Procedure operative

Spogliatoi e servizi igienici HACCP: requisiti e procedura

Procedura HACCP per spogliatoi e servizi igienici: requisiti del Reg. 852/2004 e del D.Lgs. 81/2008, uso, pulizie, scheda di controllo e rilievi tipici.

La procedura per spogliatoi e servizi igienici regola i locali in cui il personale si cambia e usa i bagni, così che non diventino una fonte di contaminazione per le zone alimentari. Il Reg. CE 852/2004 chiede gabinetti che non si aprano direttamente sui locali alimentari, lavabi attrezzati e, se necessario, spogliatoi adeguati; il D.Lgs. 81/2008 aggiunge i requisiti per i lavoratori.

La procedura copre tre aspetti: come devono essere i locali, come si usano e come si puliscono e controllano. Per il gesto del lavaggio delle mani si rimanda alla procedura di lavaggio delle mani.

Scopo, campo di applicazione e riferimenti

Lo scopo è separare il “mondo esterno” (abiti civili, scarpe da strada, servizi igienici) dalle zone in cui si trattano alimenti, e mantenere questi locali puliti e riforniti. Si applica a spogliatoi, bagni, antibagni e docce del personale, e ai bagni per il pubblico quando condividono percorsi o lavabi con il personale.

I riferimenti si integrano:

  • Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo I: un numero sufficiente di gabinetti collegati a un buon sistema di scarico, che non devono dare direttamente sui locali di manipolazione degli alimenti; lavabi per le mani con acqua calda e fredda, materiale per lavarsi e asciugatura igienica; adeguata aerazione dei servizi; se necessario, installazioni adeguate adibite a spogliatoio per il personale;
  • D.Lgs. 81/2008, Allegato IV (requisiti dei luoghi di lavoro), che disciplina spogliatoi, armadi per il vestiario e servizi igienico-assistenziali dal punto di vista della tutela del lavoratore;
  • regolamenti comunali d’igiene e indicazioni dell’ASL, che in molte realtà fissano dimensioni, numero di servizi e presenza dell’antibagno.

L’Allegato II usa formule come “se necessario” e “adeguato”: il numero di bagni e la superficie dello spogliatoio non sono fissati dal regolamento europeo e vanno verificati con le norme locali al momento dell’avvio o della ristrutturazione dei locali.

Requisiti dei locali: obblighi e buone prassi

RequisitoFontePerché conta
Gabinetti che non danno direttamente sui locali alimentariReg. 852/2004, All. II, Cap. IEvita il passaggio diretto di aerosol e persone dal bagno alla cucina
Antibagno con lavaboRegolamenti locali, buona prassiCrea la zona filtro dove lavarsi le mani prima di uscire
Lavabo con acqua calda e fredda, sapone, asciugatura igienicaReg. 852/2004, All. II, Cap. ILavaggio delle mani subito dopo l’uso del WC
Aerazione naturale o meccanica dei serviziReg. 852/2004, All. II, Cap. IRiduce umidità e odori
Spogliatoio adeguato, se necessarioReg. 852/2004, All. II, Cap. I; D.Lgs. 81/2008, All. IVCambio d’abito fuori dalle zone alimentari
Armadietti con separazione tra abiti civili e da lavoroD.Lgs. 81/2008, All. IV; buona prassi HACCPLe divise pulite non toccano abiti e scarpe da strada
Superfici lavabili, cestini con coperchio a pedaleBuona prassiPulizia efficace e rifiuti chiusi

Chi fa cosa

RuoloCompiti
OSAGarantisce locali conformi, armadietti sufficienti, materiali di consumo; decide gli interventi strutturali
Responsabile HACCPInserisce i locali nel piano di sanificazione, verifica schede e condizioni
Addetto alle pulizieEsegue pulizia e ripristino secondo il piano, firma la scheda
Tutto il personaleUsa correttamente i locali, tiene in ordine l’armadietto, segnala guasti e materiali esauriti

Metodo: uso corretto dei locali

  1. All’arrivo, entrare nello spogliatoio con gli abiti civili senza passare dalle zone di lavorazione, se il layout lo consente.
  2. Riporre abiti, scarpe, borse e telefono nello scomparto “civile” dell’armadietto; la divisa pulita sta nello scomparto separato.
  3. Vestirsi secondo la procedura su abbigliamento da lavoro e DPI.
  4. Non conservare alimenti, bevande aperte o farmaci fuori da contenitori chiusi negli armadietti; il cibo personale va nell’area pasti o in un frigorifero dedicato, mai in quello degli alimenti dell’attività.
  5. Prima di usare il WC togliere, dove possibile, grembiule e giacca e lasciarli nell’antibagno o nello spogliatoio.
  6. Dopo l’uso del WC lavarsi le mani nell’antibagno e di nuovo all’ingresso in reparto.
  7. A fine turno riporre la divisa sporca nel contenitore dedicato, non nell’armadietto con gli abiti civili.

