Pericoli alimentari

Bacillus cereus negli alimenti: spore, riso cotto e tossine

Bacillus cereus negli alimenti: spore che resistono alla cottura, sindrome emetica e diarroica, riso e pasta cotti in anticipo, raffreddamento e CCP.

Bacillus cereus è un batterio sporigeno presente nel suolo e quindi in cereali, riso, spezie e verdure. Le spore sopravvivono alla cottura e germinano quando l’alimento cotto resta a lungo a temperatura tiepida. Provoca due sindromi: una emetica, dovuta a una tossina termoresistente già formata nel cibo, e una diarroica. Si controlla raffreddando rapidamente o mantenendo caldo.

Che cos’è Bacillus cereus

È un batterio Gram-positivo, aerobio o anaerobio facoltativo, che forma spore: strutture di resistenza capaci di sopravvivere a essiccamento, disinfettanti e a temperature di cottura ordinarie. Le spore sono ubiquitarie nel suolo e nella polvere, per cui una piccola presenza nelle materie prime vegetali è normale e non evitabile.

Il pericolo non è la spora in sé, ma ciò che accade dopo la cottura. Il calore uccide le cellule vegetative concorrenti e “attiva” le spore; se l’alimento si raffredda lentamente o viene tenuto tiepido, le spore germinano, le cellule si moltiplicano rapidamente e producono tossine. È lo stesso meccanismo di Clostridium perfringens, con la differenza che B. cereus può crescere anche in presenza di ossigeno, quindi sulla superficie di riso e pasta esposti all’aria.

Due sindromi, due tossine

AspettoSindrome emeticaSindrome diarroica
Tossinacereulide, prodotta nell’alimentoenterotossine prodotte nell’intestino dopo l’ingestione di cellule o spore
Resistenza al caloremolto resistente: non è distrutta dal riscaldamento né dal salto in padellale enterotossine sono sensibili al calore
Tempo di comparsabreve, da mezz’ora a poche orepiù lungo, in genere tra 8 e 16 ore
Sintominausea e vomitodiarrea acquosa e crampi
Alimenti tipiciriso cotto, pasta, prodotti amidaceicarni, verdure, salse, minestre, prodotti lattiero-caseari

La sindrome emetica è la più insidiosa per la ristorazione: la cereulide si forma nel riso o nella pasta lasciati a temperatura ambiente e resiste alla rigenerazione. Riscaldare un riso cotto il giorno prima e conservato male non elimina il pericolo. In rari casi, documentati in letteratura, la sindrome emetica ha avuto esiti gravi con insufficienza epatica.

Il riferimento scientifico europeo è il parere dell’EFSA del 2016 sui rischi di Bacillus cereus negli alimenti. In pratica il controllo si basa sul mantenere le cariche basse impedendo germinazione e crescita, non sull’eliminazione delle spore, che non è realistica. Per un operatore alimentare questo significa che il punto di controllo si trova sempre dopo la cottura.

Alimenti coinvolti

  • Riso cotto per insalate, sushi, riso saltato, arancini e supplì preparati in anticipo.
  • Pasta cotta e raffreddata per insalate o da ripassare.
  • Purè e piatti a base di patate.
  • Legumi cotti, zuppe e vellutate tenute a temperatura tiepida.
  • Salse e creme a base di latte e amido.
  • Spezie e farine usate in preparazioni non cotte.

Nel sushi il riso acidificato con l’aceto è una misura di controllo, purché il pH raggiunto sia verificato, come descritto nella pagina sull’HACCP del sushi.

Il quadro di legge

Il Reg. CE 2073/2005 non fissa un criterio di sicurezza per B. cereus negli alimenti di consumo generale. Prevede invece un criterio di igiene di processo per i B. cereus presunti negli alimenti in polvere per lattanti di età inferiore a sei mesi; il superamento impone di migliorare l’igiene della produzione e la selezione delle materie prime. Per gli altri alimenti valgono il divieto di immettere alimenti a rischio dell’art. 14 del Reg. CE 178/2002 e gli obblighi di autocontrollo del Reg. CE 852/2004, compreso il controllo delle temperature previsto dall’Allegato II, Capitolo IX.

