Procedure operative

Pastorizzazione: procedura HACCP, binomi e registrazioni

Procedura HACCP per la pastorizzazione in laboratorio: binomi tempo-temperatura, ruoli, fasi, raffreddamento, registro del CCP, azioni correttive e verifica.

La pastorizzazione è un trattamento termico che porta ogni parte del prodotto a una temperatura definita per un tempo definito, così da inattivare i patogeni vegetativi senza sterilizzare. Nel piano HACCP è quasi sempre un punto critico di controllo: la procedura fissa il binomio, chi lo controlla, come si registra, come si raffredda il prodotto e cosa fare se il ciclo non è conforme.

Scopo e campo di applicazione

La procedura si applica ai laboratori e alle aziende che pastorizzano latte, creme, miscele per gelato, uova e ovoprodotti, salse, succhi, conserve vegetali acidificate, prodotti in vasetto o in busta. Le differenze teoriche tra pastorizzazione, sterilizzazione e UHT sono spiegate nella pagina su pastorizzazione e sterilizzazione; qui si descrive come gestire il processo nella pratica. La cottura sottovuoto a bassa temperatura nei ristoranti ha una procedura propria: cottura sottovuoto sous-vide.

Riferimenti normativi

  • Regolamento (CE) 852/2004, Allegato II, Capitolo XI: ogni trattamento termico di prodotti in contenitori ermeticamente chiusi deve portare ogni parte del prodotto a una data temperatura per un dato periodo, evitare ricontaminazioni e controllare i parametri principali (temperatura, pressione, chiusura, microbiologia), anche con dispositivi automatici; il processo deve essere conforme a una norma riconosciuta a livello internazionale (EUR-Lex).
  • Regolamento (CE) 853/2004, Allegato III, Sezione IX: per il latte, la pastorizzazione si ottiene con almeno 72 °C per 15 secondi, almeno 63 °C per 30 minuti o una combinazione equivalente, con reazione negativa al test della fosfatasi alcalina (EUR-Lex).
  • Regolamento (CE) 2073/2005: criteri di igiene di processo e di sicurezza per diversi prodotti pastorizzati, da verificare con il piano di campionamento.

Per gli altri prodotti la legge non fissa binomi: l’operatore li ricava da norme tecniche, letteratura o studi del fornitore dell’impianto e li valida.

Binomi di riferimento

ProdottoBinomioNatura del valore
Latte, metodo HTST≥ 72 °C per 15 sValore di legge (Reg. 853/2004)
Latte, metodo LTLT≥ 63 °C per 30 minValore di legge (Reg. 853/2004)
Miscele per gelato, creme, uovaDa definire nel pianoEsempio: binomio validato con prove e analisi
Conserve vegetali acidificate in vasettoDa definire in base a pH, formato e riempimentoStudio di processo; pH finale sotto la soglia di sicurezza per C. botulinum

La pastorizzazione non elimina le spore: il prodotto resta deperibile e va conservato in frigorifero, a meno che la stabilità sia garantita da altri fattori (acidità, attività dell’acqua) dimostrati nel piano. Il rischio legato alle spore è approfondito nella scheda su Clostridium botulinum.

Chi fa cosa

RuoloCompiti
Responsabile di produzioneDefinisce i binomi, verifica la validazione, autorizza il rilascio dei lotti
Operatore del pastorizzatoreAvvia il ciclo, controlla temperature e tempi, compila il registro, blocca il lotto in caso di anomalia
Responsabile HACCP o qualitàGestisce il CCP, le deviazioni, la taratura e le analisi di verifica

Metodo operativo passo per passo

  1. Controllare l’impianto pulito e sanificato e lo strumento di misura in corso di validità di taratura.
  2. Preparare il prodotto secondo ricetta e caricarlo senza superare il volume massimo validato.
  3. Riscaldare fino alla temperatura obiettivo, misurata nel punto più freddo (centro della vasca, punto di uscita del tubo di sosta, centro del vasetto più grande).
  4. Mantenere la temperatura per il tempo previsto (tempo di sosta); nei sistemi continui verificare che la valvola di deviazione rimandi indietro il prodotto non conforme.
  5. Raffreddare rapidamente fino alla temperatura di conservazione prevista (esempio: ≤ +4 °C); nei vasetti, raffreddare senza contaminare la chiusura.
  6. Confezionare in condizioni igieniche, evitando ricontaminazioni dopo il trattamento, ed etichettare con lotto e scadenza (confezionamento).
  7. Compilare il registro del ciclo e, se previsto, conservare il grafico del termoregistratore.
  8. Rilasciare il lotto solo dopo la verifica del registro.

