Checklist e modelli

Checklist HACCP sushi: bonifica anisakis, riso e pesce crudo

Checklist HACCP per sushi bar e ristoranti: ricevimento pesce, bonifica −20 °C/24 h, scongelamento, riso acidificato e allergeni con OK/NC ed esempio.

La checklist HACCP per il sushi riunisce in un modulo i controlli che rendono sicuro il pesce servito crudo: accettazione del prodotto, bonifica a −20 °C per almeno 24 ore (o −35 °C per 15 ore) in ogni parte del pesce, scongelamento, conservazione, acidificazione del riso, separazione e allergeni. Per ogni voce indica criterio, frequenza, esito OK/NC e azione correttiva.

Chi la usa e quando

La usano sushi bar, ristoranti giapponesi e fusion, ristoranti di pesce che servono crudi, tartare e carpacci, gastronomie e reparti della grande distribuzione che preparano sushi da asporto. La compila il sushi chef o l’addetto di turno per le voci quotidiane; il responsabile HACCP firma la verifica settimanale delle registrazioni di bonifica.

La checklist è uno strumento operativo: le scelte di fondo (quali specie, chi fa la bonifica, come si acidifica il riso) sono nella guida settoriale sull’HACCP per il sushi, mentre il ciclo dell’abbattitore negativo si registra anche con la checklist di controllo abbattimento.

La base normativa in breve

L’Allegato III, Sezione VIII, Capitolo III, parte D del Reg. CE 853/2004, nel testo sostituito dal Reg. UE 1276/2011, impone ai prodotti della pesca derivati da pesci pinnati o molluschi cefalopodi destinati a essere consumati crudi o praticamente crudi, oppure marinati o salati in modo insufficiente, un congelamento che porti ogni parte del prodotto ad almeno −20 °C per almeno 24 ore, oppure ad almeno −35 °C per almeno 15 ore. La stessa Sezione estende questa parte al commercio al dettaglio, ristorazione compresa.

Sono esclusi, tra l’altro, i prodotti di acquacoltura allevati e nutriti con una dieta priva di parassiti vivi, alle condizioni previste dal regolamento, e quelli da zone di pesca con dati epidemiologici favorevoli autorizzati dall’autorità competente. Quando il prodotto bonificato è ceduto a un altro operatore, deve essere accompagnato da un’attestazione di chi ha eseguito il congelamento con il tipo di trattamento; per i prodotti esenti l’informazione può stare nel documento commerciale.

Per il resto valgono i principi generali: temperatura dei prodotti della pesca freschi vicina a quella del ghiaccio fondente (Reg. 853/2004, Sezione VIII), criteri microbiologici e di istamina del Reg. CE 2073/2005 e informazione sugli allergeni.

Il modello di checklist

Ricevimento e bonifica

Punto di controlloCriterio o limiteFrequenzaOK/NCAzione correttiva se NC
Temperatura del pesce fresco in arrivoVicina al ghiaccio fondente; esempio di soglia interna 0-2 °CA ogni consegnaRespingere o destinare a cottura secondo il piano
Documento di bonifica o esenzioneAttestazione del congelamento o dichiarazione di esenzione presenteA ogni consegna di pesce da servire crudoSenza documento il pesce si bonifica in sede o si cuoce
Lotto e origine annotatiSpecie, zona di cattura o allevamento, lotto, fornitoreA ogni consegnaRichiedere i dati al fornitore
Bonifica in sedeOgni parte del pesce a −20 °C per almeno 24 h o −35 °C per almeno 15 h, misurato con sonda al cuoreA ogni cicloProlungare il ciclo; se non dimostrabile, non servire crudo
Registrazione della bonificaData, ora di raggiungimento della temperatura al cuore, ora di fine, specie, lotto, firmaA ogni cicloLotto non idoneo al crudo finché manca la registrazione
Etichetta sul pesce bonificato”Bonificato” con data e lottoA ogni cicloEtichettare; isolare i pezzi non identificabili

Scongelamento, preparazione e riso

Punto di controlloCriterio o limiteFrequenzaOK/NCAzione correttiva se NC
ScongelamentoIn frigorifero, contenitore coperto, mai a temperatura ambienteA ogni scongelamentoEliminare il prodotto scongelato in modo scorretto se a rischio
Tempo d’uso dopo lo scongelamentoEntro il termine fissato nel piano, nessun ricongelamentoGiornalieraEliminare il pesce oltre termine
Frigo del pesceLimite scritto sull’apparecchio (esempio 0-2 °C)Apertura e chiusuraSpostare il pesce; rileggere; manutenzione
Riso acidificatoRicetta pesata; esempio di limite pH ≤ 4,6 da convalidareA ogni lotto di risoCorreggere o eliminare il lotto
Tempo del riso a temperatura ambienteEntro il tempo fissato nel piano, contenitore con ora di preparazioneA ogni lottoEliminare il riso oltre l’orario
Taglieri e coltelliDedicati al crudo, sanificati tra lavorazioni diverseFine turno e al cambio prodottoSanificare; sostituire taglieri incisi
SeparazioneCrudo bonificato separato da pesce non bonificato e da crostacei cottiGiornalieraRiorganizzare; eliminare i prodotti contaminati

