Procedure operative

Procedura di raffreddamento dei cotti HACCP: metodi e limiti

Procedura di raffreddamento degli alimenti cotti: metodi con e senza abbattitore, limiti tempo-temperatura da validare, registro e azioni correttive.

La procedura di raffreddamento definisce come un alimento cotto, destinato a essere conservato o servito freddo, passa dalla temperatura di cottura a quella di refrigerazione abbastanza in fretta da impedire la crescita dei batteri sporigeni. Indica il metodo da usare per ogni tipo di preparazione, il limite tempo-temperatura, come misurarlo e cosa fare se non viene rispettato.

Perché il raffreddamento è una fase critica

La cottura uccide le cellule vegetative dei patogeni ma non le spore di Clostridium perfringens e Bacillus cereus. Mentre il prodotto si intiepidisce, le spore germinano e i batteri si moltiplicano rapidamente, soprattutto nella fascia intermedia tra circa 50 e 20 °C. Le Cinque chiavi per alimenti più sicuri dell’OMS raccomandano infatti di non lasciare i cibi cotti a temperatura ambiente per più di due ore. Un brasato lasciato raffreddare sul fornello per tutta la notte è lo scenario classico descritto nelle pagine su Clostridium perfringens e Bacillus cereus.

Il Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo IX, impone di raffreddare il più rapidamente possibile, dopo il trattamento termico, gli alimenti da conservare o servire a bassa temperatura, fino a una temperatura che non comporti rischi per la salute (testo su EUR-Lex). La norma non fissa numeri: il limite è una scelta dell’operatore, da validare.

Scopo, campo di applicazione e responsabilità

La procedura si applica a tutte le preparazioni cotte che non vengono consumate entro il servizio: sughi, brodi, arrosti, legumi, riso e pasta per insalate, creme, farce, preparazioni per il legame refrigerato. Non riguarda i prodotti cotti e serviti subito o mantenuti a caldo fino al consumo.

RuoloCompito
CuocoSceglie il metodo previsto per la preparazione, avvia il raffreddamento, misura e registra
Responsabile di cucinaPianifica le quantità in modo che il metodo disponibile basti; controlla i registri del giorno
Responsabile HACCPFissa i limiti, valida i metodi, decide sui lotti non conformi

Metodi a confronto

L’abbattitore è il metodo più affidabile, ma non l’unico. Quando manca o è già occupato, servono alternative scritte e provate. L’uso dettagliato dell’abbattitore è nella procedura di abbattimento.

MetodoAdatto aVelocità indicativaAttenzioni
Abbattitore, ciclo positivoQuasi tutte le preparazioniAltaCapacità di carico, sonda al cuore
Bagno di acqua e ghiaccio con mescolamentoSughi, brodi, creme, legumi in contenitori metalliciAlta per liquidiAcqua che non entri nel prodotto; rinnovare il ghiaccio
Suddivisione in teglie basse in cella ventilataRiso, pasta, verdure, carni a fetteMediaSolo cella dimensionata; teglie scoperte fino a raffreddamento
Taglio dei pezzi grandi prima del raffreddamentoArrosti, tacchini, cosceMigliora qualsiasi metodoTaglio su superfici pulite, utensili dedicati
Aggiunta di ghiaccio alimentare come ingredienteBrodi e fondi che prevedono acqua in ricettaAltaGhiaccio da acqua potabile; ricetta da ricalcolare
Raffreddamento a temperatura ambienteNessunoBassaNon ammesso come metodo

La velocità reale dipende soprattutto dallo spessore del prodotto: dimezzare lo spessore di una teglia riduce in modo marcato il tempo di raffreddamento, molto più che abbassare di qualche grado la temperatura della cella. Per approfondire le basi fisiche e i metodi si veda la pagina sul raffreddamento rapido.

Modalità operativa

  1. Prima di cucinare, verificare che il metodo previsto possa assorbire la quantità in produzione (posti liberi nell’abbattitore, ghiaccio disponibile, spazio in cella).
  2. A fine cottura, iniziare il raffreddamento entro il tempo massimo indicato nel piano, senza soste sul piano di lavoro.
  3. Porzionare in contenitori bassi o tagliare i pezzi grandi; per i liquidi, trasferire in contenitori metallici.
  4. Applicare il metodo scelto: abbattitore, oppure bagno di acqua e ghiaccio con mescolamento ogni 10-15 minuti, oppure teglie scoperte in cella ventilata.
  5. Misurare la temperatura al cuore con termometro a sonda tarato all’inizio, a un punto intermedio e alla fine; registrare ore e valori.
  6. Raggiunto il limite, coprire, etichettare con data e ora e trasferire in cella refrigerata.
  7. Non mettere mai contenitori caldi nei frigoriferi di servizio o accanto a prodotti pronti al consumo.

