Pericoli alimentari

Contaminanti ambientali negli alimenti: famiglie e controllo

Contaminanti ambientali negli alimenti: metalli, arsenico, diossine, PCB e PFAS. Da dove arrivano, limiti del Reg. UE 2023/915 e gestione nel piano HACCP.

I contaminanti ambientali sono sostanze presenti in aria, acqua e suolo che entrano negli alimenti senza essere aggiunte: metalli come piombo, cadmio e mercurio, arsenico, diossine, PCB e PFAS. Cottura e lavaggio non li eliminano, quindi nel piano HACCP si controllano a monte, con la scelta di fornitori e materie prime e con analisi di verifica.

Che cosa si intende per contaminante ambientale

Il Reg. CEE 315/93 definisce contaminante qualsiasi sostanza non aggiunta intenzionalmente a un alimento, presente come residuo della produzione, della lavorazione, del trasporto o come risultato della contaminazione ambientale. I contaminanti ambientali sono il sottoinsieme che deriva dall’ambiente: emissioni industriali, combustioni, attività minerarie, rocce e suoli naturalmente ricchi di alcuni elementi, scarichi e discariche.

Vanno tenuti distinti da altre famiglie di pericoli chimici:

FamigliaOrigineEsempiPagina
Contaminanti ambientaliambiente (suolo, acqua, aria)metalli, arsenico, diossine, PCB, PFASquesta pagina e quelle collegate
Contaminanti di processosi formano durante la lavorazioneacrilammide, IPA da affumicatura, 3-MCPDacrilammide, IPA
Micotossinemuffe su colture e derrateaflatossine, ocratossina Amicotossine
Residuiuso intenzionale a montefitofarmaci, farmaci veterinariresidui di fitofarmaci
Migrazione da materialicontatto con imballaggi e attrezzatureftalati, metalli da ceramichemigrazione da MOCA

Gli IPA hanno anche un’origine ambientale (inquinamento atmosferico), ma negli alimenti la fonte principale è di solito il processo: per questo sono trattati con i contaminanti di processo.

Le famiglie principali e gli alimenti esposti

ContaminanteFonti ambientaliAlimenti in cui si concentraEffetto critico (valutazioni EFSA)Approfondimento
Metilmercurioemissioni, ciclo naturale del mercurio nelle acquepesci predatori di grandi dimensionineurotossicità, soprattutto sul fetomercurio nel pesce
Piombovecchie vernici e tubazioni, suoli contaminati, emissioniortaggi a foglia, cereali, selvaggina cacciata con munizioni al piomboneurotossicità nello sviluppo, effetti renali e cardiovascolarimetalli pesanti
Cadmiosuoli, fertilizzanti fosfaticicereali, ortaggi, frattaglie, molluschi, cacaodanno renale cronicometalli pesanti
Arsenico inorganicosuoli e acque di faldariso e derivati, alghe, acquacancerogenoarsenico nel riso
Diossine e PCBcombustioni incontrollate, vecchie apparecchiature elettrichegrassi animali: uova, latte, carne, pesce grassoeffetti sullo sviluppo e sul sistema immunitariodiossine e PCB
PFASscarichi industriali, schiume antincendiopesce, uova, frattaglie, acquaridotta risposta immunitaria ai vacciniquesta pagina

Due meccanismi spiegano perché alcuni alimenti concentrano più degli altri. Il bioaccumulo è l’accumulo in un organismo nel tempo, più rapido dell’eliminazione; la biomagnificazione è l’aumento di concentrazione salendo nella catena alimentare. Per questo un tonno adulto contiene più mercurio di un’acciuga e una gallina che razzola su un terreno contaminato produce uova con più diossine di una allevata con mangime controllato su un suolo pulito.

Il quadro normativo

I tenori massimi sono fissati dal Reg. UE 2023/915, che dal 25 maggio 2023 ha sostituito il Reg. CE 1881/2006: la pagina sul passaggio dal 1881/2006 al 2023/915 spiega struttura, articoli e misure transitorie. L’Allegato I raggruppa metalli e altri elementi nella sezione 3 e gli inquinanti organici persistenti alogenati (diossine, PCB, PFAS) nella sezione 4.

Per i PFAS i primi tenori massimi europei, riferiti a PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS e alla loro somma in uova, pesce, crostacei, molluschi, carni e frattaglie, sono stati introdotti dal Reg. UE 2022/2388 e confluiti nel Reg. UE 2023/915. Per altre matrici la Commissione ha chiesto agli Stati membri un monitoraggio con raccomandazioni non vincolanti.