Pulizie: frequenze e limiti

La tabella è un esempio da adattare nel piano di sanificazione; i prodotti e i metodi seguono la procedura generale di pulizia e sanificazione.

AreaFrequenza (esempio)Criterio di accettabilità
WC, lavabi, rubinetterie, maniglieAlmeno una volta al giorno, più controllo a metà turnoNessuno sporco visibile, nessun odore
Pavimenti di bagno e spogliatoioGiornalieraAsciutti e puliti
Dispenser di sapone e cartaA ogni controlloMai vuoti
CestiniGiornaliera o quando pieniCoperchio funzionante
Armadietti, internoMensile e al cambio di assegnatarioNessun alimento, nessuna muffa
Docce, se presentiSecondo usoNessun ristagno; scarichi liberi

Per i bagni è disponibile un modello dedicato: la checklist di sanificazione dei servizi igienici.

Registrazioni

Esempio di scheda di controllo affissa all’interno del locale:

DataOraPulizia WC e lavabiSapone e cartaPavimentoNoteFirma
14/1007:00EseguitaRicaricatiOK—Add. pulizie
14/1014:30ControlloCarta finita, ricaricataOK—R. turno
15/1007:00EseguitaOKOKCassetta WC che perde: segnalataAdd. pulizie

Azioni correttive

  • Bagno sporco o lavabo senza sapone o carta: ripristino immediato; nel frattempo gli addetti usano un altro lavabo attrezzato.
  • Alimenti, stoviglie o rifiuti negli armadietti: rimozione, pulizia dell’armadietto, richiamo dell’interessato.
  • Divise pulite a contatto con abiti civili: sostituzione della divisa e verifica del numero di armadietti.
  • Porta del bagno che si apre direttamente in cucina o guasti strutturali: intervento programmato secondo la procedura di manutenzione di attrezzature e locali, con misure provvisorie (porta a chiusura automatica, percorso alternativo) annotate come non conformità.

Verifica

Il responsabile HACCP rilegge ogni mese le schede e ispeziona i locali almeno una volta, controllando armadietti, scarichi, aerazione e stato delle superfici. Le carenze strutturali vanno nel piano di manutenzione con una data di intervento.

Rilievi tipici in ispezione

  1. Bagno del personale con porta che dà direttamente sulla zona di preparazione.
  2. Lavabo dell’antibagno senza acqua calda o senza asciugatura igienica.
  3. Spogliatoio usato come deposito di bibite, detergenti o imballaggi.
  4. Armadietti con cibo deperibile dimenticato.
  5. Scheda delle pulizie presente ma ferma da settimane.

Esempio applicato

Esempio: un bar di 40 m² con 2 addetti non ha spazio per uno spogliatoio separato. In accordo con le indicazioni dell’ASL, ricava un armadietto a due scomparti nell’antibagno, lontano dal lavabo, e stabilisce che gli addetti arrivino e ripartano attraverso il retro senza passare dietro il banco. Il bagno è condiviso con i clienti: la procedura prevede il controllo ogni due ore, registrato sulla scheda, e il lavaggio delle mani al rientro dietro il banco. La soluzione va descritta nel piano HACCP per bar.

Domande frequenti

Lo spogliatoio è sempre obbligatorio?

Il Reg. 852/2004 prevede spogliatoi adeguati “se necessario”, e il D.Lgs. 81/2008 li richiede in funzione delle attività e del numero di lavoratori. Nelle microimprese si accettano spesso soluzioni ridotte, come un armadietto a due scomparti in un antibagno, ma la verifica spetta al Comune e all’ASL in base ai regolamenti locali.

Il bagno può essere in comune tra personale e clienti?

Il regolamento europeo non lo vieta in termini generali; richiede che i gabinetti non diano direttamente sui locali alimentari e che il personale disponga di lavabi attrezzati. Molti regolamenti locali impongono però servizi distinti oltre una certa dimensione o capienza del locale. Prima di aprire conviene verificarlo con lo sportello unico e l’ASL.

Che cos’è l’antibagno e perché è richiesto?

È il locale di disimpegno tra il WC e gli altri ambienti, di solito con il lavabo per le mani. Funziona da zona filtro: evita che la porta del gabinetto si apra direttamente su ambienti di lavoro e permette di lavarsi le mani prima di uscire. È richiesto da molti regolamenti comunali d’igiene e risponde al requisito del Capitolo I dell’Allegato II.

Gli armadietti a doppio scomparto sono obbligatori?

L’obbligo di separare gli indumenti da lavoro da quelli privati deriva dalle norme sui luoghi di lavoro e dalle buone prassi igieniche, non da una formula esplicita del Reg. 852/2004. In pratica l’ispettore verifica che la divisa pulita non stia a contatto con abiti e scarpe da strada: due scomparti o due armadietti distinti sono la soluzione più semplice.