Pericoli alimentari

Metalli pesanti negli alimenti: piombo, cadmio e controllo

Piombo, cadmio e stagno negli alimenti: fonti, alimenti a rischio, effetti cronici, tenori massimi del Reg. UE 2023/915 e come gestirli nel piano HACCP.

Piombo e cadmio sono i metalli pesanti più rilevanti negli alimenti dopo il mercurio: arrivano da suoli, acque, emissioni e, nel caso del piombo, anche da materiali a contatto e munizioni. Hanno effetti cronici su sistema nervoso e reni e il Reg. UE 2023/915 ne fissa i tenori massimi per molte categorie di alimenti.

Quali metalli contano per la sicurezza alimentare

“Metalli pesanti” è un’espressione comune più che scientifica: indica elementi metallici tossici anche a basse dosi. Nella normativa alimentare europea i tenori massimi riguardano soprattutto piombo, cadmio, mercurio, arsenico inorganico (un semimetallo) e stagno inorganico. Questa pagina tratta piombo, cadmio e stagno; mercurio e arsenico hanno pagine dedicate perché legati a specifiche matrici, il pesce e il riso. Il quadro generale è nella pagina sui contaminanti ambientali.

MetalloFonti principaliAlimenti più espostiEffetto critico
Piombosuoli e polveri contaminati, vecchie tubazioni, ceramiche e cristalli non idonei, munizioni da cacciaortaggi a foglia, cereali, selvaggina, frattaglie, molluschineurotossicità nello sviluppo, aumento della pressione arteriosa, danno renale
Cadmiosuoli, fertilizzanti fosfatici, emissionicereali e derivati, ortaggi, patate, cacao, frattaglie (rene, fegato), molluschi e crostaceidanno renale cronico, effetti sull’osso
Stagno inorganicorivestimento delle latte non verniciateconserve in banda stagnata, soprattutto acidedisturbi gastrointestinali acuti a concentrazioni elevate

Effetti sulla salute e gruppi sensibili

Piombo e cadmio si accumulano nell’organismo: il piombo nelle ossa, il cadmio nei reni, dove ha un tempo di permanenza di molti anni. Gli effetti dipendono quindi dall’esposizione ripetuta più che da un singolo pasto.

Per il piombo l’EFSA, nel parere del 2010, ha concluso che non è possibile individuare una soglia al di sotto della quale non ci siano effetti sullo sviluppo neurologico dei bambini, e ha ritirato la precedente dose settimanale tollerabile. Per il cadmio l’EFSA ha fissato nel 2009 una dose settimanale tollerabile di 2,5 microgrammi per chilo di peso corporeo, che alcuni gruppi della popolazione, come i bambini, i vegetariani e chi vive in aree contaminate, possono avvicinare o superare.

I gruppi più sensibili sono bambini e donne in gravidanza per il piombo, consumatori abituali di cereali, vegetali e frattaglie per il cadmio.

Tenori massimi: alcuni esempi

Il Reg. UE 2023/915 elenca i limiti nella sezione 3 dell’Allegato I. La tabella riporta alcuni valori a titolo di esempio, espressi in mg/kg di peso fresco: prima di confrontare un referto va consultata la voce esatta nella versione consolidata, perché le categorie sono molto dettagliate e alcune voci sono state aggiornate negli ultimi anni.

AlimentoPiombo (mg/kg)Cadmio (mg/kg)
Latte crudo e trattato termicamente0,020—
Carni di bovini, ovini, suini e pollame0,100,050
Muscolo di pesce (in generale)0,300,050
Molluschi bivalvi1,501,0

Per lo stagno inorganico il regolamento prevede 200 mg/kg negli alimenti in scatola diversi dalle bevande e 100 mg/kg nelle bevande in scatola. Per i prodotti a base di cacao il cadmio ha limiti differenziati in base alla percentuale di sostanza secca di cacao, motivo per cui i produttori di cioccolato lo trattano come pericolo prioritario (vedi la guida HACCP per il cioccolato).

Come si gestisce nel piano HACCP

I metalli non si eliminano con cottura, lavaggio o conservazione: lavare gli ortaggi riduce solo la terra e la polvere superficiale. Il controllo si sposta a monte e diventa un prerequisito di acquisto, con due eccezioni in cui il metallo nasce nello stabilimento: la migrazione da attrezzature o contenitori e lo stagno delle latte.

