Formazione e corsi HACCP

Corso HACCP Campania: ore, esame e regole del D.D. 110/2018

Corso alimentaristi in Campania secondo il D.D. 110/2018: 4, 8 o 12 ore, aggiornamento triennale, esame davanti alla commissione ASL, FAD e attestato.

In Campania il corso HACCP per alimentaristi è regolato dal Decreto Dirigenziale n. 110 del 24 maggio 2018 e dal suo disciplinare: 4 ore per il livello di rischio 1, 8 per il livello 2, 12 per i responsabili, aggiornamento ogni tre anni. Lo tengono ASL o enti accreditati, ma l’esame finale si sostiene sempre in presenza, davanti a una commissione presieduta dal SIAN.

Il quadro normativo campano

La Campania ha uno dei sistemi più regolati d’Italia, costruito in tre tappe documentate negli atti regionali:

AttoContenuto
DGR 26 giugno 2004, n. 932protocollo per rilascio e rinnovo del libretto (LISA); rinvia a un atto successivo la disciplina della formazione
D.D. 23 febbraio 2005, n. 46avvia la sostituzione graduale del libretto con l’attestato di formazione
D.D. 17 aprile 2018, n. 76approva il “Percorso formativo per alimentaristi”, ammette la FAD, riconosce attestati di altre Regioni a certe condizioni
D.D. 24 maggio 2018, n. 110disciplinare attuativo (Allegato 1) e modello di attestato (Allegato 2)

Con il D.D. 46/2005 (Allegato A) la Regione stabilì che dal 1° giugno 2006 il libretto previsto dall’art. 14 della Legge 283/1962 fosse sostituito “dall’attestato di frequenza ad un idoneo percorso di formazione”, e che i titolari di libretto si mettessero in regola “entro e non oltre il 1° gennaio 2007”. Il portale regionale del personale del SSR elenca oggi come normativa di riferimento i D.D. 76/2018 e 110/2018, e il SURAP regionale cita il D.D. 110/2018 come base dell’attestato di alimentarista. Il passaggio dal libretto all’attestato su scala nazionale è spiegato nella pagina sull’abolizione del libretto sanitario.

Livelli di rischio e ore minime

Il disciplinare classifica le mansioni in due livelli di rischio più la figura del responsabile. La classificazione ricalca quella del 2005, con aggiornamenti.

FiguraEsempi di mansioniPrimo corso (minimo)Aggiornamento triennale (minimo)
Livello di rischio 1baristi, fornai, pizzaioli, vendita di alimenti sfusi, porzionatura in mense scolastiche e socio-assistenziali4 ore3 ore
Livello di rischio 2cuochi, pasticceri, gelatieri, gastronomia, pasta fresca, lattiero-caseario, carni, prodotti ittici, ovoprodotti8 ore3 ore
Responsabile dell’impresa alimentaretitolari e responsabili12 ore6 ore

L’aggiornamento va ripetuto ogni tre anni e comunque quando cambia la mansione. Le classi devono avere da 10 a 30 partecipanti, omogenei per livello di rischio. Chi non manipola mai alimenti, nemmeno occasionalmente, è escluso dall’obbligo, come chiarisce la FAQ del SURAP; sono invece inclusi titolare, familiari collaboratori e lavoratori occasionali o non retribuiti. Per la logica generale dei livelli vedi i livelli di rischio del corso HACCP; per i contenuti tipici del percorso, il corso HACCP per alimentarista.

Chi può erogare il corso e con quali docenti

In Campania non basta un qualunque ente di formazione. Il disciplinare ammette due canali:

  • le ASL, che possono organizzare i corsi tramite le proprie strutture formative accreditate, con un coordinatore nominato dal Direttore generale;
  • le agenzie formative iscritte all’elenco regionale degli enti accreditati (DGR 242/2013) e registrate presso la Regione secondo la DGR 318/2015; per la registrazione “non vi è alcun termine ultimo”.

I docenti devono avere una laurea pertinente, ad esempio in medicina, scienze biologiche, chimica, scienze e tecnologie alimentari, medicina veterinaria, scienze dell’alimentazione o tecniche della prevenzione. Tra loro va nominato un responsabile scientifico. L’ente comunica via PEC all’ASL l’inizio e la fine di ogni corso.

L’esame: il tratto distintivo della Campania

A differenza di Regioni come la Lombardia, dove l’OSA sceglie anche come verificare l’apprendimento, in Campania l’esame è pubblico e standardizzato.