I principi generali valgono per tutte le sostanze: è vietato immettere sul mercato o usare come ingrediente un alimento che supera il tenore massimo, è vietato miscelare lotti conformi con lotti non conformi per diluire la contaminazione ed è vietata la detossificazione chimica deliberata.

Come si gestiscono nel piano HACCP

I contaminanti ambientali hanno tre caratteristiche che ne determinano la gestione: non si vedono, non si eliminano con i processi di cucina o di stabilimento e i loro effetti sono cronici, legati all’esposizione ripetuta. Ne segue che raramente esiste un CCP in senso classico: la misura di controllo è a monte ed è un prerequisito sulla qualifica dei fornitori.

  1. Nell’analisi dei pericoli si elencano le materie prime per cui il Reg. 2023/915 prevede tenori massimi (pesce, riso, frattaglie, uova, grassi animali, cacao, alimenti per l’infanzia).
  2. Per ognuna si valuta l’origine: area geografica, specie, metodo di produzione, storico delle notifiche RASFF.
  3. Il capitolato con il fornitore richiede la conformità al regolamento vigente e, per le materie prime più esposte, certificati di analisi per lotto o per periodo.
  4. Il piano di campionamento prevede analisi di verifica in laboratorio accreditato, con frequenza proporzionata al rischio.
  5. Il superamento porta al blocco del lotto, alla comunicazione al fornitore e, se il prodotto è già uscito, alla procedura di ritiro o richiamo.

Per gli allevatori e i produttori primari la prevenzione passa anche dall’ambiente: analisi del suolo e dell’acqua nelle aree a rischio, controllo dei mangimi, attenzione a dove razzolano e pascolano gli animali.

Esempio pratico: uova di un piccolo allevamento all’aperto

Esempio: un’azienda agricola vende uova di galline allevate all’aperto, su un terreno vicino a un’area dove in passato si bruciavano rifiuti.

  1. L’analisi dei pericoli individua diossine e PCB come pericolo pertinente, perché le galline ingeriscono terra e insetti mentre razzolano.
  2. L’azienda fa analizzare un campione di uova e uno di terreno in un laboratorio accreditato.
  3. Il risultato delle uova è confrontato con il tenore massimo del Reg. 2023/915 per le uova, espresso su base grassa.
  4. Se il valore è vicino al limite, l’azienda recinta l’area contaminata, sposta il parchetto e ripete l’analisi.
  5. La frequenza delle analisi successive viene definita nel piano in base ai risultati.

Controlli ufficiali

I contaminanti rientrano nei controlli ufficiali programmati a livello nazionale e regionale: le ASL e gli Istituti zooprofilattici campionano alimenti di origine animale e vegetale secondo piani annuali e regole di campionamento specifiche per ogni contaminante. Un esito non conforme su un campione ufficiale porta a provvedimenti sul lotto e a una verifica del piano di autocontrollo dell’operatore, che deve dimostrare come gestiva quel pericolo.

Domande frequenti

La cottura elimina i contaminanti ambientali?

No. Metalli, arsenico, diossine, PCB e PFAS sono stabili al calore. Alcune pratiche riducono l’esposizione in modo limitato, come cuocere il riso in abbondante acqua da scartare o eliminare il grasso visibile da carni e pesci, ma non sostituiscono il controllo a monte su fornitori e materie prime.

Un ristorante deve fare analisi per metalli e diossine?

Di norma no: il ristoratore gestisce questi pericoli con fornitori qualificati che garantiscono la conformità al Reg. UE 2023/915. Le analisi sono tipiche di produttori, importatori e trasformatori che immettono sul mercato le materie prime. Il ristorante deve però conoscere i pericoli pertinenti, per esempio il mercurio nel pesce spada.

Quali sono le materie prime più esposte?

Pesci predatori per il mercurio, riso e derivati per l’arsenico inorganico, frattaglie e molluschi per il cadmio, uova e grassi di animali allevati su terreni contaminati per diossine e PCB, pesce e uova di aree inquinate per i PFAS. L’origine geografica conta quanto la specie.

I PFAS hanno limiti negli alimenti?

Sì, per alcune categorie. Il Reg. UE 2023/915 riprende i tenori massimi introdotti dal Reg. UE 2022/2388 per PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS e la loro somma in uova, pesce, crostacei, molluschi, carni e frattaglie. Per gli altri alimenti sono in corso monitoraggi raccomandati dalla Commissione.