Allergeni ed etichettatura

Allergene arachidi: olio di frittura, fonti nascoste e menu

Arachidi nell'Allegato II del Reg. 1169/2011: perché anche l'olio raffinato va dichiarato, fonti nascoste, cross-contatto e controlli in cucina.

Le arachidi sono il quinto allergene dell’Allegato II del Reg. UE 1169/2011 e, a differenza di soia, latte o cereali, non hanno alcuna esenzione: anche l’olio di arachide raffinato va dichiarato. Per bar, ristoranti e laboratori il punto critico è proprio l’olio di frittura, seguito da granelle, salse etniche e dolci con creme spalmabili.

Cosa prevede l’Allegato II per le arachidi

Il punto 5 dell’Allegato II del Regolamento UE 1169/2011 (testo consolidato su EUR-Lex) recita semplicemente “Arachidi e prodotti a base di arachidi”. Non c’è nessuna clausola “tranne”. È una differenza che molti operatori non conoscono, perché per altri allergeni il legislatore ha previsto deroghe precise per i derivati molto raffinati.

Il confronto con le voci vicine rende chiaro l’effetto pratico.

IngredienteAllegato IIVa indicato come allergene?
Olio di arachide raffinatoPunto 5, nessuna esenzioneSì
Olio di arachide spremuto a freddoPunto 5Sì
Olio e grasso di soia raffinatoPunto 6, esenzione espressaNo
Burro di arachidi, farina di arachidePunto 5Sì
Frutta a guscio usata per distillati alcoliciPunto 8, esenzione espressaNo (ma è un altro allergene)

Le arachidi sono leguminose, non frutta a guscio: nell’elenco sono un allergene autonomo. Un piatto con pistacchi e arachidi richiede quindi due indicazioni distinte, e la dicitura generica “frutta secca” non soddisfa nessuna delle due. Il quadro completo delle voci è nella pagina sui 14 allergeni obbligatori.

L’olio di arachide in friggitrice: il caso più frequente

In Italia l’olio di semi di arachide è molto usato per friggere, perché regge bene le temperature. Dal punto di vista dell’informazione al consumatore, però, ogni alimento fritto in quell’olio contiene un “prodotto a base di arachidi”. Patatine, fritto misto, cotolette e frittelle diventano piatti con allergene arachidi anche se nella ricetta nessuno ha pensato a una nocciolina.

Le conseguenze operative sono tre:

  1. Il menu o il registro allergeni deve riportare le arachidi per tutti i fritti preparati in quell’olio, non solo per i piatti che contengono arachidi intere.
  2. Se si cambia fornitore o tipo di olio (per esempio da arachide a girasole o a una miscela), la scheda allergeni va aggiornata lo stesso giorno.
  3. Le miscele vendute come “olio di semi vari” o “olio per frittura” vanno controllate in etichetta: per gli oli raffinati il Reg. 1169/2011 consente il raggruppamento come “oli vegetali” solo se seguito dall’indicazione dell’origine vegetale specifica, quindi l’arachide deve comparire.

Esempio: una friggitoria usa olio di arachide nella vasca principale e olio di girasole in una vasca piccola. Può offrire patatine senza arachidi solo se la vasca piccola non riceve mai prodotti fritti nell’altra vasca, se cestelli e schiumarole sono separati e se il personale lo sa. Il cambio e il controllo dell’olio restano regolati dalla procedura per gli oli di frittura.

Fonti nascoste di arachidi

Oltre all’olio, le arachidi entrano in molti prodotti in forme poco riconoscibili. Le schede tecniche dei fornitori sono la fonte primaria; la tabella elenca dove cercare per prime.

AreaDove si nascondonoCosa controllare
Pasticceria e gelateriaGranelle miste, pralinati, creme spalmabili, coperture per coniComposizione della granella; paste “gusto nocciola” economiche
Cucina etnicaSalsa satay, pad thai, curry indonesiani, salse piccanti cinesiBasi pronte e condimenti importati
Bar e aperitivoNoccioline americane, mix salati, snack ricopertiCiotole condivise sul bancone
Prodotti vegetaliBurger vegetali, barrette proteiche, farine di legumiEtichetta e dichiarazioni precauzionali
Ingredienti tecniciOli, proteine vegetali, aromiIngredienti composti nella scheda del fornitore

“Noccioline americane” e “peanuts” sono nomi correnti delle arachidi: in un registro scritto conviene usare sempre la denominazione dell’Allegato II, cioè “arachidi”, perché è quella che il cliente allergico cerca.

Cross-contatto: perché le arachidi sono difficili da contenere

Le arachidi si spezzano in frammenti e polveri che restano su taglieri, macinini, spatole e contenitori. In una gelateria o pasticceria la granella è spesso il veicolo principale: un unico cucchiaio usato per più guarnizioni basta a portare l’allergene su un prodotto che non lo contiene.