  1. La commissione è presieduta dal direttore del SIAN dell’ASL competente (o da un suo delegato) e comprende un docente del corso e un rappresentante designato dalla Regione.
  2. Per ogni corso si preparano buste sigillate con 20 domande a risposta multipla.
  3. Il test è superato con almeno 15 risposte corrette.
  4. L’ente invia via PEC alla Regione l’elenco dei promossi; solo dopo il presidente firma gli attestati, redatti sul modello dell’Allegato 2.
  5. I nominativi finiscono in un registro vidimato dall’ufficio regionale competente, e le ASL trasmettono entro il 30 novembre di ogni anno l’elenco aggiornato dei formati per il registro unico regionale.

Ai membri della commissione spetta un compenso a carico del corso, oltre al rimborso chilometrico oltre i 10 km. È un costo che gli enti includono nel prezzo, e spiega perché un corso campano non è paragonabile a un attestato generico online.

Formazione a distanza: ammessa, ma con esame in aula

Il D.D. 76/2018 ha ammesso l’e-learning, e il disciplinare del 2018 ne fissa le condizioni:

  • la FAD va dichiarata nella domanda di autorizzazione all’ufficio regionale;
  • le ore online devono essere pari a quelle in aula, con programma equivalente;
  • la piattaforma deve consentire ai controllori l’accesso da remoto per verificare accessi, materiali e frequenza;
  • servono help desk e interazione asincrona tra docente e corsista;
  • l’esame finale resta in presenza, con riconoscimento tramite documento d’identità.

Lo stesso D.D. 76/2018 stabilisce che la Campania riconosce gli attestati rilasciati da enti accreditati o autorizzati in altre Regioni, a condizione che l’esame finale sia stato sostenuto in presenza. Il confronto generale tra le due modalità è nella pagina corso HACCP online o in aula.

Cosa succede se in ispezione manca l’attestato

Il SIAN vigila sui corsi, anche in FAD, e durante i controlli nelle imprese verifica gli attestati. Se un addetto ne è privo, il disciplinare richiama una prescrizione di 60 giorni per mettersi in regola (DGRC 623/2014, Capitolo 6, Sezione C); se la prescrizione non viene rispettata scatta la sanzione amministrativa prevista dall’art. 6 del D.Lgs. 193/2007.

Esempio: una pizzeria di Salerno assume un pizzaiolo con attestato ottenuto interamente online in un’altra Regione, senza esame in presenza. In base al D.D. 76/2018 quell’attestato non rientra nel riconoscimento automatico: l’OSA dovrebbe iscriverlo a un corso di livello 1 da almeno 4 ore con esame davanti alla commissione, senza aspettare il controllo. Per gli importi vedi le sanzioni HACCP.

Fonti

Domande frequenti

Quanto dura il corso HACCP in Campania?

Il disciplinare del D.D. 110/2018 fissa durate minime: 4 ore per gli addetti di livello di rischio 1, 8 ore per il livello 2 e 12 ore per i responsabili dell’impresa alimentare. A queste si aggiunge l’esame finale in presenza. L’aggiornamento triennale richiede almeno 3 ore per gli addetti e 6 ore per i responsabili.

Ogni quanto scade l’attestato di alimentarista in Campania?

Il disciplinare non indica una scadenza autonoma dell’attestato, ma impone un aggiornamento ogni tre anni e ogni volta che cambia la mansione. Nella pratica, quindi, un attestato senza aggiornamento da oltre tre anni non dimostra più il rispetto dell’obbligo regionale. Per un confronto con le altre Regioni vedi validità e durata dell’attestato HACCP.

Posso fare il corso HACCP online in Campania?

Sì, se l’ente è autorizzato alla FAD dalla Regione e la piattaforma rispetta i requisiti del disciplinare: stesse ore dell’aula, tracciamento degli accessi e accesso da remoto per i controllori. L’esame finale però si sostiene sempre in presenza, davanti alla commissione presieduta dal SIAN, con verifica del documento d’identità.

Un attestato ottenuto in un’altra Regione vale in Campania?

Il D.D. 76/2018 riconosce gli attestati rilasciati da enti accreditati o autorizzati da altre Regioni, purché l’esame finale sia stato svolto in presenza. Un titolo ottenuto con esame solo online non rientra in questo riconoscimento. Prima di assumere, conviene controllare sull’attestato ente, data e modalità d’esame.