Checklist e modelli

Checklist infestanti HACCP: modello di monitoraggio e soglie

Checklist infestanti HACCP: controllo di esche, trappole, lampade e barriere in tabella OK/NC, con soglie da fissare, esempio compilato ed errori tipici.

La checklist infestanti HACCP registra le ispezioni dei punti di monitoraggio (erogatori di esca, trappole, lampade per insetti) e delle barriere fisiche del locale, con esito OK/NC e azione correttiva. Serve a dimostrare che l’impresa applica le procedure di controllo degli animali infestanti richieste dal Reg. CE 852/2004 e che interviene quando compare un segnale.

Chi la usa e quando

Il monitoraggio ha due livelli. La ditta di disinfestazione, se l’impresa se ne avvale, ispeziona i dispositivi con la frequenza prevista dal contratto e lascia un rapporto. Il personale interno, invece, controlla ogni giorno quello che vede: tracce di roditori, insetti, aperture lasciate libere, rifiuti fuori posto. Questa checklist copre soprattutto il secondo livello e la verifica dei rapporti esterni.

La compila l’addetto incaricato nel piano (in un piccolo locale spesso il titolare); il responsabile dell’autocontrollo la rivede insieme al rapporto della ditta. Il programma completo, con planimetria e scelta dei dispositivi, è descritto nella procedura di monitoraggio degli infestanti.

Base normativa in breve

Il Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo IX, punto 4, stabilisce: “Occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti”. Il Capitolo II, punto 1, lettera d) chiede che le finestre apribili verso l’esterno siano munite, se necessario, di barriere antinsetti facilmente amovibili; il Capitolo I impone locali puliti, sottoposti a manutenzione e progettati per proteggere dalla contaminazione.

Esche rodenticide e insetticidi sono biocidi: si usano solo prodotti autorizzati secondo il Reg. UE 528/2012, alle condizioni d’uso dell’etichetta, comprese quelle che riservano alcuni prodotti agli utilizzatori professionali. La legge non obbliga a incaricare una ditta esterna: obbliga ad avere procedure efficaci. Per le ditte esiste la norma tecnica volontaria UNI EN 16636.

La checklist: controlli interni giornalieri e settimanali

Punto di controlloCriterioFrequenzaOK / NCAzione correttiva in caso di NC
Tracce di roditoriNessun escremento, rosicchiatura, impronta, nidogiornaliera, all’aperturaIsolare l’area, eliminare gli alimenti contaminati, chiamare la ditta
Insetti strisciantiNessun esemplare vivo o morto su pavimenti e scaffaligiornalieraPulizia approfondita, segnalazione, verifica fessure
Insetti volantiNessuna presenza anomala in cucina o nel magazzinogiornalieraControllare aperture e reti, segnalare
Porte esterneChiuse, autochiudenti funzionanti, spazzole integregiornalieraRiparazione, chiusura manuale fino al ripristino
Reti antinsettoIntegre e presenti sulle finestre apribilisettimanaleSostituzione o chiusura della finestra
RifiutiContenitori chiusi, area esterna pulitagiornalieraPulizia, richiesta svuotamenti più frequenti
Derrate seccheNessuna farfallina, larva, tela o foro nelle confezionisettimanaleEliminare il lotto, pulire lo scaffale, controllare i lotti vicini
Lampade per insettiAccese, lontane da alimenti esposti, vaschette pulitesettimanalePulizia, sostituzione tubi secondo indicazioni del fornitore

La checklist: verifica del servizio esterno

Punto di controlloCriterioFrequenzaOK / NCAzione correttiva in caso di NC
Planimetria dei dispositiviAggiornata, con numeri corrispondenti ai dispositivi in locoa ogni visitaRichiedere aggiornamento alla ditta
Rapporto di visitaPresente, firmato, con esito per ogni dispositivoa ogni visitaRichiedere il rapporto mancante
Esche interneNessuna esca tossica libera nelle aree di lavorazione (secondo il piano, solo dispositivi di cattura)a ogni visitaRimozione, richiesta di motivazione scritta
Schede dei prodottiScheda tecnica e scheda di sicurezza dei biocidi usati disponibiliannuale o al cambio prodottoRichiederle alla ditta
Consumi e cattureConfronto con la soglia d’intervento definita nel pianoa ogni visitaIntervento straordinario, analisi della causa
RaccomandazioniChiuse con data (es. sigillare un foro)visita successivaProgrammare il lavoro di manutenzione

La legge non fissa soglie numeriche. Il piano deve indicare, per ogni tipo di dispositivo, quando un risultato diventa NC: per i roditori all’interno di solito basta un solo segno di presenza; per gli insetti la soglia si fissa con la ditta in base allo storico delle catture.

