FAQ e glossario

Differenza tra HACCP, BRC e IFS: obbligo e certificazioni

HACCP è un obbligo di legge, BRCGS e IFS sono standard privati certificabili chiesti da GDO e private label. Confronto, a cosa servono e quando servono.

L’HACCP è un obbligo di legge per tutti gli operatori alimentari: un metodo di autocontrollo che verifica l’autorità sanitaria e che non si “certifica”. BRCGS Food Safety e IFS Food sono invece standard privati e volontari, nati dalla grande distribuzione, che un ente di certificazione accreditato verifica con un audit. Includono l’HACCP e lo integrano con molti altri requisiti.

Base normativa e natura dei tre strumenti

L’obbligo HACCP deriva dall’art. 5 del Reg. CE 852/2004 e riguarda ogni operatore dopo la produzione primaria, dalla piccola gastronomia all’industria. Nessuna norma obbliga invece ad avere BRCGS o IFS: li richiedono i clienti, di solito con un capitolato di fornitura.

BRCGS è nato nel Regno Unito per iniziativa della distribuzione britannica; IFS è nato dalle associazioni della distribuzione tedesca e francese. Entrambi sono riconosciuti dalla Global Food Safety Initiative (GFSI), il che li rende accettati da molti retailer internazionali come prova di un sistema di sicurezza alimentare solido.

Confronto in sintesi

AspettoHACCPBRCGS Food SafetyIFS Food
NaturaObbligo di legge (Reg. 852/2004)Standard privato volontarioStandard privato volontario
Chi lo richiedeLa normativaGDO e clienti, soprattutto area UKGDO e clienti, soprattutto Germania e Francia
Chi verificaAutorità competente (ASL) nei controlli ufficialiEnte di certificazione accreditatoEnte di certificazione accreditato
EsitoNessun certificato: conformità o prescrizioniCertificato con gradoCertificato con livello di punteggio
ContenutiSette principi e prerequisiti igieniciHACCP, sistema qualità, stabilimento, prodotto, processo, personaleHACCP, gestione, risorse, processo, misure e miglioramento
Ambiti aggiuntiviNoFood defense, frodi, cultura della sicurezzaFood defense, frodi, cultura della sicurezza
Destinatari tipiciTutti gli OSAIndustria e trasformatoriIndustria e trasformatori, private label

Le differenze tra i due standard privati (struttura, punteggi, audit non annunciati) sono nella pagina BRCGS e IFS a confronto.

A cosa servono BRC e IFS

Servono a vendere a chi li chiede. Per un produttore significano in pratica:

  1. accedere alle forniture della grande distribuzione e ai prodotti a marchio del distributore (private label);
  2. sostituire molti audit dei singoli clienti con una sola verifica riconosciuta;
  3. facilitare l’export verso mercati in cui i buyer li chiedono come requisito d’ingresso;
  4. mettere in ordine processi che l’HACCP di legge non disciplina in dettaglio, come specifiche, gestione dei fornitori e reclami.

Per bar, ristoranti e piccoli negozi che vendono al consumatore finale, di norma non servono: per questi basta il sistema HACCP richiesto dalla legge.

Esempio pratico

Esempio: un laboratorio di sughi pronti vende a negozi locali e ha un piano HACCP conforme. Una catena di supermercati gli propone una linea a marchio del distributore e chiede la certificazione IFS Food nel capitolato. Il laboratorio deve integrare il sistema esistente con requisiti nuovi (specifiche di prodotto, qualifica fornitori, food defense, gestione dei corpi estranei) e superare l’audit di un ente accreditato. Il piano HACCP resta la base, e i controlli dell’ASL continuano come prima.

Errori comuni

  • Pensare che la certificazione BRCGS o IFS sostituisca l’HACCP di legge o esenti dai controlli ufficiali: non è così.
  • Dire “certificato HACCP” come se fosse uno standard: l’HACCP non ha uno schema di certificazione pubblico; alcune società rilasciano attestazioni private che non hanno valore legale.
  • Scegliere lo standard senza chiedere al cliente quale accetta: alcuni capitolati indicano uno standard preciso, altri qualunque schema riconosciuto GFSI.

Domande frequenti

Un’azienda certificata IFS o BRCGS viene ancora controllata dall’ASL?

Sì. I controlli ufficiali previsti dal Reg. UE 2017/625 si applicano a tutti gli operatori, certificati o no. La certificazione privata non sostituisce la vigilanza pubblica. Può però facilitare l’ispezione, perché la documentazione dell’autocontrollo è di solito ordinata e completa, e i rapporti di audit mostrano come l’azienda gestisce le non conformità.

Meglio BRCGS, IFS o ISO 22000?

Dipende dal cliente e dal mercato. BRCGS è più richiesto dai retailer britannici, IFS da quelli tedeschi e francesi, mentre la ISO 22000, spesso nello schema FSSC 22000, è diffusa nell’industria e nei rapporti tra imprese. Il primo passo è leggere il capitolato del cliente. Il confronto con la ISO è nella pagina ISO 22000 e HACCP a confronto.

Una piccola impresa può certificarsi IFS o BRCGS?

Sì, gli standard non pongono limiti di dimensione e prevedono anche percorsi di ingresso per le imprese più piccole. Il costo e l’impegno organizzativo sono però significativi, quindi la scelta ha senso quando un cliente o un mercato la richiede. Senza questa richiesta, conviene investire prima in un piano HACCP solido e aggiornato.

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