🗂️ Manuale HACCP & autocontrollo

Analisi dei pericoli nella pratica: scheda, matrice e albero decisionale

Applicare il primo principio HACCP nella pratica: compilare la scheda di analisi, usare la matrice probabilità-gravità e l’albero decisionale del Codex.

Dalla teoria alla scheda

L’analisi dei pericoli è il principio 1, ma nella pratica si traduce in una scheda di analisi che, fase per fase del diagramma di flusso, elenca i pericoli e li valuta. È uno strumento ** operativo** del manuale HACCP.

La scheda di analisi

Una scheda tipo ha queste colonne:

FasePericolo (tipo)Fonte/causeMisura di controlloSignificativo?CCP?
Ricevimento carneSalmonella (biol.)fornitorecontrollo documenti + T°no (CP)
CotturaSalmonella (biol.)sopravvivenzaT° al cuore ≥ 75 °CCCP1
Refrigerazionecrescita (biol.)rottura freddoT° ≤ 4 °CCCP2

La scheda è la traccia del ragionamento e la base del piano HACCP.

Le tre famiglie di pericoli, sempre

Per ogni fase si considerano le tre famiglie (vedi categoria Pericoli):

Tralasciarne una è l’errore più comune.

Matrice probabilità × gravità

Per stabilire se un pericolo è significativo, si usano due criteri:

  • gravità del danno (lieve, moderato, grave);
  • probabilità che si realizzi (bassa, media, alta).
Gravità bassaGravità mediaGravità alta
Prob. altaGHPCCPCCP critico
Prob. mediaGHPCCPCCP
Prob. bassatrascurabileGHPCCP

Non è calcolo, è ragionamento strutturato: evita di dimenticare pericoli e di esagerare (troppi CCP).

Albero decisionale del Codex

Per decidere se una fase è CCP, si applicano le 4 domande (vedi anche principio 2):

  1. Esistono misure preventive di controllo?
  2. La fase è specificamente destinata a eliminare/ridurre il pericolo?
  3. La contaminazione o crescita può aumentare a livelli inaccettabili?
  4. Una fase successiva elimina/riduce il pericolo?

Le risposte portano a CCP sì/no. L’albero non sostituisce il giudizio professionale, ma lo supporta.

Pericolo significativo ma non CCP

Non ogni pericolo significativo diventa CCP. Se la misura di controllo è diffusa (es. pulizia e sanificazione, formazione, controllo fornitori) si gestisce come prerequisito (PRP/GHP), non come CCP. Il CCP è per i controlli specifici, monitorabili, essenziali.

Validazione delle valutazioni

Le conclusioni dell’analisi vanno validate: la squadra HACCP deve poter giustificare ogni decisione (perché questo è CCP e quello no, qual è la fonte del pericolo). La validazione è parte del principio 6.

Riesame periodico

L’analisi va riesaminata a ogni modifica (prodotto, processo, fornitore, attrezzatura) e quando emergono nuovi pericoli (alert RASFF, letteratura). Un’analisi ferma nel tempo è un’analisi obsoleta.

Errori frequenti

  • Pericoli solo biologici: chimici e fisici sottostimati.
  • Troppi CCP: il sistema diventa ingestibile.
  • CCP senza misura monitorabile: non si può controllare.
  • Scheda compilata ma non validata dalla squadra.

In sintesi

L’analisi dei pericoli nella pratica è la scheda che, fase per fase, elenca i pericoli, li valuta con la matrice, decide i CCP con l’albero decisionale, e distingue CCP dai prerequisiti. È il motore dell’intero piano HACCP.

Continua con i CCP e i limiti critici.