitatori e manutentori.

Riferimenti principali:

  • Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo VIII: indumenti adeguati, puliti e, ove necessario, protettivi;
  • D.Lgs. 81/2008, Titolo III, Capo II: l’art. 74 definisce il DPI come attrezzatura destinata a proteggere il lavoratore da rischi per salute e sicurezza ed esclude dalla definizione gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non destinati specificamente a questa protezione.

Ne deriva una regola pratica: la divisa igienica si gestisce nel piano HACCP; la scelta dei DPI nasce dal documento di valutazione dei rischi e va coordinata con il piano HACCP solo per gli aspetti igienici (materiali lavabili, colori, pulizia).

Dotazione tipica e funzione

CapoFinalità prevalenteRequisito igienicoNote
Giacca o casacca, pantaloniAlimentoPulita, chiara o comunque facile da controllare, senza tasche esterne sopra la vitaBottoni a pressione o coperti riducono il rischio di corpi estranei
Copricapo o cuffiaAlimentoContiene tutti i capelliCopribarba dove la lavorazione lo richiede
GrembiuleAlimentoLavabile o monouso; impermeabile nelle lavorazioni umideColori diversi per crudo e cotto, se previsto
Calzature da lavoroLavoratore e alimentoUsate solo nei locali di lavoro, lavabiliAntiscivolo e puntale secondo la valutazione dei rischi
Guanti monousoAlimentoCambiati a ogni cambio di lavorazioneNon sostituiscono il lavaggio delle mani
Guanto antitaglioLavoratoreLavabile e sanificabile; sotto o sopra il guanto monouso secondo la lavorazioneDPI: scelta dal datore di lavoro
Giacca per celle frigorifereLavoratorePulita, usata solo nelle celleDPI contro il freddo
MascherinaAlimentoMonouso, cambiata quando umidaUtile in porzionatura di alimenti pronti o per addetti con lieve raffreddore autorizzati al lavoro

Metodo: vestizione e uso

  1. Indossare la divisa solo nello spogliatoio, dopo aver riposto gli abiti civili nello scomparto separato, come descritto nella procedura spogliatoi e servizi igienici.
  2. Mettere per primo il copricapo, così i capelli non cadono sulla giacca pulita; raccogliere i capelli lunghi.
  3. Indossare giacca, pantaloni e calzature da lavoro; togliere monili e oggetti dalle tasche.
  4. Lavarsi le mani entrando in reparto, secondo la procedura di lavaggio delle mani, e solo dopo indossare i guanti monouso.
  5. Durante il lavoro, cambiare grembiule e guanti al passaggio tra crudo e cotto o tra lavorazioni con e senza allergeni.
  6. Non uscire con la divisa (strada, consegne, area fumatori, deposito rifiuti esterno); se è inevitabile, coprirla con un camice da esterno o cambiarla al rientro.
  7. A fine turno riporre la divisa sporca nell’apposito contenitore, mai nello scomparto degli abiti civili.

Frequenze di cambio e limiti

CapoFrequenza minima (esempio da validare)Cambio anticipato
Giacca e pantaloniOgni turnoVisibilmente sporchi o bagnati
GrembiuleOgni turno o a ogni cambio di lavorazione a rischioContatto con crudo, sangue, allergeni
Copricapo monousoOgni turnoDanneggiato
Guanti monousoA ogni cambio di lavorazioneStrappo, contatto con superfici sporche, dopo pausa
Guanto antitaglioLavaggio e sanificazione a fine usoTagli o fili sporgenti: sostituire
CalzaturePulizia giornalieraSuola consumata

Il lavaggio delle divise può essere fatto da una lavanderia industriale o in azienda. Se l’impresa lascia il lavaggio ai dipendenti a casa, la procedura deve indicarlo e prevedere il controllo visivo della pulizia all’ingresso; il trasporto avviene in sacchi chiusi separati.

