🧾 Procedure operative

Tracciabilità di lotto: obblighi, one step forward/one step back

La tracciabilità di lotto nell’HACCP: Reg. 178/2002, principio one step forward/one step back, registri, gestione partite e richiamo.

Cos’è la tracciabilità

La tracciabilità è la capacità di ricostruire il percorso di un prodotto lungo la filiera: da dove viene (origine delle materie prime) e dove va (destinatari). È obbligatoria in UE dal Reg. 178/2002, art. 18, ed è pilastro della sicurezza alimentare.

Idea chiave: se un prodotto risulta non sicuro, la tracciabilità permette di ritirare solo i lotti effettivamente coinvolti, non tutta la produzione. È la base del ritiro e richiamo.

Il principio “one step forward, one step back”

Il principio cardine: ogni OSA deve conoscere

  • chi gli ha fornito un prodotto (one step back) e cosa;
  • a chi lo ha venduto/consegnato (one step forward).

Non è richiesta la tracciabilità fino al consumatore finale (eccetto ristorazione), ma l’anello precedente e successivo sono obbligatori.

Cosa registrare

Per ogni materia prima e prodotto:

  • nome e quantità;
  • lotto / identificativo;
  • fornitore (nome, indirizzo) e data di ricevimento;
  • per i prodotti di origine animale, marcatura sanitaria (vedi Reg. 853/2004);
  • destinatario del prodotto finito (nome, indirizzo), quantità e lotto;
  • data di consegna.

Registri di carico e scarico

Gli OSA tengono registri di entrata e uscita:

  • DDT / fatture conservate;
  • registri interni di ricevimento (vedi checklist ricevimento);
  • registri di produzione e lotti;
  • registri di consegna ai clienti.

I registri vanno conservati e accessibili per i controlli (Reg. (UE) 2017/625).

Identificazione del lotto

Il lotto è l’unità di produzione/identificazione che permette la tracciabilità. Per i prodotti preconfezionati, il lotto è obbligatoriamente indicato in etichetta (Direttiva 2011/91/UE). Per i prodotti sfusi, l’OSA deve gestire un sistema di identificazione interno.

Dalle materie prime al prodotto finito

Nella produzione, la tracciabilità collega le materie prime (con i loro lotti) al prodotto finito (con il suo lotto). In caso di non conformità su una materia prima, si risale ai lotti prodotti che la contengono, e si ritirano solo quelli.

RASFF e allerta

La tracciabilità è il fondamento del sistema RASFF di rapida allerta europeo: quando un rischio emerge, l’autorità può identificare e bloccare i lotti rapidamente su scala continentale (vedi pacchetto igiene).

Ristorazione

Nella ristorazione, l’obbligo di tracciabilità vale per le matrici prime (conoscere fornitori e lotti) ma non per il consumatore finale (non si registra chi ha mangiato cosa). L’OSA conserva le DDT e i registri di fornitura.

Verifica

La verifica della tracciabilità si fa con test periodici: prendere un lotto a campione e ricostruire l’intera storia in tempi ragionevoli (es. ≤ 2 ore). È un’azione di verifica (principio 6) e viene spesso controllata dai controlli ufficiali.

Errori frequenti

  • Registri incompleti (manca lotto o fornitore);
  • DDT non conservati o slegati dai lotti;
  • Mancanza di collegamento tra lotti materia prima e lotti prodotto finito;
  • Tempo di ricostruzione troppo lungo.

In sintesi

La tracciabilità di lotto è obbligo del Reg. 178/2002: ogni OSA conosce un passo avanti e un passo indietro. Si realizza con registri di carico/scarico, identificazione dei lotti e conservazione dei documenti. È la base del ritiro/richiamo e del RASFF.

Approfondisci con ritiro e richiamo e la checklist ricevimento merci.