Frequenze e registrazioni

  • Ogni ciclo o ogni lotto: temperatura raggiunta, tempo di sosta, temperatura e ora di fine raffreddamento.
  • In continuo, nei pastorizzatori a piastre: termoregistratore e allarme della valvola di deviazione.
  • Ogni lotto di latte: test della fosfatasi alcalina se previsto dal piano.
  • Secondo il piano: analisi microbiologiche di verifica sul prodotto finito.
  • Periodicamente: taratura di sonde e termoregistratori (taratura degli strumenti).
DataProdotto / lottoQuantitàT obiettivoT raggiuntaTempo di sostaFine raffreddamento (T/ora)EsitoFirma
14/10Miscela gelato fiordilatte L28760 l85 °C (esempio)85,5 °C5 min+4 °C, 10:40CG.S.
14/10Crema pasticcera L28820 kg85 °C (esempio)82 °C5 min—NC: ciclo ripetutoG.S.

Azioni correttive

DeviazioneAzione sul prodottoAzione sul processo
Temperatura o tempo inferiori al binomioRipetere il trattamento, se tecnicamente possibile, oppure eliminareVerificare resistenze, sonde, valvola di deviazione
Raffreddamento troppo lentoValutare il lotto; in assenza di dati, eliminareRidurre i volumi, verificare il sistema di raffreddamento
Strumento fuori taraturaBloccare i lotti prodotti dall’ultima verifica conforme e valutarliTarare o sostituire lo strumento
Fosfatasi positiva nel latteLotto non conforme: non commercializzabile come pastorizzatoIndagine sull’impianto
Ricontaminazione sospetta dopo il trattamentoBloccare il lotto, analisiRivedere confezionamento e sanificazione

Ogni deviazione si registra come non conformità, con la decisione sul lotto, come richiesto dal principio 5 dell’HACCP.

Verifica

La verifica comprende la revisione settimanale dei registri, il confronto tra termoregistratore e sonda di riferimento, le analisi microbiologiche periodiche e, a ogni modifica di ricetta, formato o impianto, una nuova validazione. Nelle aziende soggette a riconoscimento la verifica è anche oggetto di audit da parte dell’autorità competente.

Rilievi tipici in ispezione

  • Binomio scritto nel piano ma non misurato nel punto più freddo.
  • Termoregistratore presente ma grafici non conservati o non firmati.
  • Raffreddamento non registrato: è la fase in cui molti processi falliscono.
  • Ricette modificate (formato del vasetto, quantità) senza nuova validazione.
  • Prodotti pastorizzati conservati a temperatura ambiente senza dimostrazione di stabilità.

Esempio pratico

Esempio: una gelateria artigianale pastorizza 60 litri di miscela base al giorno. Il piano stabilisce un binomio validato, la misura con sonda al centro della vasca e il raffreddamento a +4 °C entro un tempo definito prima della maturazione. Un giorno il pastorizzatore segnala 79 °C invece della temperatura prevista per un guasto della resistenza: l’operatore blocca il ciclo, lo ripete dopo l’intervento del tecnico e registra la non conformità; poiché il ciclo ripetuto è conforme, il lotto viene rilasciato. Indicazioni di settore sono nella scheda sulle aziende di yogurt e latticini.

Domande frequenti

Una gelateria deve pastorizzare le miscele?

Il piano HACCP deve gestire il pericolo legato a latte, uova e altri ingredienti. La pastorizzazione della miscela è la misura di controllo più diffusa; in alternativa si possono usare ingredienti già pastorizzati, con una diversa analisi dei pericoli. La scelta e i binomi vanno documentati e validati.

Qual è la differenza tra pastorizzare e cuocere?

La cottura è finalizzata a rendere il cibo consumabile e ne modifica le caratteristiche; la pastorizzazione è un trattamento progettato per ridurre i microrganismi a un livello definito, con un binomio controllato e registrato. Nella pratica le due cose possono coincidere, ma la pastorizzazione richiede misura e documentazione del binomio.

Il prodotto pastorizzato può stare fuori frigo?

Di norma no, perché le spore sopravvivono. Fanno eccezione i prodotti in cui altri fattori, come acidità elevata o bassa attività dell’acqua, impediscono lo sviluppo dei microrganismi; la stabilità va dimostrata con dati e analisi e scritta nel piano. In assenza di questa prova il prodotto va conservato refrigerato.

Ogni quanto va tarata la sonda del pastorizzatore?

La frequenza la stabilisce il piano in base all’uso e alla criticità del CCP. Nella prassi si verifica la sonda almeno una volta l’anno rispetto a uno strumento di riferimento, più spesso se l’impianto lavora molto o se si osservano anomalie; i risultati vanno registrati.