Allergeni e informazioni

Punto di controlloCriterioFrequenzaOK/NCAzione correttiva se NC
Elenco allergeniPesce, crostacei, molluschi, soia, glutine, sesamo, uova, senape dove presentiA ogni cambio menùAggiornare prima del servizio
Salse e ingredienti compostiEtichette verificate (soia, wasabi, maionese, tempura)A ogni nuovo fornitoreSospendere l’ingrediente non verificato
AsportoAllergeni indicati sulla confezione o nell’informazione al clienteA ogni preparazioneRietichettare

Come compilarla: esempio

Esempio: un sushi bar bonifica in sede un trancio di tonno da 4 kg in abbattitore negativo con sonda al cuore.

DataSpecie e lottoInizio ciclo−20 °C al cuore alleFine (24 h dopo)T al cuore a fine cicloOK/NCFirma
13/10Tonno pinna gialla, L. 284115:0019:3014/10 19:30−22 °COKK.S.
13/10Ricciola, L. 284215:00non registrato14/10 15:00−21 °CNCK.S.

Nella seconda riga il conteggio è partito dall’avvio del ciclo e non dal raggiungimento dei −20 °C al cuore: la registrazione non dimostra le 24 ore richieste. L’azione corretta è proseguire il trattamento per 24 ore dal momento in cui la sonda conferma la temperatura e annotare l’evento nel registro delle non conformità.

Per quanto conservarla

La legge non fissa un periodo per le registrazioni di bonifica di un ristorante: il Reg. CE 852/2004 chiede un periodo adeguato. Conviene conservare le registrazioni di bonifica, le attestazioni dei fornitori e i documenti di esenzione almeno per tutto il tempo in cui il pesce congelato può restare in giacenza, più un margine per gestire reclami o controlli; il periodo scelto va scritto nel piano.

Rilievi tipici in ispezione

  • Congelatore che lavora a −18 °C usato per la bonifica, senza alcuna prova che il cuore del pesce abbia raggiunto −20 °C.
  • Pesce venduto come “già abbattuto” senza attestazione del fornitore.
  • Salmone d’allevamento servito crudo senza il documento che giustifica l’esenzione.
  • Pesce bonificato e non bonificato nello stesso contenitore, senza etichette.
  • Riso lasciato sul banco dalla mattina alla sera senza ora di preparazione né controllo del pH.
  • Salsa di soia e tempura senza indicazione del glutine nell’informazione allergeni.

Le scelte sulla parte cotta e sulla filiera del pesce sono descritte nel piano HACCP per il pesce; il parassita è descritto nella scheda su Anisakis.

Domande frequenti

Il pesce comprato surgelato va bonificato di nuovo?

No, se il fornitore attesta un congelamento conforme al Reg. 853/2004 o se il prodotto è stato conservato congelato per un tempo sufficiente, come previsto dalle esenzioni. Serve però un documento che lo dimostri: la sola parola “congelato” in fattura non indica temperatura e durata. In assenza di attestazione il pesce va bonificato in sede.

Un abbattitore qualsiasi è adatto alla bonifica?

Solo se porta e mantiene ogni parte del pesce ad almeno −20 °C per 24 ore, o −35 °C per 15 ore, e se il raggiungimento della temperatura al cuore si può dimostrare con una sonda. Un congelatore che si stabilizza a −18 °C non basta. Per pezzi spessi il tempo per arrivare a −20 °C al cuore può essere di diverse ore.

Il limite di pH 4,6 per il riso è di legge?

No. Nessuna norma UE fissa pH o tempi per il riso da sushi. Il valore di 4,6 è un riferimento tecnico diffuso, da convalidare nel proprio piano con la ricetta usata, il metodo di misura e il tempo massimo a temperatura ambiente. L’importante è che il limite sia scritto, misurato con uno strumento verificato e rispettato.

Il salmone d’allevamento è sempre esente?

È esente solo se l’operatore della filiera documenta le condizioni previste dal Reg. 853/2004, tra cui l’alimentazione con mangimi privi di parassiti vivi. Molti fornitori riportano questa informazione nel documento commerciale. Senza quel documento il salmone destinato al crudo va trattato come qualunque altro pesce e bonificato.