Manuale HACCP & autocontrollo

Piano HACCP pesce: esempio con Anisakis, istamina e CCP

Esempio di piano HACCP per prodotti ittici: diagramma di flusso, pericoli, CCP per istamina e Anisakis con limiti del Reg. 853/2004, PRP e registri.

Un piano HACCP per il pesce ruota attorno a due CCP che hanno un limite fissato dalla legge: la temperatura vicina a quella del ghiaccio fondente, contro l’istamina negli sgombroidi, e il congelamento antiparassitario a −20 °C per 24 ore o −35 °C per 15 ore per il pesce da consumare crudo o marinato.

L’esempio: pescheria con laboratorio del crudo

La pagina sviluppa un piano completo per la linea dei prodotti ittici. I pericoli tipici del settore e le regole del banco vendita sono già descritti nella scheda su HACCP in pescheria; qui non si ripetono, ma si mostra come diventano fasi, limiti, moduli e decisioni sul prodotto.

Esempio: una pescheria con 2 addetti e un piccolo laboratorio. Vende pesce fresco intero e in filetti, tonno a tranci, molluschi bivalvi vivi in retine e, nel fine settimana, prepara alici marinate e carpaccio di tonno pronti da mangiare. Il pesce per il crudo viene congelato in un congelatore a pozzetto dedicato prima della preparazione. Le linee sono tre e hanno pericoli diversi: fresco da cuocere, crudo pronto, molluschi vivi.

La descrizione del prodotto fa la differenza. Il pesce fresco è destinato a cottura domestica, quindi il pericolo parassitario è controllato dal cliente. Le alici marinate e il carpaccio sono consumati crudi: il trattamento antiparassitario deve essere fatto dalla pescheria. Il tonno, venduto sia fresco sia in carpaccio, è una specie ad alto contenuto di istidina e porta con sé il rischio istamina, che nessuna cottura elimina. La compilazione della scheda è spiegata nella guida sulla descrizione del prodotto nel piano HACCP.

Diagramma di flusso

  1. Ricevimento di pesce fresco in cassette con ghiaccio, tranci di tonno sottovuoto, molluschi bivalvi vivi in retine etichettate.
  2. Controllo in accettazione: temperatura, freschezza, documenti, etichetta dei molluschi.
  3. Stoccaggio refrigerato del fresco in cella sotto ghiaccio; molluschi in cella separata, senza ghiaccio a contatto.
  4. Ramo A, fresco da cuocere: 4.1 esposizione al banco su ghiaccio; 4.2 eviscerazione, sfilettatura e porzionatura su richiesta; 4.3 confezionamento e vendita.
  5. Ramo B, crudo pronto: 5.1 eviscerazione e sfilettatura; 5.2 congelamento antiparassitario; 5.3 scongelamento in frigorifero; 5.4 marinatura delle alici o affettatura del tonno; 5.5 confezionamento ed etichettatura; 5.6 conservazione ed esposizione refrigerata.
  6. Ramo C, molluschi vivi: 6.1 esposizione nelle retine originali; 6.2 vendita con informazioni sull’origine.
  7. Gestione degli scarti di lavorazione.

Il punto delicato del diagramma è la fase 5.2. Va posizionata dopo l’eviscerazione, perché le larve migrano dai visceri al muscolo nel pesce non eviscerato, e prima della marinatura, perché aceto e sale non uccidono in modo affidabile le larve di Anisakis. Le regole per costruire e verificare il diagramma sono nella pagina sul diagramma di flusso HACCP.

Analisi dei pericoli

FasePericoloTipoSignificativoMisura di controllo
1-2 RicevimentoIstamina già formata nel tonnoChimicoSìFornitori qualificati, temperatura in arrivo, rifiuto del lotto fuori limite
1-2 RicevimentoMolluschi senza documento o da zona non idoneaBiologico (Norovirus, E. coli)SìControllo di etichetta e documento di accompagnamento
3 StoccaggioFormazione di istamina, moltiplicazione battericaChimico, biologicoSìTemperatura del ghiaccio fondente (CCP1)
4.2 SfilettaturaSpine, amiFisicoNo per prodotto da cuocereControllo visivo
5.1 SfilettaturaLarve di Anisakis visibiliBiologicoSìIspezione visiva, scarto delle parti infestate
5.2 CongelamentoLarve vive di AnisakisBiologicoSìTempo e temperatura di congelamento (CCP2)
5.3 ScongelamentoMoltiplicazione battericaBiologicoSìScongelamento in frigorifero (PRP)
5.4 Marinatura e affettaturaListeria monocytogenes da superficiBiologicoSìIgiene di taglieri e coltelli dedicati, verifica analitica (OPRP)
5.6 Esposizione crudoMoltiplicazione di Listeria, formazione di istaminaBiologico, chimicoSìTemperatura e durata di vendita (CCP3)
6.1 Esposizione molluschiMorte dei molluschi, moltiplicazione battericaBiologicoSìTemperatura idonea alla sopravvivenza, retina integra (PRP)