Registrazioni

Si registrano la consegna delle dotazioni, il controllo di inizio turno e le non conformità. Esempio di scheda di consegna:

DataAddettoCapi consegnatiQuantitàDPI consegnatiFirma addetto
01/10A.B.Giacca, pantaloni, grembiule3 + 3 + 4Guanto antitaglio taglia MA.B.
01/10C.D.Giacca, pantaloni3 + 3Calzature con puntaleC.D.
14/10C.D.Grembiule2—C.D.

La consegna dei DPI va documentata anche ai fini della sicurezza sul lavoro; l’uso corretto della divisa si annota nella scheda di controllo del personale.

Azioni correttive

  • Divisa sporca o danneggiata, copricapo assente: sostituzione immediata prima di riprendere il lavoro.
  • Divisa usata all’esterno: cambio completo; se nel frattempo sono stati manipolati alimenti pronti, valutarne lo scarto.
  • Guanti non cambiati tra crudo e cotto: interrompere, cambiare guanti e grembiule, lavare le mani, valutare gli alimenti toccati.
  • Corpo estraneo riconducibile a un capo (bottone, fibra, frammento di guanto blu): bloccare il lotto, aprire una non conformità e rivedere la dotazione.
  • Scorte insufficienti: riordino e revisione del numero di capi per addetto.

Verifica

Il responsabile HACCP controlla ogni mese le schede di inizio turno, le scorte e lo stato dei capi; una volta l’anno, nell’audit interno, verifica con il responsabile della sicurezza che i DPI scelti siano compatibili con l’igiene (materiali lavabili, nessun tessuto che perde fibre). L’esito si annota nel riesame.

Rilievi tipici in ispezione

  1. Divisa indossata per arrivare al lavoro o in pausa fuori dal locale.
  2. Copricapo che lascia scoperta parte dei capelli, o assente del tutto.
  3. Grembiule in tessuto visibilmente sporco usato per tutto il giorno.
  4. Guanti monouso tenuti per ore, anche maneggiando denaro o rifiuti.
  5. Abiti civili e divise nello stesso scomparto.

Esempio applicato

Esempio: una macelleria con laboratorio e 3 addetti adotta grembiule bianco per il banco e grembiule rosso per il disosso, guanto antitaglio in maglia metallica sotto un guanto monouso blu, cambio di guanto monouso a ogni passaggio dal disosso al banco. Il guanto blu è scelto perché un eventuale frammento sarebbe più visibile nella carne. Il guanto antitaglio, sanificato a fine giornata, è registrato come DPI nel documento di valutazione dei rischi.

Domande frequenti

La divisa da cucina è un DPI?

Di norma no. L’art. 74 del D.Lgs. 81/2008 esclude dalla definizione di DPI gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non destinati specificamente a proteggere il lavoratore. Giacca, pantaloni e copricapo sono indumenti igienici richiesti dal Reg. 852/2004. Sono invece DPI, ad esempio, i guanti antitaglio, le calzature con puntale o le giacche per il freddo.

Il colore bianco della divisa è obbligatorio?

Il Reg. 852/2004 chiede indumenti adeguati e puliti, senza imporre un colore. I colori chiari rendono più visibile lo sporco e sono la scelta più diffusa; alcune imprese usano colori diversi per reparti o lavorazioni, per esempio per separare crudo e cotto. L’importante è che la scelta sia coerente con la procedura e applicata da tutti.

I dipendenti possono lavare la divisa a casa?

La normativa igienica non lo vieta, ma l’impresa deve garantire che la divisa arrivi pulita. Se il lavaggio è affidato ai dipendenti, la procedura deve indicarlo, prevedere un numero di capi sufficiente al cambio giornaliero, il trasporto in sacchi chiusi e il controllo visivo all’ingresso. Per i DPI, la manutenzione resta a carico del datore di lavoro.

Chi ha la barba deve usare il copribarba?

Il regolamento non lo impone in modo esplicito, ma chiede indumenti adeguati e protettivi dove necessario. Molte procedure prevedono il copribarba nelle lavorazioni di alimenti pronti, impasti o porzionatura, dove un pelo finirebbe direttamente nel prodotto. La decisione va presa nell’analisi dei pericoli e applicata in modo uniforme.