Fondamenti HACCP

Definizioni HACCP: Reg. 178/2002, Reg. 852/2004 e Codex

Le definizioni ufficiali dell'HACCP a confronto: pericolo, rischio, CCP, PRP, limite critico secondo Reg. 178/2002, Reg. 852/2004 e Codex CXC 1-1969.

Le definizioni dell’HACCP hanno tre fonti: l’art. 3 del Reg. CE 178/2002 (alimento, impresa alimentare, OSA, pericolo, rischio, rintracciabilità), l’art. 2 del Reg. CE 852/2004 (igiene degli alimenti, contaminazione, stabilimento) e il Codex CXC 1-1969, revisione 2020, che definisce i termini tecnici del metodo: CCP, limite critico, PRP, validazione, verifica.

Le prime due fonti sono diritto dell’Unione, direttamente applicabile. Il Codex è uno standard internazionale FAO/OMS: non è legge, ma il Reg. 852/2004 rinvia ai suoi principi e la Commissione europea lo usa come riferimento tecnico. Per l’elenco alfabetico di tutti i termini dell’autocontrollo usa il glossario HACCP; qui trovi solo le definizioni “ufficiali” con la fonte esatta.

Definizioni del Reg. CE 178/2002, art. 3

Il Reg. 178/2002 è la legge alimentare generale dell’Unione e fissa il vocabolario di base per tutta la legislazione successiva. Il testo è su EUR-Lex, Reg. CE 178/2002.

TermineRiferimentoDefinizione (sintesi fedele al testo)
Alimentoart. 2Qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato a essere ingerito o di cui si prevede ragionevolmente che possa esserlo da esseri umani
Impresa alimentareart. 3, n. 2Ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge attività connesse a una fase di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti
Operatore del settore alimentareart. 3, n. 3La persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto della legislazione alimentare nell’impresa posta sotto il suo controllo
Immissione sul mercatoart. 3, n. 8Detenzione di alimenti a scopo di vendita, inclusa ogni forma di cessione gratuita o a pagamento, la vendita e la distribuzione
Rischioart. 3, n. 9”Funzione della probabilità e della gravità di un effetto nocivo per la salute, conseguente alla presenza di un pericolo”
Analisi del rischioart. 3, n. 10Processo di tre componenti interconnesse: valutazione, gestione e comunicazione del rischio
Pericoloart. 3, n. 14Agente biologico, chimico o fisico contenuto in un alimento, o condizione in cui l’alimento si trova, in grado di provocare un effetto nocivo sulla salute
Rintracciabilitàart. 3, n. 15Possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento attraverso tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione
Produzione primariaart. 3, n. 17Fasi di produzione, allevamento o coltivazione dei prodotti primari, compresi raccolto, mungitura, caccia, pesca e raccolta di prodotti selvatici
Consumatore finaleart. 3, n. 18Chi consuma il prodotto al di fuori di un’operazione o attività di un’impresa alimentare

Le tre componenti dell’analisi del rischio sono sviluppate nella pagina sull’analisi del rischio: valutazione, gestione e comunicazione.

Definizioni del Reg. CE 852/2004, art. 2

Il Reg. 852/2004 aggiunge le definizioni specifiche dell’igiene e, all’art. 2, par. 2, stabilisce che “si applicano altresì le definizioni contenute nel regolamento (CE) n. 178/2002”. Il testo consolidato è su EUR-Lex, Reg. CE 852/2004.

TermineRiferimentoDefinizione
Igiene degli alimentiart. 2, par. 1, lett. a)“Le misure e le condizioni necessarie per controllare i pericoli e garantire l’idoneità al consumo umano di un prodotto alimentare tenendo conto dell’uso previsto”
Prodotti primarilett. b)Prodotti della produzione primaria, compresi i prodotti della terra, dell’allevamento, della caccia e della pesca
Stabilimentolett. c)Ogni unità di un’impresa del settore alimentare
Autorità competentelett. d)L’autorità centrale dello Stato membro competente per i requisiti di igiene o l’autorità a cui ha delegato tale competenza
Contaminazionelett. f)La presenza o l’introduzione di un pericolo
Prodotti trasformati / non trasformatilett. n) e o)Distinzione basata sull’aver subito o meno un trattamento che modifica sostanzialmente il prodotto iniziale

All’art. 2, par. 3, il regolamento chiarisce anche che negli allegati le espressioni “ove necessario”, “ove opportuno”, “adeguato” e “sufficiente” vanno lette in funzione degli obiettivi del regolamento: è la base giuridica della flessibilità, approfondita in l’approccio basato sul rischio.

