Certificazioni DOP e IGP: le indicazioni geografiche protette
Differenze tra DOP e IGP, il disciplinare di produzione, il ruolo degli organismi di controllo e del Consorzio di tutela nelle indicazioni geografiche UE.
Le certificazioni DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) sono marchi di qualità dell’Unione Europea che tutelano prodotti agroalimentari legati a un territorio specifico. Non sono certificazioni di sistema come la ISO 22000, ma certificazioni di prodotto che garantiscono origine, metodo e caratteristiche definite in un documento vincolante, il disciplinare di produzione.
Il quadro normativo
Per le indicazioni geografiche il regime è oggi disciplinato dal Reg. (UE) 2024/1143, in applicazione dal 13 maggio 2024, che ha abrogato e sostituito il previgente Reg. (UE) 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari. La protezione è valida in tutta l’UE e impedisce l’uso della denominazione da parte di prodotti non conformi.
DOP e IGP tutelano il nome del prodotto: chi lo usa senza rispettare il disciplinare commette una violazione, indipendentemente dalla sicurezza igienica dell’alimento.
Restano comunque validi tutti gli obblighi di igiene del Reg. (CE) 852/2004 e le regole di etichettatura del Reg. 1169/2011.
DOP e IGP: la differenza chiave
La distinzione riguarda quanto forte deve essere il legame con il territorio.
| Aspetto | DOP | IGP |
|---|---|---|
| Legame territoriale | Tutte le fasi nell’area | Almeno una fase nell’area |
| Materie prime | Dalla zona d’origine | Possono provenire da altrove |
| Fasi di produzione | Produzione, trasformazione, elaborazione | Basta produzione o trasformazione o elaborazione |
| Esempi | Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico Tradizionale | Mortadella Bologna, Bresaola della Valtellina |
In sintesi, la DOP esprime un legame più stretto e completo con il territorio, mentre l’IGP richiede che vi si svolga almeno una fase significativa.
Il disciplinare di produzione
Il disciplinare è il cuore del sistema: definisce nome, descrizione del prodotto, zona geografica delimitata, materie prime, metodo di ottenimento, elementi che provano il legame con il territorio e regole di etichettatura. Ogni produttore deve rispettarlo integralmente, e la conformità è verificata da un organismo di controllo autorizzato dal Ministero e accreditato secondo lo schema descritto in enti di certificazione e Accredia.
Gli attori del sistema
- Consorzio di tutela: rappresenta i produttori, promuove il prodotto e vigila sull’uso del nome.
- Organismo di controllo (OdC): verifica il rispetto del disciplinare tramite ispezioni e, dove previsto, prove analitiche.
- Ministero (Masaf) e Commissione UE: gestiscono il riconoscimento e la registrazione delle denominazioni.
Le verifiche seguono la logica dell’audit di certificazione, con rilievi e non conformità che il produttore deve risolvere per mantenere il diritto all’uso della denominazione.
Tracciabilità e controlli
Le indicazioni geografiche richiedono una tracciabilità rigorosa che colleghi ogni lotto alla zona e al metodo del disciplinare, integrandosi con le procedure di tracciabilità del lotto. Eventuali difformità possono comportare il declassamento del prodotto o l’esclusione dal circuito tutelato.
In sintesi
DOP e IGP sono certificazioni di prodotto UE che legano un alimento al suo territorio tramite un disciplinare verificato da un organismo di controllo accreditato. La DOP richiede un legame totale, l’IGP almeno una fase. Approfondisci con il ruolo di Accredia e la differenza tra HACCP e standard volontari.