Il Reg. UE 2021/382 ha inserito nell’Allegato II del Reg. CE 852/2004 il Capitolo IX, punto 9: attrezzature e contenitori usati per un allergene non possono servire per alimenti che non lo contengono, se non dopo pulizia e controllo almeno dell’assenza di residui visibili. Per un allergene come l’arachide il residuo visibile è il minimo legale, non la garanzia: attrezzature dedicate e ordine delle lavorazioni restano più affidabili. Le tecniche di prevenzione sono descritte nella scheda sulla cross-contaminazione da allergeni.

Informazione al cliente in sala e al banco

Per gli alimenti non preimballati, l’art. 44 del Reg. 1169/2011 rende comunque obbligatoria l’informazione sugli allergeni. In Italia l’art. 19 del D.Lgs. 231/2017 (Gazzetta Ufficiale) consente di fornirla su menu, registro o cartello, oppure con un avviso che rimandi al personale, purché esista una documentazione scritta facilmente reperibile. L’omessa indicazione degli allergeni negli alimenti non preimballati è punita dall’art. 23, comma 2, con una sanzione da 3.000 a 24.000 euro.

Per l’arachide l’errore tipico in ispezione è un registro che riporta “arachidi” solo per il pad thai e non per le patatine fritte nello stesso olio. Le soluzioni ammesse per menu e banco sono illustrate nella guida sugli allergeni nella vendita sfusa e nella ristorazione.

Tabella di controllo per cucina e laboratorio

FasePericolo specificoMisura di controlloRegistrazione
AcquistoOlio o granella con arachidi non segnalatiScheda tecnica per ogni olio, granella, pasta e salsaElenco materie prime con allergeni
StoccaggioPolvere e frammenti da confezioni aperteContenitori chiusi ed etichettati, ripiano bassoPlanimetria magazzino
FritturaOlio di arachide su fritti “neutri”Decisione scritta sull’olio usato; vasche separate se si offre alternativaScheda allergeni dei fritti
GuarnizioneGranella condivisaCucchiai e contenitori dedicatiProcedura guarnizioni
ServizioInformazione incompletaRegistro aggiornato a ogni cambio ricetta o fornitoreData di revisione del registro

Esempio pratico: un pub con cucina

Esempio: un pub con quattro addetti serve hamburger, alette di pollo, patatine e una ciotola di noccioline al bancone. L’analisi del rischio arachidi porta a quattro decisioni:

  1. L’olio della friggitrice è di arachide: tutti i fritti vanno indicati con l’allergene arachidi nel registro.
  2. Le noccioline sono servite in ciotole riempite a mano dallo stesso addetto che poi impiatta: si introduce un contenitore con dosatore e si vieta il riempimento durante l’impiattamento.
  3. La salsa barbecue acquistata riporta “può contenere arachidi”: l’indicazione volontaria va trasferita nel registro, con le regole descritte nella scheda sull’etichettatura precauzionale (PAL).
  4. Il gestore valuta se passare a olio di girasole: la scelta riduce il numero di piatti con arachidi, ma richiede la pulizia completa della friggitrice e l’aggiornamento immediato del registro.

Domande frequenti

Le arachidi rientrano nella frutta a guscio?

No. Nell’Allegato II del Reg. UE 1169/2011 le arachidi sono il punto 5, la frutta a guscio il punto 8, con un elenco chiuso di otto specie. Sono due allergeni distinti e vanno indicati separatamente. Una persona può essere allergica alle une e non alle altre, oppure a entrambe: per questo la dicitura generica “frutta secca” non è un’informazione corretta né per il cliente né per l’organo di controllo.

L’olio di arachide raffinato va dichiarato come allergene?

Sì. Il punto 5 dell’Allegato II non prevede esenzioni, mentre per la soia il regolamento esclude espressamente l’olio e il grasso raffinati. Chi frigge in olio di arachide deve quindi indicare l’allergene arachidi su tutti i prodotti fritti in quell’olio, sia in etichetta sia nel registro o nel menu allergeni della somministrazione.

Chi è allergico alle arachidi deve evitare anche i lupini?

È una valutazione che spetta al medico del cliente, non all’esercente. La normativa però ne tiene conto: la Direttiva 2006/142/CE, che ha aggiunto i lupini all’elenco europeo, richiama il parere EFSA secondo cui tra gli allergici alle arachidi il rischio di allergia crociata al lupino è relativamente alto. In sala conviene segnalare con cura i piatti con farina di lupino.

Cosa deve fare il personale se un cliente ha una reazione?

Chiamare subito il 112, non lasciare solo il cliente e aiutarlo a usare l’eventuale autoiniettore di adrenalina che porta con sé, seguendo le indicazioni dell’operatore. Il personale non somministra farmaci di propria iniziativa. I segni da riconoscere e la sequenza di primo soccorso sono descritti nella pagina su anafilassi e primo soccorso.