Checklist e modelli

Checklist HACCP pescheria: ghiaccio, Anisakis ed etichette

Checklist HACCP per pescheria: ricevimento, banco a ghiaccio, bonifica Anisakis, molluschi, cartellini e pulizie in tabelle OK/NC con esempio compilato.

La checklist HACCP per pescheria è il modulo giornaliero del banco del pesce: controlla il prodotto al ricevimento, il letto di ghiaccio e la temperatura del banco, la bonifica antiparassitaria del pesce venduto per il consumo crudo, i molluschi vivi, i cartellini obbligatori e le pulizie. Per ogni voce indica criterio, frequenza, esito OK/NC e azione correttiva.

Chi la usa e quando

Serve alle pescherie al dettaglio, ai banchi pesce della grande distribuzione e alle gastronomie con reparto ittico. La compila il banconiere di turno: la parte di ricevimento a ogni consegna, la parte del banco all’apertura, a metà giornata e alla chiusura. Il titolare o il responsabile dell’autocontrollo rilegge e firma i moduli.

Il ragionamento sui pericoli e la scelta dei punti critici, compresi istamina e parassiti, stanno nel piano HACCP per il pesce. Le regole di conservazione, dal ghiaccio alle durate, sono spiegate nella scheda sulla conservazione del pesce fresco. Chi prepara anche sushi o crudi in laboratorio trova i controlli di lavorazione nella checklist sushi.

Base normativa in breve

La pescheria applica il Reg. CE 852/2004 per l’igiene generale. Il Reg. CE 853/2004, Allegato III, Sezione VIII, fissa due riferimenti che anche il dettaglio usa ogni giorno:

  • i prodotti della pesca freschi vanno mantenuti a una temperatura vicina a quella del ghiaccio fondente;
  • il pesce e i cefalopodi da consumare crudi o praticamente crudi devono subire un congelamento che porti ogni parte del prodotto ad almeno −20 °C per almeno 24 ore, oppure ad almeno −35 °C per almeno 15 ore, salvo le esclusioni previste.

Per i molluschi bivalvi vivi venduti sfusi, la Sezione VII impone al dettagliante di conservare l’etichetta della confezione per almeno 60 giorni dopo averne frazionato il contenuto. Le informazioni al consumatore seguono l’art. 35 del Reg. UE 1379/2013, valido anche per il prodotto non preimballato: denominazione commerciale e nome scientifico, metodo di produzione, zona di cattura o allevamento, categoria di attrezzi da pesca, indicazione “decongelato” quando ricorre e, se del caso, il termine minimo di conservazione.

La checklist: ricevimento e banco

N.Punto di controlloCriterio o limiteFrequenzaOK / NCAzione correttiva in caso di NC
1Temperatura del pesce fresco all’arrivoVicina al ghiaccio fondente; il piano fissa il valore (esempio da validare: ≤ 2 °C a sonda)ogni consegnaRespingere la partita, annotare sul DDT
2FreschezzaOcchio convesso e lucido, branchie rosse e umide, odore di mare, carne soda ed elasticaogni consegnaRespingere o eliminare
3Documenti e informazioniDDT o etichetta con specie, nome scientifico, zona, metodo, attrezzo, lottoogni consegnaBloccare fino a chiarimento
4Molluschi bivalvi viviConfezione chiusa con etichetta e documento di registrazione; valve chiuse o che si chiudono se toccateogni consegnaRespingere; eliminare gli esemplari morti
5Prodotti decongelati o surgelatiIndicazione dello stato in etichetta, surgelati a −18 °C o menoogni consegnaRespingere o rietichettare correttamente
6Letto di ghiaccio sul bancoGhiaccio da acqua potabile, abbondante, pesce coperto e non immerso nell’acqua di fusioneapertura, metà giornata, chiusuraRinnovare il ghiaccio, drenare
7Temperatura del banco o della cellaValore del piano (esempio da validare: 0-2 °C)apertura e chiusuraSpostare il prodotto in cella, verificare l’impianto
8Separazioni sul bancoSpecie e prodotti cotti o marinati separati dal crudo, crostacei vivi in vasca dedicatagiornalieraRiorganizzare, valutare i prodotti a contatto
9CartelliniDenominazione, zona, metodo, attrezzo, “decongelato” quando ricorre, allergeni dei preparatigiornalieraCorreggere prima della vendita

