🗂️ Manuale HACCP & autocontrollo

Piano HACCP per pizzeria: esempio con CCP e temperature

Esempio di piano HACCP per pizzeria: diagramma di flusso, impasto e lievitazione, cottura in forno, conservazione condimenti, CCP e limiti critici.

Le specificità di una pizzeria

Il piano HACCP di una pizzeria deve tenere conto di due filoni: la lavorazione dell’impasto (farina, acqua, lievito, lunghe lievitazioni anche a temperatura controllata) e la gestione dei condimenti freschi (mozzarella, salumi, verdure, pesce) che vanno conservati e aggiunti prima della cottura. La cottura in forno ad alta temperatura è il passaggio che abbatte la carica microbica, ma i pericoli si annidano prima e dopo: nella conservazione dei topping e nel mantenimento. Questo esempio va adattato al tipo di forno (legna, elettrico) e al menù.

Diagramma di flusso descrittivo

  1. Ricevimento farina, latticini, salumi, conserve → controllo;
  2. Stoccaggio (dispensa a secco, frigorifero, congelatore);
  3. Impasto e lievitazione (temperatura ambiente o cella a +4 °C);
  4. Preparazione condimenti (taglio, porzionatura a freddo);
  5. Farcitura della pizza;
  6. Cottura in forno;
  7. Servizio o asporto/consegna.

Confronta il flusso con la realtà tramite la verifica in campo del diagramma.

CCP e limiti critici

La cottura in forno è il CCP centrale: la pizza raggiunge in cuore temperature ampiamente superiori a quelle di sicurezza microbiologica.

FaseCCP/PRPLimite criticoMonitoraggio
Conservazione condimentiCCP/PRP≤ +4 °C2×/giorno
Lievitazione in cellaPRP+4 °C (lievitazione lenta)1×/giorno
Cottura in fornoCCP1forno 300–350 °C; cuore ≥ 70 °Cvisivo + sonda a campione
Congelatore (topping, impasti)PRP≤ −18 °C1×/giorno
Mantenimento/asporto caldoCCP/PRP≥ +60/65 °C se mantenutaogni consegna

Il forno a legna lavora a 300–350 °C e cuoce la pizza in 60–90 secondi: il cuore supera abbondantemente i 70 °C, quindi il controllo si concentra sull’uniformità di cottura e sul topping crudo aggiunto dopo (es. bresaola, rucola).

Pericoli da controllare

  • Biologici: Salmonella e Listeria su latticini e salumi, muffe su farine mal conservate;
  • Chimici: micotossine nelle farine, allergeni (glutine, latte, pesce, frutta a guscio), residui di detergenti;
  • Fisici: corpi estranei nell’impasto, frammenti dal forno.

Prerequisiti (PRP)

Il controllo si basa soprattutto sui prerequisiti: pulizia di piani, impastatrice e forno; rotazione delle farine (FIFO) per prevenire muffe e infestanti; separazione crudo/cotto per evitare la contaminazione crociata; tracciabilità; gestione allergeni con farine speciali (senza glutine) su linee dedicate.

Monitoraggio e registrazioni

Registri principali: temperature frigorifero condimenti, cella di lievitazione e congelatore; ricevimento merci; pulizia; controllo infestanti in dispensa. Le non conformità (impasto lasciato fuori frigo, condimento oltre +4 °C) vanno gestite con azioni correttive documentate.

In sintesi

Il piano HACCP di una pizzeria ha il suo CCP nella cottura in forno (300–350 °C, cuore ≥ 70 °C) e nella conservazione dei condimenti (≤ +4 °C), con forte attenzione a farine, allergeni e topping crudi aggiunti dopo cottura. Confronta con il piano del panificio e definisci i CCP sul tuo menù.