FAQ e glossario

HACCP obbligatorio per un bar? Cosa serve davvero al banco

Sì, anche il bar deve applicare l'HACCP: base di legge, quanto piano serve per caffetteria, tavola fredda o cucina, documenti ed errori in ispezione.

Sì, l’HACCP è obbligatorio anche per un bar, compresi caffetterie, pub e chioschi: chi somministra bevande e alimenti è un operatore del settore alimentare ai sensi del Reg. CE 852/2004. Cambia solo l’ampiezza del piano: un bar che serve caffè e prodotti confezionati può avere un piano molto snello, uno con tavola fredda o cucina deve gestire più pericoli.

La base di legge

L’art. 5 del Reg. CE 852/2004 obbliga ogni operatore a predisporre procedure basate sui principi HACCP, con documenti “adeguati alla natura e alle dimensioni” dell’impresa. Al bar si applicano anche i requisiti dell’Allegato II: tra questi, l’obbligo che il ghiaccio a contatto con alimenti e bevande sia prodotto con acqua potabile (Capitolo VII) e la formazione di chi manipola alimenti (Capitolo XII).

Accanto agli obblighi igienici ci sono quelli commerciali, che non vanno confusi. Per aprire un esercizio di somministrazione servono i requisiti professionali dell’art. 71 del D.Lgs. 59/2010, per esempio il corso per la somministrazione di alimenti e bevande: è un titolo diverso dall’attestato HACCP e non lo sostituisce.

Quanto piano serve: quattro profili di bar

ProfiloCosa si faPericoli principaliPiano tipico
Caffetteria semplicecaffè, latte, brioche confezionate o bake-off, bibitelatte non refrigerato, lancia vapore sporca, ghiacciosolo prerequisiti, spesso nessun CCP
Bar con tavola freddapanini e tramezzini farciti, vetrina refrigerataListeria, contaminazione crociata, allergeniprerequisiti più controllo della catena del freddo, a volte un CCP
Cocktail bar o pubghiaccio in grandi quantità, frutta tagliata, sciroppiqualità dell’acqua, igiene della macchina del ghiaccio, fruttaprerequisiti con attenzione a ghiaccio e frutta
Bar con cucinaprimi, piatti caldi, cotture e raffreddamenticrescita batterica dopo la cotturapiano con CCP di cottura e raffreddamento

La scelta dei CCP non è fissata dalla legge ma nasce dall’analisi dei pericoli. Un esempio svolto per il profilo con tavola fredda è nel piano HACCP per il bar.

Cosa deve avere il bar in caso di controllo

  1. Registrazione dell’attività presso l’autorità sanitaria, di norma con la notifica presentata tramite SUAP insieme alla pratica commerciale.
  2. Piano di autocontrollo che descriva il bar reale: prodotti, attrezzature, flusso, pericoli e misure di controllo.
  3. Registrazioni proporzionate: temperature di frigoriferi e vetrine, pulizie, non conformità e azioni correttive.
  4. Attestati di formazione HACCP del titolare e degli addetti, secondo le regole della propria Regione.
  5. Informazione sugli allergeni dei prodotti non preimballati, scritta o documentata, come previsto dall’art. 19 del D.Lgs. 231/2017.
  6. Documenti sull’acqua, se il bar non è allacciato alla rete pubblica o usa addolcitori e filtri.

Per i controlli quotidiani di banco, macchina del caffè e ghiaccio è disponibile la checklist HACCP per il bar.

Esempio

Esempio: un bar di paese con due addetti serve caffè, cappuccini, brioche bake-off e, a pranzo, toast e panini preparati al momento con salumi e formaggi. L’analisi dei pericoli porta a gestire tutto con prerequisiti: frigoriferi tra 0 e 4 °C (valore d’esempio da validare), pulizia giornaliera della lancia vapore, separazione dei taglieri, cartello sugli allergeni, pulizia periodica della macchina del ghiaccio. Il piano sta in poche pagine e il registro è uno solo, ma ogni scelta è motivata per iscritto.

Errori frequenti in ispezione

  • Manuale generico “da ristorante” che non cita ghiaccio, lancia vapore o vetrina.
  • Macchina del ghiaccio con incrostazioni e nessuna pulizia registrata.
  • Panini farciti lasciati fuori dalla vetrina refrigerata durante il servizio.
  • Nessuna informazione sugli allergeni di brioche, panini e dolci.
  • Confusione tra corso per la somministrazione e attestato HACCP: il primo non sostituisce il secondo.

Domande frequenti

Un bar che serve solo bevande deve avere il piano HACCP?

Sì, perché somministra al pubblico. Anche caffè, latte, spremute e bevande con ghiaccio comportano pericoli: latte deperibile, acqua e ghiaccio, igiene delle attrezzature. Il piano può limitarsi ai prerequisiti, ma deve esistere e spiegare perché non servono CCP. Chi è obbligato in generale è chiarito nella FAQ l’HACCP è obbligatorio?.

Il titolare che lavora al banco deve fare il corso HACCP?

Sì, se manipola alimenti o bevande, come quasi sempre accade al bar. L’obbligo di formazione è dell’Allegato II, Capitolo XII, del Reg. 852/2004; durata, contenuti e aggiornamento sono stabiliti dalla Regione. Chi deve formarsi e come documentarlo è spiegato negli obblighi di formazione dell’OSA.

Le regole cambiano per un wine bar o un’enoteca con degustazione?

Il principio è lo stesso: se si somministrano vino e taglieri, l’attività è soggetta al Reg. 852/2004. Cambiano i pericoli da gestire, come affettatura, formaggi e conservazione delle bottiglie aperte. Le specificità sono descritte nella scheda sull’HACCP per enoteca e wine bar.