Procedure operative

Procedura di confezionamento alimenti: MOCA, sottovuoto, ATM

Procedura HACCP per confezionare alimenti: scelta e controllo dei MOCA, igiene, temperatura del prodotto, tenuta della chiusura, lotto, etichetta e registri.

La procedura di confezionamento stabilisce come si racchiude un alimento senza contaminarlo: materiali idonei al contatto alimentare e usati entro le condizioni dichiarate, area e macchine pulite, prodotto alla temperatura prevista, chiusura integra, lotto ed etichetta corretti. Ogni lotto confezionato lascia una registrazione che permette di ricostruirne la storia.

Scopo e campo di applicazione

Il confezionamento è la fase in cui il prodotto pronto viene esposto per l’ultima volta all’ambiente. Errori qui non si correggono più: una vaschetta con saldatura difettosa, un film non idoneo ai grassi caldi o un’etichetta scambiata arrivano direttamente al cliente. La procedura riguarda laboratori, gastronomie, pastifici, panifici e piccole industrie che confezionano in vaschetta, in busta sottovuoto, in atmosfera protettiva o in imballaggi tradizionali.

Non tratta la cottura in busta, che ha regole proprie descritte nella procedura di cottura sottovuoto, né il porzionamento per il catering.

Riferimenti normativi

I materiali e oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA) sono regolati dal Reg. CE 1935/2004: non devono cedere componenti in quantità pericolose o tali da modificare composizione e caratteristiche dell’alimento, e per i materiali con misure specifiche, come le plastiche del Reg. UE 10/2011, serve una dichiarazione scritta di conformità. Le violazioni sono sanzionate in Italia dal D.Lgs. 29/2017. La scheda sul Reg. CE 1935/2004 riassume obblighi e misure specifiche.

Per l’etichetta, il Reg. UE 1169/2011 prevede tra le diciture complementari dell’Allegato III l’indicazione “confezionato in atmosfera protettiva” per gli alimenti la cui conservazione è prolungata con gas d’imballaggio autorizzati. L’Allegato II del Reg. CE 852/2004, Capitolo X, chiede che i materiali di confezionamento non siano fonte di contaminazione e siano immagazzinati in modo da non esporli a rischi.

Ruoli

RuoloCompiti
Responsabile HACCP o qualitàApprova materiali e tecniche, archivia le dichiarazioni di conformità, definisce i controlli di tenuta
Responsabile di produzionePrepara la sequenza dei lotti, verifica il setup della macchina e l’etichetta del lotto
Addetti al confezionamentoEseguono il confezionamento, i controlli a campione e le registrazioni
MagazzinoRiceve e stocca i materiali di confezionamento chiusi e protetti dalla polvere

Il metodo passo per passo

  1. Prima di iniziare, verificare che area, piani e macchina siano puliti e che sul banco non restino materiali o etichette del lotto precedente.
  2. Prelevare il materiale di confezionamento dal magazzino nella quantità necessaria e controllare che sia quello approvato per quel prodotto (codice, fornitore, uso consentito).
  3. Controllare la temperatura del prodotto con termometro tarato e confrontarla con il valore fissato nel piano per quel prodotto.
  4. Impostare la macchina secondo la scheda di prodotto: tempo e temperatura di saldatura, livello di vuoto o miscela di gas.
  5. Confezionare il primo pezzo e verificarlo: saldatura continua, assenza di pieghe e contaminazioni nella zona di chiusura, etichetta con lotto e data corretti, allergeni conformi alla ricetta.
  6. Proseguire con controlli a campione durante il lotto secondo la frequenza stabilita.
  7. A fine lotto annotare le quantità prodotte e scartate e allontanare le etichette avanzate.
  8. Trasferire subito le confezioni nella conservazione prevista.

Scelta della tecnica e controlli specifici

TecnicaCosa si controllaRischio da gestire
Vaschetta termosaldataContinuità della saldatura, film idoneo alla temperatura del prodottoContaminazione dopo la chiusura per micro-perdite
Sottovuoto in bustaAderenza del film, assenza di aria residua, saldaturaMicrorganismi anaerobi: la durata va validata
Atmosfera protettiva (MAP)Miscela di gas impostata, tenuta, dicitura in etichettaPerdita del gas, falsa sicurezza sulla durata
Incarto o sacchettoIdoneità della carta o del film per alimenti grassi o umidiMigrazione e contatto con superfici sporche

Il vuoto e la MAP rallentano alcuni microrganismi ma non eliminano quelli presenti; possono anzi favorire quelli anaerobi. La durata va quindi stabilita con prove sul prodotto, come spiegano le schede sulla conservazione sottovuoto e sull’atmosfera modificata.

Limiti e frequenze

Il piano fissa limiti operativi per ogni prodotto. I valori della tabella sono esempi da adattare e validare, non soglie di legge.