L’istamina è il pericolo più insidioso: si forma per azione batterica sull’istidina quando il pesce resta troppo caldo, anche per tempi brevi, ed è termostabile. Nessuna fase successiva la elimina; per questo il controllo si concentra su ricevimento e conservazione. Approfondimenti nelle pagine su istamina e sindrome sgombroide e su Anisakis.

Tabella dei CCP

CCPFasePericoloLimite criticoMonitoraggioAzione correttivaVerificaRegistrazione
CCP12-3 Ricevimento e stoccaggio del frescoFormazione di istamina, moltiplicazione battericaTemperatura vicina a quella del ghiaccio fondente (Reg. 853/2004, All. III, Sez. VIII); limite operativo di esempio: prodotto ≤ +2 °C al cuoreSonda al cuore di un pezzo per lotto in arrivo; controllo ghiaccio e temperatura della cella a inizio e fine giornataLotto in arrivo fuori limite: rifiuto. In cella: aggiungere ghiaccio, spostare il prodotto, valutare il lotto; tonno con scostamento prolungato eliminato o sottoposto ad analisi prima della venditaTaratura della sonda, analisi periodica dell’istamina sul tonnoRegistro ricevimento e temperature
CCP25.2 Congelamento antiparassitarioSopravvivenza di larve di Anisakis−20 °C o meno in tutte le parti del prodotto per almeno 24 ore, oppure −35 °C o meno per almeno 15 ore (Reg. 853/2004, All. III, Sez. VIII, Cap. III, parte D, come modificato dal Reg. 1276/2011)Ora di inizio dal momento in cui il cuore raggiunge −20 °C (sonda o prova di validazione del congelatore); temperatura del congelatore letta e registrata; ora di uscitaTempo insufficiente o allarme di temperatura: il lotto rientra in congelamento e il conteggio riparte; se non è possibile, il prodotto è venduto solo come pesce da cuocereProva di validazione del tempo necessario al cuore per raggiungere −20 °C con il carico massimo; taraturaRegistro congelamento antiparassitario
CCP35.6 Conservazione ed esposizione del crudo prontoMoltiplicazione di Listeria, formazione di istaminaEsempio: ≤ +2 °C e durata di vendita stabilita dall’impresa, da validareLettura della vetrina due volte al giorno, sonda a campione sul prodottoRitiro dalla vendita del prodotto oltre limite, valutazione e di norma eliminazioneAnalisi di Listeria e istamina a fine vita del prodottoRegistro temperature, etichette dei lotti

Perché il tempo si conta dal cuore

Il limite del CCP2 parla di temperatura raggiunta “in tutte le parti” del prodotto. Un congelatore domestico o un pozzetto da negozio impiega ore a portare a −20 °C il cuore di un trancio spesso: contare le 24 ore dall’ingresso nel congelatore è l’errore più frequente. La soluzione pratica è una prova di validazione con il carico più sfavorevole e una sonda al cuore, che stabilisce quante ore aggiungere prima di far partire il conteggio. L’abbattitore in ciclo negativo accorcia i tempi, ma va comunque verificato. La procedura completa è nella pagina sul congelamento e surgelazione.

Il testo del Reg. (CE) 853/2004 prevede alcune esclusioni dall’obbligo di congelamento, per esempio per alcuni prodotti d’acquacoltura allevati in condizioni definite o per zone di pesca con dati epidemiologici favorevoli; le condizioni sono state riscritte dal Reg. (UE) 1276/2011. Per una pescheria che acquista da più fornitori la scelta prudente è congelare sempre il pesce destinato al crudo. Sul tema dell’obbligo per chi somministra si veda la risposta su pesce crudo e abbattimento.

Criteri microbiologici e chimici per la verifica

Il Reg. (CE) 2073/2005 fissa per i prodotti della pesca di specie associate a un elevato contenuto di istidina un criterio sull’istamina con piano a 9 campioni: limite m di 100 mg/kg e limite M di 200 mg/kg, con al massimo 2 campioni tra m e M. Per i prodotti trattati con maturazione enzimatica in salamoia i limiti sono più alti. Per il carpaccio e le alici marinate, alimenti pronti, si applicano anche i criteri per Listeria monocytogenes. Queste analisi servono a verificare che i CCP funzionino, non a sostituirli.

