📜 Standard e certificazioni

Certificazioni vegan e vegetariano: marchi e requisiti

Come funzionano le certificazioni vegan e vegetariane: V-Label, standard EVE Vegan, controllo degli ingredienti e prevenzione della contaminazione crociata.

Le certificazioni vegan e vegetariano attestano che un prodotto non contiene ingredienti di origine animale (vegan) o è privo di carne e pesce ma può contenere derivati come latte e uova (vegetariano). Sono certificazioni volontarie di prodotto: non esiste ancora una definizione legale armonizzata a livello UE, quindi il valore del marchio dipende dallo standard privato adottato e dall’ente che lo rilascia.

L’assenza di una definizione di legge

Il Reg. (UE) 1169/2011 all’art. 36 prevede la possibilità di regolare le diciture “vegano” e “vegetariano”, ma il relativo atto di esecuzione non è ancora in vigore in modo uniforme. In assenza di una definizione ufficiale, i marchi privati colmano il vuoto fissando criteri chiari e verificabili.

Senza una definizione legale, la dicitura “vegan” da sola non offre garanzie: è la certificazione da parte di un ente terzo a renderla affidabile.

I principali marchi

MarchioAmbitoCaratteristica
V-LabelInternazionale (European Vegetarian Union)Distingue chiaramente “vegan” e “vegetariano”
EVE VeganInternazionaleStandard vegan rigoroso, anche cosmetici
Vegan Society (Vegan Trademark)Origine UKUno dei marchi vegan storici

Il V-Label è tra i più diffusi nella GDO europea perché il consumatore lo riconosce facilmente e perché separa in modo netto le due categorie.

Cosa verifica la certificazione

Per ottenere il marchio, l’azienda deve dimostrare che:

  • nessun ingrediente o coadiuvante è di origine animale (vegan) o di carne/pesce (vegetariano) — attenzione ad additivi, aromi, gelatine, caglio animale, coloranti come la cocciniglia (E120);
  • i fornitori garantiscono l’origine delle materie prime tramite schede tecniche;
  • la contaminazione crociata con ingredienti animali è prevenuta lungo la linea, con logiche simili alla gestione della contaminazione crociata;
  • la sanificazione tra lavorazioni è adeguata (vedi pulizia e sanificazione).

La verifica avviene con un audit documentale e in stabilimento, e con eventuali analisi.

Vegan non significa allergen free

Un prodotto vegan può comunque contenere allergeni vegetali (soia, frutta a guscio, glutine, sedano) che vanno dichiarati secondo il Reg. 1169/2011 e i 14 allergeni. La certificazione vegan riguarda l’origine degli ingredienti, non la loro allergenicità.

Integrazione con l’HACCP

I controlli su origine degli ingredienti, tracciabilità e pulizia si integrano con il sistema di autocontrollo, in linea con la logica delle altre certificazioni volontarie. Molte aziende gestiscono insieme le certificazioni vegan, kosher e gluten free perché condividono controlli su fornitori e contaminazione crociata.

In sintesi

Le certificazioni vegan e vegetariano garantiscono l’assenza di ingredienti animali tramite marchi privati (V-Label, EVE Vegan) in mancanza di una definizione UE armonizzata. Verificano ingredienti, fornitori e contaminazione crociata. Approfondisci con la certificazione Kosher e i 14 allergeni.