ParametroLimite di esempioFrequenza
Temperatura del prodotto refrigerato al confezionamentoUguale o inferiore al valore del piano (esempio: +4 °C)Inizio lotto e a campione
Tenuta della chiusuraNessuna perdita alla prova di compressione o in acquaPrimo pezzo, poi ad esempio ogni ora
EtichettaLotto, data, allergeni conformiPrimo pezzo e a ogni cambio rotolo
MaterialeCodice approvato, confezione integraA ogni prelievo
Pulizia macchinaNessun residuo del lotto precedenteA ogni cambio prodotto

Registrazioni

DataProdottoLottoMateriale (codice)Temp. prodottoProva tenutaEtichetta verificataPezzi / scartiFirma
14/10Tortellini freschi 250 gTF-1410Vaschetta PP-07 + film F-12+3,5 °C4/4 conformiSì, ore 8:10380 / 6A. B.

Si conservano anche le dichiarazioni di conformità dei materiali, le schede tecniche con le condizioni d’uso (alimenti grassi, acidi, temperatura massima) e le prove di shelf life dei prodotti confezionati sottovuoto o in MAP. Il lotto collega questa scheda alla tracciabilità di lotto.

Azioni correttive

  • Confezione non integra: si scarta o si riconfeziona subito, se il prodotto non è stato esposto a rischi, e si verifica la macchina prima di continuare.
  • Prodotto troppo caldo: si sospende il confezionamento e si riporta il prodotto in temperatura secondo la procedura di raffreddamento, oppure lo si elimina se il tempo fuori limite non è noto.
  • Etichetta errata: si isolano tutte le confezioni dall’ultimo controllo conforme, si correggono e si registra la non conformità.
  • Materiale senza dichiarazione di conformità o usato fuori dalle condizioni dichiarate: si sospende l’uso e si contatta il fornitore; la gestione dei fornitori è descritta in audit e qualifica dei fornitori.

Verifica

Periodicamente il responsabile HACCP confronta le schede di confezionamento con la produzione, controlla la taratura di termometri e bilance, ripete prove di tenuta e valuta i reclami su confezioni gonfie o aperte. Le prove di shelf life si rifanno quando cambiano ricetta, materiale o tecnica.

Rilievi frequenti in ispezione

  • Vaschette acquistate come “per alimenti” ma con dichiarazione limitata al contatto a freddo, usate per gastronomia calda.
  • Rotoli di film e sacchetti tenuti aperti in laboratorio, vicino alle farine o al lavaggio.
  • Prodotti sottovuoto con durate lunghe senza prove di conservabilità.
  • Confezioni in MAP senza la dicitura “confezionato in atmosfera protettiva”.

Esempio applicativo

Esempio: un laboratorio di pasta fresca confeziona tortellini in vaschetta con atmosfera protettiva. All’avvio l’addetto verifica la pulizia della termosaldatrice, preleva le vaschette approvate, misura la temperatura del prodotto, stampa le etichette del lotto e confeziona la prima vaschetta, che controlla per saldatura, dicitura MAP, lotto e allergeni (glutine, uova, latte). Ogni ora prova la tenuta di una vaschetta e registra l’esito. Una saldatura difettosa alle 11 porta a isolare le vaschette prodotte dopo l’ultimo controllo conforme. Il settore è approfondito nella pagina HACCP per pasta fresca.

Domande frequenti

Il simbolo bicchiere e forchetta basta per usare un imballaggio?

Indica l’idoneità generale al contatto con gli alimenti, ma non le condizioni d’uso. Per sapere se un materiale regge alimenti grassi, acidi o caldi, o il passaggio in microonde, occorre leggere la dichiarazione di conformità o la scheda tecnica. Per le plastiche la dichiarazione è obbligatoria lungo la filiera ed è bene chiederla e conservarla.

Il sottovuoto allunga sempre la durata del prodotto?

Rallenta i microrganismi che hanno bisogno di ossigeno, ma non elimina quelli presenti e può favorire gli anaerobi. La durata di un prodotto sottovuoto va quindi stabilita con prove di conservabilità sul prodotto reale, alla temperatura di conservazione prevista, e non trasferita da altri prodotti o da tabelle generiche.

Serve indicare in etichetta l’atmosfera protettiva?

Sì. Il Reg. UE 1169/2011, Allegato III, prevede la dicitura “confezionato in atmosfera protettiva” per gli alimenti la cui durata è prolungata con gas d’imballaggio autorizzati. È una delle omissioni più frequenti nei piccoli laboratori che introducono la MAP senza aggiornare le etichette.

Quante prove di tenuta bisogna fare?

La legge non fissa una frequenza. Il piano la stabilisce in base al rischio e alla stabilità della macchina: di solito una verifica sul primo pezzo, una a ogni cambio di bobina o di formato e controlli periodici durante il lotto. Se emergono difetti, la frequenza si aumenta finché la causa non è risolta.