Nelle indagini sui focolai le autorità fanno riferimento alla carica del batterio nell’alimento e alla presenza di cereulide; i dati europei sui focolai da tossine batteriche sono riportati nel rapporto One Health di EFSA ed ECDC.

Controllo nel piano HACCP

Poiché le spore sopravvivono alla cottura, il CCP non è la cottura, ma ciò che succede dopo.

FaseNaturaEsempio di limite da validareMonitoraggio
Raffreddamento di riso, pasta, legumiCCPda 60 °C a 10 °C entro 2 ore, poi frigoriferoregistro abbattitore o ora e temperatura
Mantenimento a caldoCCPalmeno 60-65 °C al cuore del prodottolettura con sonda durante il servizio
Conservazione refrigerataPRP o CCPfrigorifero tra 0 e 4 °C, durata interna fissatatemperatura giornaliera, etichette
Acidificazione del riso per sushiCCPpH validato per la ricettamisura del pH a ogni lotto
Cottura in quantità adeguate al consumoPRPevitare grandi eccedenze da conservareprogrammazione
RigenerazionePRPriscaldamento completo e rapido, una sola voltasonda

La rigenerazione non è una misura di controllo per la tossina emetica: serve contro le cellule vegetative, ma non distrugge la cereulide già formata. Le procedure operative sono nella procedura di raffreddamento e nella procedura di mantenimento a caldo e a freddo.

Verifica e analisi

La conta di B. cereus presunti si esegue con il metodo EN ISO 7932 o metodi equivalenti; la ricerca della cereulide richiede tecniche di laboratorio specializzate. Per la ristorazione la verifica più utile è il controllo delle registrazioni di raffreddamento e, periodicamente, la misura diretta della temperatura al cuore di un lotto di riso durante l’abbattimento, per confermare che l’attrezzatura raggiunga i tempi previsti con le quantità reali.

Esempio: riso per il servizio di una ristorazione asiatica

Esempio: un ristorante cuoce ogni pomeriggio 20 kg di riso da saltare in padella durante il servizio serale e nel giorno successivo. In passato il riso veniva lasciato in una grande pentola coperta fino a sera. Con l’analisi dei pericoli il piano cambia così:

  1. Il riso viene steso in teglie basse appena cotto e messo in abbattitore.
  2. L’operatore registra l’ora di inizio e la temperatura al cuore raggiunta.
  3. Il riso abbattuto viene etichettato con data e conservato in frigorifero, con una durata interna stabilita nel piano.
  4. Al servizio si preleva solo la quantità necessaria; il riso saltato avanzato a fine serata non viene conservato.

Domande frequenti

Riscaldare il riso avanzato elimina il rischio di Bacillus cereus?

No, se il riso è stato conservato male. Il riscaldamento uccide le cellule batteriche, ma la cereulide, la tossina responsabile del vomito, resiste al calore. Il riso cotto deve essere raffreddato rapidamente e conservato in frigorifero subito dopo la cottura; in quel caso può essere rigenerato. Un riso lasciato per ore a temperatura ambiente va eliminato.

Perché il riso è l’alimento più associato a Bacillus cereus?

Perché le spore sono quasi sempre presenti nel riso crudo, resistono alla cottura e trovano nel riso cotto, umido e ricco di amido, un ambiente ideale per germinare e produrre tossina. La cucina prepara spesso il riso in grandi quantità e in anticipo, con raffreddamenti lenti. È questa combinazione, non il riso in sé, a rendere il rischio frequente.

Bacillus cereus si trova anche nella pasta?

Sì. La pasta cotta, soprattutto se preparata in anticipo per insalate o da ripassare, presenta lo stesso meccanismo del riso: spore sopravvissute alla cottura che germinano durante un raffreddamento lento. Sono documentati episodi di sindrome emetica collegati a pasta conservata a temperatura ambiente. Le misure sono identiche: abbattimento rapido e conservazione in frigorifero.

Il congelamento elimina le spore?

No. Le spore resistono al congelamento, come resistono alla cottura. Il congelamento blocca la germinazione e la crescita finché il prodotto resta congelato, ma dopo lo scongelamento il rischio torna a dipendere dai tempi e dalle temperature di conservazione. Per questo i piatti a base di riso o pasta scongelati vanno trattati come freschi e consumati rapidamente.