Checklist e modelli

Checklist HACCP catering per eventi: dal carico al buffet

Checklist HACCP per catering ed eventi: carico, trasporto, allestimento, buffet e fine servizio, con temperature da registrare, esiti OK/NC ed esempio.

La checklist HACCP per un evento di catering segue il cibo dal laboratorio fino al buffet e alla gestione dei residui: per ogni fase indica cosa controllare, quale temperatura annotare e cosa fare se il valore non è conforme. Si compila una copia per ogni evento e la si archivia insieme alla scheda dell’evento con menù, numero di coperti e orari.

Chi la usa e quando

La compilano il responsabile di produzione per le fasi in laboratorio e il capo servizio sul posto per allestimento, buffet e chiusura. In un catering piccolo può essere la stessa persona. Il modulo accompagna il carico: viaggia con i contenitori e torna compilato.

Il modello è per eventi con trasporto di preparazioni pronte: matrimoni, convegni, feste aziendali, coffee break. Le regole di trasporto per i pasti in legame caldo e refrigerato sono descritte nella procedura di trasporto pasti; il quadro del settore è nella pagina sull’HACCP nel catering. Per sagre e manifestazioni con cucina temporanea esistono indicazioni regionali specifiche, da verificare.

Base normativa in breve

Il Reg. CE 852/2004, Allegato II, dedica il Capitolo III alle strutture temporanee e mobili e il Capitolo IV al trasporto: i contenitori devono essere puliti e in grado di mantenere gli alimenti a temperatura adeguata, consentendone il controllo. Il Capitolo IX vieta di interrompere la catena del freddo, salvo brevi periodi compatibili con la sicurezza.

Il regolamento non fissa numeri. In Italia l’art. 31 del DPR 327/1980 indicava per i cibi cotti da consumarsi caldi un intervallo tra +60 e +65 °C e, per quelli da consumarsi freddi, non oltre +10 °C; molti piani adottano valori più cautelativi, come +63 °C e +4 °C. Nella tabella questi valori sono esempi da validare nel proprio piano, come spiegato nella procedura di mantenimento caldo e freddo.

La checklist: laboratorio e trasporto

N.Punto di controlloCriterio (esempio da validare)Valore / OK / NCAzione correttiva se NC
1Preparazioni calde al caricoCuore ≥ +63 °C, misurato con sondaRiportare in temperatura in forno prima del carico
2Preparazioni fredde al caricoCuore ≤ +4 °CRimettere in frigo o abbattitore; non caricare
3Contenitori isotermiciPuliti, integri, preriscaldati o prerefrigerati, chiusiSostituire il contenitore
4Separazione nel mezzoCaldo e freddo separati; crudo separato dal pronto; allergeni identificatiRiorganizzare il carico
5Mezzo di trasportoVano pulito, usato solo per alimenti o pulito prima del caricoPulire prima del carico
6Ora di partenzaAnnotata su ogni gruppo di contenitoriAnnotare; senza orario il tempo è ignoto
7Documenti di accompagnamentoElenco preparazioni, allergeni, quantitàCompletare prima della partenza

La checklist: allestimento, servizio, fine evento

N.Punto di controlloCriterio (esempio da validare)Valore / OK / NCAzione correttiva se NC
8Temperatura all’arrivoCaldo ≥ +63 °C, freddo ≤ +4 °C, al cuoreRigenerare il caldo in forno; eliminare il freddo se il tempo fuori limite è ignoto
9Area di allestimentoSuperfici pulibili, protette da sole, polvere, animaliSpostare o coprire la postazione
10Acqua e lavaggio maniPunto per lavarsi le mani disponibile per gli addettiPredisporre tanica con rubinetto, sapone, salviette monouso
11Banchi caldi e freddiAccesi in anticipo e a regime prima di esporreAttendere; non usare il bagnomaria per riscaldare
12Buffet: protezioneAlimenti coperti o protetti; pinze dedicate per ogni piattoSostituire utensili, coprire
13Buffet: tempo e temperaturaMisura a orari fissati; teglie sostituite intere, non rabboccateSostituire la teglia, eliminare il residuo
14AllergeniCartellino per ogni piatto coerente con la matriceCorreggere prima di esporre
15Campioni (se previsti dal piano o dal contratto)Prelevati, etichettati, refrigeratiPrelevare dal lotto ancora disponibile
16Fine servizioResidui del buffet eliminati; prodotti mai esposti rientrano solo se sempre conformiEliminare in caso di dubbio

I cartellini allergeni e le richieste dei singoli ospiti sono trattati nella pagina allergeni nel catering e negli eventi; la conservazione dei campioni nella procedura campioni testimone.

