Checklist e modelli

Checklist gelateria HACCP: laboratorio, vetrina e allergeni

Checklist HACCP per gelateria: pastorizzazione, raffreddamento, mantecazione, vetrina, spatole e allergeni con colonna OK/NC ed esempio compilato.

La checklist gelateria HACCP è il foglio giornaliero che segue il gelato dal laboratorio al banco: ciclo di pastorizzazione e raffreddamento della miscela, maturazione, sanificazione della mantecatrice, temperature di conservazione e vetrina, gestione di spatole e allergeni. Ogni riga ha un criterio, una frequenza, l’esito OK/NC e l’azione da applicare subito.

Chi la usa e quando

La parte di laboratorio la compila il gelatiere a ogni produzione; la parte di banco la compila l’addetto alla vendita all’apertura, durante il servizio e alla chiusura. Il titolare o il responsabile HACCP la rivede ogni settimana, confrontandola con i cicli memorizzati dal pastorizzatore.

Il modulo è pensato per la gelateria artigianale che produce le proprie miscele. Chi usa basi fredde industriali può eliminare le righe su pastorizzazione e raffreddamento, ma deve mantenere quelle sul tempo massimo tra preparazione e mantecazione. Come si costruisce il piano da cui derivano questi controlli, con diagramma, analisi dei pericoli e CCP, è spiegato nel piano HACCP per gelateria.

La base normativa in breve

Il Reg. CE 852/2004 chiede all’operatore di individuare i CCP, monitorarli e registrare i controlli (art. 5), ma non fissa tempi e temperature di pastorizzazione per il gelato artigianale: il binomio va scelto e validato con il costruttore del pastorizzatore e con analisi di verifica. Il Reg. CE 2073/2005 prevede per i gelati un criterio di sicurezza per Salmonella e criteri di igiene del processo, usati per le analisi periodiche e non per il controllo quotidiano.

Anche la temperatura di −18 °C è fissata per i surgelati, categoria in cui il gelato prodotto e venduto nello stesso locale non rientra: le temperature di conservazione e vetrina sono valori dichiarati nel piano. Per gli allergeni del gelato sfuso valgono gli obblighi di informazione del Reg. UE 1169/2011, descritti nella pagina sugli allergeni nella vendita sfusa.

Il modello di checklist

Laboratorio: a ogni produzione

Punto di controlloCriterio o limiteFrequenzaOK/NCAzione correttiva se NC
Uova e ovoprodottiUova da fornitore qualificato, integre e refrigerate, oppure tuorlo pastorizzatoOgni utilizzoScartare uova incrinate o sporche
Frutti di bosco surgelatiUsati solo dopo trattamento termico o come purea pastorizzata, secondo il pianoOgni utilizzoNon usare la frutta non trattata nei sorbetti
Ciclo di pastorizzazioneBinomio validato raggiunto e mantenuto (esempio da validare: 85 °C per il tempo indicato dal costruttore)Ogni lottoRipetere il ciclo completo; se non possibile, eliminare la miscela
RaffreddamentoMiscela alla temperatura di fine ciclo entro il tempo validatoOgni lottoNon avviare alla maturazione; valutare l’eliminazione
MaturazioneMiscela in frigorifero, coperta, etichettata con lotto e data, entro la durata massima del pianoOgni lottoEliminare la miscela oltre la durata
MantecatriceSanificata tra lotti e a fine giornata, guarnizioni e rubinetto smontatiTra lotti e a fine giornataSanificare prima del lotto successivo
Cambio di gusto con allergeniPulizia della mantecatrice dopo gusti con frutta a guscio, arachidi o altri allergeni non presenti nel gusto successivoA ogni cambioSanificare; se già mantecato, etichettare il gusto con l’allergene
Lotto di produzioneGusto, data, ingredienti principali e lotti annotatiOgni lottoCompletare la registrazione

