FAQ e glossario

Vendere alimenti dopo il TMC: si può? Regole e limiti

Oltre il TMC un alimento integro si può vendere o donare; oltre la data di scadenza no, con sanzioni da 5.000 a 40.000 euro. Condizioni ed esempio.

Sì, se il prodotto ha superato il termine minimo di conservazione (TMC) ed è ancora integro e idoneo: nessuna norma lo vieta, ma la responsabilità passa a chi vende. No, se ha superato la data di scadenza (“da consumare entro”): l’alimento è considerato a rischio e la cessione è punita dal D.Lgs. 231/2017.

La base giuridica

Il Reg. UE 1169/2011 non vieta di vendere un alimento dopo il TMC. Restano due obblighi generali: l’alimento deve essere sicuro secondo l’articolo 14 del Reg. CE 178/2002, e le informazioni date al consumatore non devono indurlo in errore. Per la data di scadenza, invece, l’articolo 24 del Reg. 1169/2011 dice che dopo quella data l’alimento è considerato a rischio.

Il D.Lgs. 231/2017, articolo 12, punisce la cessione a qualsiasi titolo o l’esposizione per la vendita al consumatore finale di alimenti oltre la data di scadenza con una sanzione da 5.000 a 40.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.

Per la donazione la Legge 166/2016 consente le cessioni a enti caritativi anche oltre il TMC, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e idonee condizioni di conservazione. Il Reg. UE 2021/382 ha inserito nel Reg. 852/2004 regole analoghe sulla ridistribuzione: i prodotti con TMC possono essere ridistribuiti fino a quella data e successivamente, quelli con data di scadenza solo prima che sia superata.

Cosa si può fare, caso per caso

SituazioneVenditaDonazioneUso in cucina
Oltre il TMC, confezione integra e ben conservataAmmessa, con verifica dell’operatoreAmmessaAmmesso, sotto responsabilità dell’operatore
Oltre il TMC, confezione danneggiata o prodotto alteratoNoNoNo
Prima della data di scadenza, prossimo al termineAmmessa, anche scontataAmmessa, con durata residua sufficienteAmmesso
Oltre la data di scadenzaVietataVietataVietato

Le cautele per chi vende oltre il TMC

  1. Controllare l’integrità della confezione: niente rigonfiamenti, ammaccature profonde, perdite o chiusure aperte.
  2. Verificare che il prodotto sia stato conservato come indicato in etichetta.
  3. Esporre i prodotti in uno spazio separato, con un cartello che indichi chiaramente che il TMC è superato.
  4. Fissare nel piano un limite oltre il quale il prodotto si elimina comunque, valutato per categoria.
  5. Ritirare subito qualsiasi prodotto con segni di alterazione.

La logica del TMC e le categorie esenti sono descritte nella pagina sul termine minimo di conservazione.

Esempio pratico

Esempio: un negozio di alimentari trova in magazzino 30 confezioni di pasta secca con TMC superato da due settimane e 6 vaschette di ricotta con data di scadenza superata da un giorno. Controlla la pasta, la trova integra e la mette in un cesto “TMC superato” a prezzo ridotto, oppure la dona a un ente caritativo. La ricotta non può essere venduta, donata o usata in un laboratorio: si identifica come non utilizzabile e si smaltisce.

Se la ricotta restasse sul banco, il negozio rischierebbe la sanzione dell’articolo 12. Cosa fare in quel caso, passo per passo, è nella pagina sulla data di scadenza.

Errori comuni

  • Confondere “preferibilmente entro” con “entro”: la differenza è spiegata nella risposta su TMC e data di scadenza.
  • Coprire o sostituire l’etichetta per nascondere il TMC superato.
  • Congelare in negozio un prodotto prossimo alla scadenza per venderlo dopo.
  • Donare prodotti scaduti pensando che la donazione sia esente dalle regole.
  • Non avere una procedura per i prodotti con difetti che richiedono il ritiro o richiamo.

Domande frequenti

Bisogna scontare i prodotti oltre il TMC?

No, nessuna norma impone lo sconto. È una scelta commerciale diffusa per smaltire più in fretta i prodotti e segnalare chiaramente la loro condizione al cliente. Ciò che conta è che il consumatore non sia indotto in errore e che il prodotto sia integro.

Un ristorante può usare ingredienti oltre il TMC?

Sì, se l’ingrediente è integro e idoneo: la responsabilità del piatto resta del ristoratore. Gli ingredienti con data di scadenza superata invece non si usano. È prudente indicare nel piano come si gestiscono i prodotti oltre il TMC e per quanto tempo si accettano.

Chi controlla le date nei negozi?

Le ASL nei controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare e, per le informazioni in etichetta, anche l’ICQRF e gli altri organi competenti. Il prodotto scaduto sul banco è una delle irregolarità più facili da rilevare in un’ispezione.