Programma dei prerequisiti

  • Qualifica dei fornitori, con verifica del numero di riconoscimento dello stabilimento sui documenti e sugli imballaggi.
  • Ghiaccio prodotto da acqua potabile, con macchina pulita secondo piano e sessola dedicata.
  • Separazione in cella tra pesce da cuocere, prodotti crudi pronti e molluschi vivi.
  • Taglieri, coltelli e contenitori dedicati al crudo pronto, identificati con colore.
  • Scongelamento solo in frigorifero, mai a temperatura ambiente o sotto acqua stagnante.
  • Molluschi bivalvi vivi venduti nelle confezioni originali, con etichetta conservata dopo la vendita del contenuto secondo quanto previsto dal Reg. 853/2004.
  • Pulizia e sanificazione del banco, delle vasche e degli scoli a fine giornata.
  • Lotta agli infestanti e controllo degli insetti volanti in laboratorio.
  • Gestione degli allergeni: pesce, crostacei e molluschi sono allergeni da dichiarare, così come quelli presenti nelle marinature.
  • Tracciabilità: lotto in ingresso collegato a lotto di congelamento e a lotto di prodotto pronto.

Registrazioni da tenere

  1. Registro di ricevimento con temperatura al cuore, stato del ghiaccio e conformità dei documenti (CCP1).
  2. Registro temperature di celle, banco e vetrina del crudo (CCP1 e CCP3).
  3. Registro di congelamento antiparassitario: data, specie, lotto, peso, ora in cui il cuore raggiunge −20 °C, ora di uscita, firma (CCP2).
  4. Rapporto della prova di validazione del congelatore o dell’abbattitore.
  5. Etichette dei molluschi conservate in ordine di data.
  6. Registro lotti di produzione del crudo pronto.
  7. Schede di non conformità con destinazione del prodotto.
  8. Rapporti di taratura delle sonde.
  9. Referti delle analisi su istamina e Listeria.
  10. Registro di pulizia e formazione del personale.

Errori tipici in ispezione

  • Congelamento contato dall’ingresso nel congelatore e non dal raggiungimento di −20 °C al cuore; nessuna prova di validazione.
  • Congelatore di vendita usato anche per il trattamento antiparassitario, con aperture continue e temperatura instabile.
  • Registro di congelamento senza lotto: impossibile collegare il carpaccio venduto al pesce trattato.
  • Pesce marinato considerato sicuro “perché l’aceto uccide il parassita”.
  • Tonno lasciato sul banco senza ghiaccio durante la porzionatura per tempi lunghi.
  • Etichette dei molluschi gettate dopo aver svuotato la retina.
  • Ghiaccio prodotto con macchina mai sanificata o con sessola lasciata dentro il contenitore.

Domande frequenti

Si può marinare il pesce senza congelarlo prima?

No, se il prodotto è destinato al consumo crudo e la specie può ospitare parassiti. La marinatura con aceto, limone o sale non garantisce l’uccisione delle larve di Anisakis. Il congelamento a −20 °C per almeno 24 ore o a −35 °C per almeno 15 ore, in tutte le parti del prodotto, va fatto prima, salvo i casi di esclusione previsti dal Reg. 853/2004.

Il pesce surgelato acquistato va ricongelato per il crudo?

Se il fornitore dichiara per iscritto che il prodotto ha già subito il trattamento antiparassitario previsto, non serve ripeterlo. La dichiarazione va conservata con il lotto. Un generico prodotto congelato o surgelato, senza indicazione del trattamento, non basta: la pescheria deve verificare la documentazione o trattarlo di nuovo.

Perché l’istamina è un CCP e non solo un prerequisito?

Perché nel tonno e negli altri sgombroidi il pericolo è grave, si forma con scostamenti di temperatura anche brevi e nessuna fase successiva lo elimina, nemmeno la cottura. Il controllo della temperatura al ricevimento e in conservazione è quindi l’ultima barriera. Nel pesce da cuocere di specie a basso contenuto di istidina la stessa temperatura può restare un prerequisito.

Ogni quanto analizzare l’istamina nel tonno?

La frequenza non è fissata dalla legge per il dettaglio: la decide l’impresa nel piano di campionamento, in base ai volumi, ai fornitori e ai risultati precedenti. Il Reg. 2073/2005 definisce il criterio da rispettare e il piano di 9 campioni; una pescheria può prevedere controlli a campione sui lotti e analisi mirate dopo ogni scostamento di temperatura.