  1. Nell’analisi dei pericoli si individuano le materie prime con tenori massimi pertinenti e le fonti interne (contenitori, ceramiche, latte, acqua).
  2. I fornitori vengono qualificati secondo le regole di qualifica e audit dei fornitori: conformità dichiarata al Reg. 2023/915 e, per le materie prime più esposte, certificati di analisi.
  3. I materiali a contatto vengono acquistati con dichiarazione di conformità, evitando ceramiche decorative o recipienti non destinati agli alimenti, fonte nota di piombo (vedi migrazione da MOCA).
  4. Le conserve in latta non verniciata, una volta aperte, non vanno conservate nella latta: si travasano in contenitori idonei.
  5. Il piano di campionamento dei produttori prevede analisi di verifica in laboratorio accreditato.

Esempio pratico: selvaggina cacciata

Esempio: un centro di lavorazione della selvaggina riceve cinghiali abbattuti con munizioni al piombo.

  1. L’analisi dei pericoli identifica il piombo come pericolo, perché i frammenti dei proiettili si disperdono nei tessuti intorno alla ferita.
  2. La procedura di sezionamento prevede la rifilatura ampia della zona attorno al tramite del proiettile, con scarto delle parti contaminate.
  3. Le carni rifilate vengono ispezionate visivamente per frammenti metallici residui.
  4. Il centro analizza a campione alcune partite di carne per verificare l’efficacia della rifilatura.
  5. Nelle informazioni ai clienti professionali si indica l’origine da caccia, utile per la loro valutazione dei pericoli.

Fonti interne: acqua, attrezzature e impianti

Accanto alle materie prime, l’analisi dei pericoli deve considerare le fonti di metalli presenti nello stabilimento. Le vecchie tubazioni in piombo, ancora presenti in alcuni edifici storici, possono cedere il metallo all’acqua usata per impasti, lavaggi e bevande: la conformità dell’acqua si verifica con le analisi previste dalla procedura acqua potabile. Saldature non idonee, leghe di qualità incerta e attrezzature usurate possono rilasciare metalli negli alimenti acidi o salati, soprattutto a caldo.

In questi casi il pericolo nasce in azienda e la misura di controllo è interna: manutenzione, scelta di materiali conformi, sostituzione delle tubazioni a rischio. Le valutazioni scientifiche di riferimento sono i pareri EFSA sul piombo negli alimenti e sul cadmio.

Errori frequenti

  • Uso di contenitori in ceramica artigianale o decorativa per conservare alimenti acidi.
  • Conserve aperte lasciate nella latta in frigorifero.
  • Certificati del fornitore generici, non riferiti al lotto o al regolamento vigente.
  • Frattaglie e molluschi trattati come qualsiasi altra carne o pesce, senza considerare i limiti più alti e i pericoli specifici.

Domande frequenti

Lavare la verdura elimina piombo e cadmio?

Solo in parte. Il lavaggio rimuove terra e polvere depositate sulle foglie, che possono contenere piombo, ma non il metallo assorbito dalla pianta attraverso le radici, come accade per il cadmio. Per questo il controllo principale resta la scelta dei fornitori e delle aree di coltivazione, non le operazioni in cucina.

Le ceramiche possono rilasciare piombo negli alimenti?

Sì, se smalti e decorazioni non sono idonei al contatto con alimenti. Il rilascio aumenta con alimenti acidi e con il calore. Gli oggetti in ceramica destinati agli alimenti devono rispettare la normativa sui materiali a contatto e avere una dichiarazione di conformità; oggetti decorativi o di origine incerta non vanno usati in cucina.

Perché le frattaglie hanno limiti più alti della carne?

Fegato e rene sono gli organi in cui l’animale accumula cadmio e piombo, quindi contengono naturalmente livelli più alti del muscolo. Il regolamento fissa per loro tenori massimi specifici. Per un macellaio o un ristorante significa conoscere la provenienza delle frattaglie e affidarsi a fornitori che ne garantiscano la conformità.

Lo stagno delle scatolette è pericoloso?

A concentrazioni elevate lo stagno inorganico può causare disturbi gastrointestinali acuti. Per questo il Reg. UE 2023/915 fissa limiti per gli alimenti e le bevande in scatola. Il rischio aumenta quando una latta non verniciata viene aperta e conservata con il contenuto acido all’interno: va sempre travasato.