La checklist: bonifica, lavorazione e pulizie

N.Punto di controlloCriterio o limiteFrequenzaOK / NCAzione correttiva in caso di NC
10Pesce venduto per il crudo o marinatoBonificato dal fornitore (documentato) o in proprio con abbattitore idoneoogni lottoNon vendere come “da crudo”, informare il cliente
11Ciclo di bonifica in proprioAlmeno −20 °C al cuore per almeno 24 ore, o −35 °C per almeno 15 ore; ora di inizio contata dal raggiungimento al cuoreogni cicloRipetere il ciclo completo
12Etichette dei molluschiConservate in ordine di data per almeno 60 giorni dopo la vendita del contenutosettimanaleRecuperare dal fornitore, riorganizzare l’archivio
13Pesci a rischio istamina (tonno, sgombro, alici)Mai lasciati fuori dal freddo, rotazione rapidagiornalieraEliminare il prodotto esposto troppo a lungo
14Taglieri, coltelli, squamatriceLavati e sanificati a fine turno e al cambio tra crudo e prontofine turnoRipetere la sanificazione
15Scarti di lavorazioneIn contenitori chiusi, svuotati ogni giornogiornalieraSvuotare, sanificare
16Igiene del personaleGrembiule dedicato, mani lavate, ferite coperteinizio turnoCorrezione immediata

Un normale congelatore a −18 °C non garantisce la bonifica: per la voce 11 serve un apparecchio che raggiunga davvero i valori richiesti al cuore. I dettagli sul parassita e sui casi di esclusione sono nella scheda sull’Anisakis; la scelta di tonno e sgombridi come punto critico è discussa nella pagina su istamina e sindrome sgombroide.

Come compilarla: esempio compilato

Esempio: una pescheria con 2 addetti riceve la merce alle 6:30 e prepara alici marinate.

OraVoceValore rilevatoOK / NCAzione correttivaFirma
06:351 Orate di allevamento, fornitore A1 °C, in ghiaccioOK—S.L.
06:403 Gamberi, fornitore BCartellino senza zona di catturaNCPartita bloccata in cella, fornitore contattato, zona ricevuta via e-mail alle 08:10, cartellino completatoS.L.
09:0011 Alici per marinaturaAl cuore −20 °C alle 09:00; fine ciclo previsto il giorno dopo alle 09:00OK—S.L.

Registrare l’ora in cui il cuore raggiunge la temperatura, e non l’ora di carico dell’abbattitore, è ciò che permette di dimostrare la durata del trattamento.

Per quanto conservarla

Il Reg. 852/2004 parla di periodo adeguato e non fissa una durata. Due vincoli però sono precisi: le etichette dei molluschi bivalvi vivi per almeno 60 giorni e i documenti di acquisto necessari alla rintracciabilità del Reg. CE 178/2002. Per il pesce bonificato in proprio conviene conservare il registro del trattamento almeno quanto la durata del prodotto congelato; un anno per tutti i moduli è la soluzione più semplice.

Rilievi tipici in ispezione

  • Pesce appoggiato su un velo di ghiaccio sciolto, con il fondo del banco pieno d’acqua.
  • Cartellini con il solo nome commerciale, senza zona di cattura o attrezzo.
  • Prodotto decongelato esposto come fresco.
  • Cozze e vongole vendute sfuse senza etichetta conservata.
  • Alici marinate preparate da pesce mai congelato, o congelato in un freezer a −18 °C.
  • Stesso coltello e stesso tagliere per pesce crudo e insalata di mare cotta.

Domande frequenti

Che temperatura deve avere il pesce fresco al banco?

Il Reg. 853/2004 parla di temperatura vicina a quella del ghiaccio fondente, senza un numero. In pratica significa mantenere il pesce coperto di ghiaccio e il banco il più vicino possibile a 0 °C; il piano fissa il valore operativo da misurare, spesso intorno a 0-2 °C, e la frequenza di rinnovo del ghiaccio.

La pescheria deve bonificare il pesce che il cliente mangerà crudo?

L’obbligo di congelamento riguarda chi immette sul mercato prodotti destinati a essere consumati crudi o praticamente crudi. Se la pescheria vende pesce indicandolo come adatto al crudo, deve garantire la bonifica, propria o documentata dal fornitore. Se non lo fa, non deve presentarlo come tale, e conviene informare il cliente della necessità di congelarlo o cuocerlo.

Perché conservare le etichette dei molluschi per 60 giorni?

I molluschi bivalvi vivi possono trasmettere norovirus, epatite A e biotossine con sintomi che compaiono anche giorni dopo il consumo. L’etichetta identifica il centro di spedizione e il lotto: conservarla almeno 60 giorni dopo aver venduto il contenuto permette all’ASL di risalire all’origine in caso di focolaio.

Il pesce decongelato si può vendere?

Sì, purché sia dichiarato. L’art. 35 del Reg. UE 1379/2013 richiede l’indicazione “decongelato” anche sul cartellino del prodotto sfuso, salvo alcune eccezioni. Il pesce decongelato non va ricongelato dal cliente e ha una durata più breve del fresco: il piano deve fissarla e il banconiere deve poterla indicare.