Limiti di monitoraggio da validare

Il riferimento più diffuso nei manuali di corretta prassi è il passaggio del cuore da 60 °C a 10 °C entro 2 ore, seguito da conservazione tra 0 e 4 °C. Alcuni documenti tecnici usano un limite a due stadi, per esempio sotto 21 °C entro 2 ore e sotto 5 °C entro altre 4 ore, che controlla meglio la fascia più pericolosa. Sono valori di esempio: vanno scelti, citati con la fonte e verificati con i propri carichi, come illustrato nei limiti critici quantificati e nel principio 3 sui limiti critici.

Frequenza e registrazione

Il monitoraggio si fa a ogni lotto raffreddato. Il registro può essere unico per abbattitore e metodi alternativi, purché indichi il metodo usato.

DataPreparazioneQuantitàMetodoOra e T° inizioOra e T° intermediaOra e T° fineEsitoFirma
14/10Brodo vegetale20 LBagno ghiaccio11:00, 85 °C11:45, 30 °C12:40, 9 °CConformeA.B.
14/10Riso per insalata6 kgTeglie in cella12:10, 70 °C13:10, 25 °C14:30, 12 °CNon conformeA.B.

La misura intermedia aiuta a scoprire presto un raffreddamento troppo lento, quando c’è ancora tempo per cambiare metodo. Le regole generali di monitoraggio sono nel principio 4 sul monitoraggio.

Azioni correttive

  • Misura intermedia oltre il previsto: passare subito a un metodo più efficace (ridurre lo spessore, aggiungere ghiaccio, spostare in abbattitore).
  • Limite finale non raggiunto con scarto contenuto e tempo documentato: il responsabile valuta il lotto secondo i criteri scritti nel piano.
  • Tempo non documentato, prodotto trovato tiepido dopo ore o lasciato fuori durante la notte: il lotto si elimina.
  • Ripetute non conformità sullo stesso prodotto: rivedere quantità, metodo o attrezzature e ripetere la validazione.

Ogni episodio va scritto nel registro delle non conformità.

Verifica e validazione

La validazione dimostra che ogni metodo raggiunge il limite con la quantità massima prevista: si esegue con prove documentate prima di adottare il metodo e quando cambiano ricetta, contenitori o attrezzature. La verifica, periodica, consiste nella revisione dei registri, nel controllo a campione con un secondo termometro e nella taratura degli strumenti.

Errori tipici in ispezione

  • Pentoloni di sugo o brodo trovati sul fornello spento a fine servizio, “a raffreddare”.
  • Teglie calde coperte con pellicola e impilate in cella: il vapore resta intrappolato e il centro si raffredda lentamente.
  • Registro con la sola temperatura finale, senza ora di inizio: il tempo di raffreddamento non è dimostrabile.
  • Riso cotto per insalate raffreddato in un unico contenitore profondo.

Esempio: calcolo per un ristorante senza abbattitore

Esempio: un ristorante con 40 coperti prepara 12 litri di ragù il mattino per due giorni. Il piano adotta il limite di esempio “sotto 10 °C entro 2 ore”. In una prova il ragù in un’unica pentola, messo in cella, scende a 10 °C solo dopo circa sei ore. Diviso in tre contenitori d’acciaio immersi in un bagno di acqua e ghiaccio e mescolato ogni 15 minuti, raggiunge 10 °C in 100 minuti. La procedura viene riscritta con questo metodo e con un limite di 4 litri per contenitore; la prova va allegata al piano, per esempio nel piano HACCP per ristorante.

Domande frequenti

Si può lasciare raffreddare un alimento a temperatura ambiente prima di metterlo in frigo?

Non come metodo. Una breve sosta per far uscire il vapore, entro il tempo previsto dal piano, è accettabile; lasciare la pentola sul piano di lavoro per ore no, perché il prodotto resta nella fascia in cui gli sporigeni si moltiplicano più rapidamente. Meglio porzionare subito e usare acqua e ghiaccio o l’abbattitore.

Senza abbattitore si possono preparare cibi in anticipo?

Sì, se il piano descrive un metodo alternativo validato e le quantità restano compatibili. Bagni di acqua e ghiaccio, teglie basse in cella ventilata e taglio dei pezzi grandi permettono di raggiungere limiti tempo-temperatura comuni. Per volumi grandi e produzione regolare, l’abbattitore resta lo strumento più affidabile.

Il limite di 2 ore per arrivare a 10 °C è obbligatorio?

No. Nessuna norma UE fissa un tempo di raffreddamento valido per tutti: il Reg. CE 852/2004 chiede di raffreddare il più rapidamente possibile fino a una temperatura sicura. Il valore “da 60 a 10 °C in 2 ore” è un esempio diffuso nei manuali. L’operatore può adottarlo o sceglierne un altro, citando la fonte e dimostrando di rispettarlo.

Perché il riso cotto è considerato a rischio?

Il riso può contenere spore di Bacillus cereus, che sopravvivono alla cottura. Se il riso cotto resta tiepido a lungo, le spore germinano e alcuni ceppi producono una tossina emetica resistente al calore, che il successivo riscaldamento non elimina. Per questo il riso per insalate o da ripassare va raffreddato in strati sottili e conservato in frigorifero.