Definizioni del Codex CXC 1-1969 (revisione 2020)

I General Principles of Food Hygiene del Codex, revisionati nel 2020, contengono la sezione di definizioni del metodo HACCP. Il testo ufficiale esiste in inglese, francese, spagnolo e altre lingue ONU, non in italiano: le traduzioni sotto sono di lavoro e seguono il testo inglese. Il documento si scarica dalla pagina dei codici di prassi del Codex Alimentarius.

Termine (inglese)Definizione Codex (traduzione di lavoro)
Hazard (pericolo)Agente biologico, chimico o fisico presente nell’alimento con il potenziale di causare un effetto avverso sulla salute
Significant hazard (pericolo significativo)Pericolo che l’analisi identifica come ragionevolmente probabile a un livello inaccettabile in assenza di controllo, e il cui controllo è essenziale dato l’uso previsto
Acceptable level (livello accettabile)Livello di un pericolo pari o inferiore al quale l’alimento è considerato sicuro per l’uso previsto
Control measure (misura di controllo)Qualsiasi azione o attività utilizzabile per prevenire o eliminare un pericolo o ridurlo a un livello accettabile
Critical Control Point (CCP)Fase in cui, in un sistema HACCP, si applicano una o più misure di controllo essenziali per controllare un pericolo significativo
Critical limit (limite critico)Criterio osservabile o misurabile, relativo a una misura di controllo in un CCP, che separa l’accettabilità dalla non accettabilità dell’alimento
Monitor (monitorare)Eseguire una sequenza pianificata di osservazioni o misure dei parametri di controllo per valutare se una misura di controllo è sotto controllo
Corrective action (azione correttiva)Azione intrapresa in caso di deviazione per ristabilire il controllo, isolare e decidere la destinazione del prodotto interessato e prevenire o ridurre il ripetersi della deviazione
Deviation (deviazione)Mancato rispetto di un limite critico o di una procedura GHP
Prerequisite programme (PRP)Programmi, comprese GHP, buone pratiche agricole e di fabbricazione, formazione e rintracciabilità, che stabiliscono le condizioni di base su cui si fonda il sistema HACCP
Good Hygiene Practices (GHP)Misure e condizioni fondamentali applicate in ogni fase della filiera per fornire alimenti sicuri e idonei
Validation (validazione)Ottenere evidenze che una misura di controllo, se correttamente applicata, è in grado di controllare il pericolo con un risultato specificato
Verification (verifica)Applicazione di metodi, procedure, prove e altre valutazioni, oltre al monitoraggio, per determinare se una misura di controllo funziona o ha funzionato come previsto
HACCP plan / HACCP systemIl piano è la documentazione preparata secondo i principi HACCP; il sistema è lo sviluppo del piano più l’attuazione delle procedure che contiene
Food business operator (FBO)Il soggetto responsabile della gestione di un’impresa in qualsiasi fase della filiera

Dove le fonti non coincidono

Le tre fonti parlano la stessa lingua, ma con sfumature che contano quando si scrive un manuale o si risponde a un verbale.

ConcettoFonte UECodex 2020Conseguenza pratica
PericoloInclude “la condizione” in cui l’alimento si trova (Reg. 178/2002)Agente nell’alimentoNel piano UE si analizzano anche condizioni (es. temperatura di conservazione errata)
IgieneMisure per controllare i pericoli e garantire l’idoneità (Reg. 852/2004)Condizioni e misure per sicurezza e idoneità in tutte le fasiStesso contenuto: sicurezza e idoneità sono entrambe obiettivi
Pericolo significativoNon definito nei regolamentiDefinitoIl criterio di significatività va preso dal Codex e dichiarato nel piano
CCPArt. 5: fase in cui il controllo “si rivela essenziale”Fase con misura essenziale per un pericolo significativoIl Codex lega il CCP solo ai pericoli significativi
PRP e oPRPComunicazione della Commissione 2022/C 355/01PRP definiti; GHP che richiedono “maggiore attenzione”Il termine oPRP deriva dalla ISO 22000, non dal Codex

La differenza operativa tra prerequisiti e punti critici è approfondita in prerequisiti e CCP: la differenza; quella tra le due attività di conferma in verifica e validazione.