Come compilarla: esempio compilato

Esempio: una pizzeria con magazzino farine al piano interrato registra una NC durante il controllo settimanale.

DataPuntoRilievoOK / NCAzione correttivaFirma
14/10Magazzino farine, scaffale 2Farfalline e tela in un sacco di semola apertoNCSacco eliminato; controllati tutti i sacchi dello scaffale (nessun altro segno); scaffale aspirato e pulito; ditta avvisata per trappole a feromoni; sacchi aperti da tenere in contenitori chiusiA.P.

L’azione correttiva agisce su tre livelli: il prodotto (eliminato), l’ambiente (pulito) e la causa (sacchi aperti non protetti). Solo il terzo evita che il problema si ripresenti. Le regole di stoccaggio sono nella checklist del magazzino secco.

Per quanto conservarla

Il periodo lo fissa il piano, perché il Reg. 852/2004 parla solo di “periodo adeguato”. Per il pest control conta la serie storica: un anno di rapporti e checklist permette di vedere andamenti stagionali e di dimostrare l’efficacia delle azioni. Planimetria, contratto e schede dei prodotti si conservano finché sono in uso, più la versione precedente.

Rilievi tipici in ispezione

  • Planimetria con 12 dispositivi, ma in loco se ne trovano 8, oppure numeri illeggibili.
  • Rapporti della ditta sempre “nessuna attività” mentre si vedono escrementi dietro i frigoriferi.
  • Esche tossiche sciolte o erogatori aperti in cucina, vicino agli alimenti.
  • Lampada per insetti posizionata sopra il banco di lavorazione.
  • Porte del retro tenute aperte per aerare, senza barriere; rifiuti accumulati all’esterno. La gestione corretta è nella procedura sui rifiuti.
  • Fori e passaggi di tubazioni segnalati dalla ditta e mai sigillati: il lavoro va inserito nella checklist di manutenzione.

Domande frequenti

È obbligatorio avere una ditta di disinfestazione?

No. Il Reg. 852/2004 richiede procedure adeguate per controllare gli infestanti, non un contratto con una ditta. Un’impresa può gestire in proprio il monitoraggio con dispositivi di cattura e prodotti venduti anche ai non professionisti. Quando servono biocidi riservati agli utilizzatori professionali, o quando c’è un’infestazione in atto, l’intervento di una ditta qualificata diventa la scelta necessaria.

Ogni quanto vanno controllati i dispositivi?

La norma non stabilisce una frequenza. La si fissa nel piano in base al rischio: contesto urbano o rurale, presenza di magazzino, storico delle infestazioni, stagione. Molti contratti prevedono visite mensili o con cadenza ravvicinata nei mesi caldi, ma il controllo visivo interno resta quotidiano e deve essere registrato.

Le trappole collanti possono stare in cucina?

Sì, se sono dispositivi di monitoraggio senza sostanze tossiche e sono collocate in modo da non contaminare alimenti e superfici, per esempio a pavimento sotto le attrezzature. Vanno numerate, riportate in planimetria e sostituite quando sono sporche o piene. Il loro scopo è segnalare presenze, non risolvere un’infestazione.

Cosa fare se si trova un topo durante il servizio?

Si interrompe la lavorazione nell’area coinvolta, si eliminano gli alimenti esposti o con confezioni danneggiate, si pulisce e disinfetta, si chiama la ditta per un intervento straordinario e si registra la NC con la causa individuata. Se la contaminazione è estesa, la sospensione dell’attività può essere necessaria anche prima di un eventuale controllo.