Sicurezza alimentare nel Regno Unito post-Brexit
Come cambia la sicurezza alimentare nel Regno Unito dopo Brexit: retained EU law, ruolo della FSA, HACCP e Food Safety Act, il caso Irlanda del Nord e il Windsor Framework.
Il punto di partenza
Fino all’uscita dall’Unione europea, il Regno Unito applicava integralmente il pacchetto igiene e l’obbligo HACCP del Reg. CE 852/2004. Con la Brexit, il diritto alimentare UE è stato “congelato” nell’ordinamento britannico come retained EU law (diritto UE mantenuto) e poi progressivamente adattato. Il risultato è un sistema che, oggi, resta molto simile a quello europeo nella sostanza, ma è autonomo e potenzialmente divergente nel tempo.
Riferimento normativo: European Union (Withdrawal) Act 2018 e Retained EU Law (Revocation and Reform) Act 2023; sul piano interno, Food Safety Act 1990 e i Food Hygiene Regulations nazionali (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord).
L’HACCP resta obbligatorio
L’obbligo di applicare procedure basate sui principi HACCP è stato mantenuto. Gli operatori britannici continuano a dover:
- condurre l’analisi dei pericoli;
- individuare e monitorare i punti critici;
- documentare l’autocontrollo.
Per le piccole imprese di ristorazione, la FSA promuove pacchetti semplificati come Safer Food, Better Business (SFBB), l’equivalente pratico di un manuale HACCP semplificato per bar, ristoranti e caterer.
Il ruolo della FSA
L’autorità di riferimento è la FSA (Food Standards Agency), affiancata da Food Standards Scotland per la Scozia. La FSA:
- definisce le linee guida e la politica di sicurezza alimentare;
- coordina i controlli ufficiali svolti dalle autorità locali (local authorities);
- gestisce le allerte alimentari nazionali, che dopo Brexit non passano più dal RASFF europeo ma da un sistema britannico autonomo.
| Funzione | UE | Regno Unito |
|---|---|---|
| Valutazione scientifica | EFSA | FSA / FSS |
| Allerta rapida | RASFF | sistema nazionale FSA |
| Controlli locali | ASL / autorità competenti | local authorities |
Il nodo dell’Irlanda del Nord
La questione più complessa riguarda l’Irlanda del Nord. Per evitare un confine “duro” con la Repubblica d’Irlanda (che resta UE), l’Irlanda del Nord ha continuato ad allinearsi a molte regole UE sulle merci, incluse quelle alimentari. Il quadro è stato ridefinito dal Windsor Framework (2023), che ha introdotto corsie differenziate:
- una green lane per le merci destinate a restare in Irlanda del Nord, con controlli alleggeriti;
- una red lane per le merci a rischio di proseguire verso l’UE, con controlli pieni.
Ciò significa che, sulla sicurezza alimentare, l’Irlanda del Nord conserva un legame più stretto con le regole europee rispetto al resto del Regno Unito.
Controlli su import ed export
Dopo Brexit, gli scambi tra UE e Gran Bretagna sono soggetti a controlli alle frontiere. Le merci di origine animale e vegetale che entrano nel Regno Unito passano per punti di controllo e richiedono certificazioni ed eventuali controlli documentali e fisici, secondo il modello dei controlli ufficiali all’importazione. Specularmente, l’esportatore italiano verso il Regno Unito deve rispettare i requisiti documentali richiesti dalle autorità britanniche.
Cosa significa per l’operatore italiano
Per chi esporta verso il Regno Unito, il messaggio è duplice: da un lato le regole di igiene e HACCP restano familiari perché derivano dallo stesso ceppo UE; dall’altro occorre gestire nuovi adempimenti doganali e certificativi e monitorare le divergenze normative che il Regno Unito può introdurre nel tempo, distinguendo la Gran Bretagna dall’Irlanda del Nord.
In sintesi
Dopo la Brexit, il Regno Unito mantiene un sistema di sicurezza alimentare derivato dall’UE (HACCP obbligatorio, retained EU law) ma autonomo, guidato dalla FSA, con l’Irlanda del Nord più allineata all’UE grazie al Windsor Framework. Il confronto utile è con il Reg. 852/2004 e con il modello statunitense FSMA.