Pericolo e rischio: l’errore più frequente

Molti manuali usano “rischio” e “pericolo” come sinonimi. Non lo sono: il pericolo è l’agente (per esempio Listeria monocytogenes in un formaggio), il rischio è la combinazione di probabilità e gravità dell’effetto nocivo. Un pericolo grave può dare un rischio basso se l’esposizione è improbabile.

Esempio: in una gastronomia il pericolo “spore di Clostridium perfringens nei sughi di carne” è sempre presente; il rischio diventa rilevante solo se il raffreddamento è lento. Scrivere nell’analisi “rischio: Clostridium” è tecnicamente scorretto; la forma corretta è “pericolo: C. perfringens; rischio: medio-alto in caso di raffreddamento lento; misura di controllo: abbattimento rapido”. La stima della probabilità e della gravità si costruisce con la matrice di valutazione del rischio.

Come usare le definizioni nel manuale di autocontrollo

Un manuale ben scritto contiene una sezione di definizioni che dichiara quale fonte adotta. Non serve ricopiare i regolamenti: basta che i termini usati nell’analisi dei pericoli, nel piano e nelle schede abbiano un significato univoco e coerente con le fonti citate. In caso di controllo, l’ispettore legge i documenti con il vocabolario dei regolamenti: se il manuale usa le parole in modo diverso, il rischio è che una scelta corretta venga interpretata come una lacuna.

Checklist di coerenza terminologica:

  1. il manuale indica come fonti il Reg. CE 178/2002, il Reg. CE 852/2004 e il Codex CXC 1-1969 nella revisione 2020, non versioni superate;
  2. “pericolo” e “rischio” non sono usati come sinonimi nelle tabelle di analisi;
  3. il criterio con cui un pericolo è considerato significativo è scritto e applicato a tutte le fasi;
  4. ogni CCP ha un limite critico, una procedura di monitoraggio e un’azione correttiva;
  5. “verifica” e “validazione” indicano attività diverse, con responsabili e frequenze distinte;
  6. i prerequisiti sono descritti come programmi, con procedure e registrazioni proprie;
  7. la sigla OSA corrisponde al soggetto indicato nella notifica sanitaria, non al responsabile operativo.

Esempio: un manuale che chiama “CCP” ogni frigorifero ma non indica limiti critici e azioni correttive usa il termine in modo incompatibile con il Codex. La correzione non è aggiungere carta, ma decidere: o la conservazione refrigerata è davvero un CCP, con limite e monitoraggio, o è un prerequisito gestito con il registro delle temperature.

Domande frequenti

Il Codex Alimentarius è obbligatorio in Italia?

No, il Codex non è legge. È un insieme di standard e linee guida adottati dalla Commissione FAO/OMS del Codex Alimentarius. Diventa rilevante perché il Reg. CE 852/2004 richiama i principi HACCP, la Commissione europea si rifà al Codex nelle sue comunicazioni e, nel commercio internazionale, gli standard Codex sono un riferimento riconosciuto. In caso di contrasto prevalgono i regolamenti UE.

Qual è la definizione legale di OSA?

L’art. 3, n. 3, del Reg. CE 178/2002 definisce l’operatore del settore alimentare come la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto della legislazione alimentare nell’impresa posta sotto il suo controllo. Il Codex usa il termine equivalente “food business operator”. Gli obblighi che ne derivano sono trattati nella pagina dedicata all’operatore del settore alimentare.

La revisione 2020 del Codex ha cambiato le definizioni?

Sì. La revisione 2020 ha introdotto o riformulato, tra gli altri, i termini pericolo significativo, livello accettabile, contatto crociato con allergeni, deviazione, sistema di igiene alimentare e validazione delle misure di controllo. Ha anche rafforzato il ruolo delle buone pratiche igieniche, riconoscendo che in alcune attività possono bastare a controllare i pericoli senza CCP.

Dove trovo tutti gli altri termini, come shelf life o TMC?

Questa pagina riporta solo le definizioni con una fonte normativa o Codex precisa. Per i termini operativi di uso comune, dalle sigle ai concetti di conservazione ed etichettatura, consulta il glossario HACCP dalla A alla Z, che rimanda alle pagine di approfondimento.