Come compilarla: esempio

  1. In testa: nome dell’evento, data, luogo, numero di coperti, responsabili di produzione e di servizio.
  2. Per i punti 1, 2, 8 e 13 annotare il valore misurato e l’ora, non solo la spunta.
  3. Ogni NC si descrive nello spazio sotto la tabella con azione e nome di chi ha deciso.
  4. Al rientro il responsabile firma il modulo e lo allega alla scheda dell’evento.

Esempio: un buffet per 120 persone a 40 minuti dal laboratorio. Partenza alle 11:10, lasagne a +74 °C. All’arrivo, alle 12:05, il cuore di una teglia segna +58 °C. Riga compilata: “Punto 8, NC. Lasagne teglia 3 a +58 °C dopo 55 minuti. Rigenerata in forno combinato fino a +75 °C al cuore, misurata alle 12:30, poi esposta. Contenitore 3 non preriscaldato: aggiunto al punto 3 il preriscaldamento obbligatorio.”

Per quanto conservarla

Il Reg. CE 852/2004 non fissa un termine: chiede un periodo adeguato. Per un evento conviene conservare la checklist almeno quanto la documentazione contrattuale e i campioni, e comunque per il periodo stabilito dal piano, per esempio uno o due anni, così da poter rispondere a un reclamo o a un’indagine su una tossinfezione. Il modulo, insieme a menù e matrice allergeni, ricostruisce l’evento meglio di qualsiasi ricordo.

Rilievi frequenti in ispezione e nei reclami

  • Nessuna misura di temperatura all’arrivo: si sa a quanto è partito il cibo, non a quanto è stato servito.
  • Contenitori isotermici freddi caricati con preparazioni calde.
  • Bagnomaria usati per riscaldare piatti arrivati tiepidi.
  • Rabbocchi continui sulla stessa teglia del buffet, senza orario di esposizione.
  • Cartellini allergeni scritti a mano sul posto e diversi dalla matrice del laboratorio.
  • Addetti senza punto per il lavaggio delle mani nella location.

Domande frequenti

Quanto può restare un piatto freddo sul buffet senza refrigerazione?

La legge non fissa un tempo. Molti piani adottano un limite breve, ad esempio due ore, dopo le quali il residuo si elimina, ma il valore va scelto e motivato nel proprio piano. Se il buffet è refrigerato e la temperatura è controllata, il limite di tempo può essere più lungo. Come provare che un tempo scelto è sicuro è spiegato nella validazione dei limiti critici.

I residui del buffet si possono riutilizzare?

In genere no: ciò che è stato esposto al pubblico si elimina, perché ha subito manipolazioni e oscillazioni di temperatura difficili da documentare. Possono rientrare solo i prodotti rimasti chiusi nei contenitori, mai esposti e sempre conformi, se il piano lo prevede. In caso di dubbio prevale l’eliminazione.

Serve un mezzo refrigerato per il catering?

Non necessariamente. Contenitori isotermici adeguati, preriscaldati o prerefrigerati, possono bastare per tragitti brevi, se le misure all’arrivo lo dimostrano. Per tragitti lunghi, grandi quantità o prodotti molto deperibili è più sicuro un mezzo refrigerato. La scelta va validata con prove documentate.

Chi compila la checklist se il servizio è affidato a una ditta esterna?

Ciascun operatore registra le fasi di cui è responsabile. Se il catering consegna e un altro operatore serve, il primo documenta carico e trasporto, il secondo arrivo, esposizione e residui. Il contratto dovrebbe chiarire il passaggio di responsabilità e chi misura la temperatura alla consegna.