Banco e vetrina: a ogni turno

Punto di controlloCriterio o limiteFrequenzaOK/NCAzione correttiva se NC
Temperatura della vetrinaEntro l’intervallo dichiarato nel piano per il tipo di vetrinaApertura, metà turno, chiusuraVerificare carico e coperture; spostare le vaschette in conservatore
Temperatura dei conservatoriEntro il valore dichiarato nel pianoApertura e chiusuraSpostare il prodotto; valutare lo scarto se ammorbidito
SpatoleUna per gusto o lavaggio tra un gusto e l’altro; dedicate per gusti con frutta a guscioContinuoSostituire la spatola; eliminare la porzione contaminata
Acqua del pozzetto porzionatoreCorrente, oppure cambiata alla frequenza fissata dal pianoSecondo il pianoCambiare l’acqua e sanificare il pozzetto
Indicazione allergeniElenco o cartello per ogni gusto, aggiornato con i gusti espostiApertura e a ogni cambio di gustoAggiornare prima della vendita
VaschettePulite a ogni sostituzione, mai rabboccate sopra il gelato residuoA ogni cambioSostituire la vaschetta
Coni e copertureConservati chiusi e protettiGiornalieraEliminare confezioni aperte contaminate

Come compilarla: esempio

Esempio: una gelateria con un gelatiere produce al mattino una base bianca e una gialla con tuorli in guscio. Il piano adotta 85 °C come temperatura di pastorizzazione, con il tempo indicato dal costruttore per il volume caricato.

DataLottoPastorizzazioneRaffreddamentoMaturazioneOK/NCAzione correttivaFirma
14/10Base gialla 0185 °C, ciclo completoFine ciclo a 4 °CFrigo 2, entro le 72 h previste dal pianoOKS.L.
14/10Base bianca 02Ciclo interrotto a 79 °C per mancanza di corrente——NCCiclo ripetuto dall’inizio, poi 85 °C completoS.L.

La seconda riga mostra la regola più importante: un ciclo interrotto si ripete per intero, non si riprende dal punto in cui si era fermato. Le 72 ore di maturazione sono un valore di questo esempio, non di legge. Le modalità di validazione e verifica del pastorizzatore sono nella procedura di pastorizzazione.

Per quanto conservarla

Nessuna norma fissa un periodo per le registrazioni della gelateria: il Reg. CE 852/2004 chiede un periodo adeguato. Il gelato artigianale ha in genere una vita breve, ma i registri della pastorizzazione documentano il CCP e conviene conservarli almeno fino al controllo ufficiale successivo e comunque per il periodo scritto nel piano, insieme ai referti delle analisi di verifica.

Rilievi tipici in ispezione

  • Pastorizzatore mai confrontato con un termometro di riferimento.
  • Miscela pastorizzata lasciata raffreddare in secchi aperti a temperatura ambiente.
  • Spatola unica per tutti i gusti, lasciata nella stessa acqua per ore.
  • Gusti esposti senza informazioni sugli allergeni, compresi quelli contenuti in paste e variegati.
  • Vaschette rabboccate sopra il gelato del giorno prima.
  • Sorbetto con frutti di bosco surgelati non trattati, pericolo legato all’epatite A.
  • Mantecatrice con residui nelle guarnizioni, ambiente favorevole a Listeria monocytogenes.

Domande frequenti

A che temperatura va tenuta la vetrina del gelato?

Non esiste un valore di legge per la vetrina del gelato artigianale. La temperatura va scelta nel piano in base alla ricetta, alla spatolabilità richiesta e alle indicazioni del costruttore della vetrina, poi monitorata più volte al giorno. Ciò che conta in ispezione è che il valore sia dichiarato, registrato e che i fuori limite abbiano un’azione correttiva.

Il gelato invenduto si può rimantecare il giorno dopo?

È una pratica rischiosa che molti piani escludono. Il gelato esposto è stato manipolato e ha subito variazioni di temperatura; rifonderlo e rimantecarlo senza una nuova pastorizzazione validata reintroduce i pericoli che il CCP aveva controllato. Se il piano lo consente, deve descrivere la procedura e il trattamento previsti, e la checklist deve registrarli.

Con le basi fredde servono comunque le registrazioni?

Sì, anche se cambiano. Spariscono i controlli di pastorizzazione e raffreddamento, perché il pericolo è gestito dal produttore della base, ma restano la qualifica del fornitore, l’acqua o il latte usati per sciogliere la base, il tempo massimo prima della mantecazione, la pulizia della mantecatrice e tutti i controlli di banco e allergeni.

Ogni quanto vanno fatte le analisi sul gelato?

La legge non fissa una frequenza per la gelateria artigianale: va stabilita nel piano in base a volumi, tipo di produzione e risultati precedenti, usando i criteri del Reg. CE 2073/2005 come riferimento. Un esito non conforme sul gelato in vetrina con miscela conforme indica di solito un problema di pulizia a valle, non di pastorizzazione.