FAQ e glossario

Differenza tra HACCP e autocontrollo: obbligo e metodo

HACCP e autocontrollo non sono sinonimi: l'autocontrollo è l'obbligo dell'OSA, l'HACCP il metodo con cui si realizza. Norme, tabella di confronto, esempio.

No, non sono la stessa cosa, anche se nel linguaggio comune si usano come sinonimi. L’autocontrollo è l’obbligo dell’operatore alimentare di garantire e dimostrare da sé la sicurezza dei propri prodotti; l’HACCP è il metodo, basato su sette principi, con cui la legge chiede di organizzare una parte di quell’obbligo. L’autocontrollo comprende anche i prerequisiti igienici.

Da dove vengono i due termini

La parola “autocontrollo” nasce nella normativa italiana con il D.Lgs. 155/1997, che recepiva la direttiva 93/43/CEE e imponeva al responsabile dell’industria alimentare di individuare le fasi critiche secondo i principi HACCP. Quel decreto è stato abrogato dal D.Lgs. 193/2007, ma il termine è rimasto nell’uso amministrativo: l’art. 6 del D.Lgs. 193/2007 parla ancora di “procedure di autocontrollo” quando ne sanziona la mancata predisposizione o applicazione.

Il diritto europeo vigente usa un lessico diverso. Il Reg. CE 178/2002, art. 17, affida agli operatori la responsabilità di garantire che gli alimenti soddisfino la legislazione e di verificarlo: è il principio che in Italia chiamiamo autocontrollo. Il Reg. CE 852/2004 declina poi questo dovere in due blocchi: i requisiti generali di igiene (art. 4 e Allegati I e II) e le procedure basate sui principi HACCP (art. 5).

Il confronto in una tabella

AspettoAutocontrolloHACCP
Naturaobbligo di responsabilità dell’OSAmetodo di analisi e controllo dei pericoli
Base europeaReg. 178/2002, art. 17; Reg. 852/2004, artt. 4 e 5Reg. 852/2004, art. 5; principi del Codex
Contenutoprerequisiti igienici + procedure HACCP + rintracciabilità, ritiro, formazione7 principi: pericoli, CCP, limiti, monitoraggio, azioni correttive, verifica, documenti
Si applica alla produzione primaria?sì, con i requisiti dell’Allegato Ino, l’art. 5 riguarda le fasi successive
Documento tipicomanuale o piano di autocontrollopiano HACCP, che ne è un capitolo
Sanzione italianaD.Lgs. 193/2007, art. 6stesso articolo, commi sulle procedure HACCP

In sintesi operativa: il “manuale di autocontrollo” che l’ASL chiede di vedere contiene sia il programma dei prerequisiti (PRP) sia il piano HACCP vero e proprio. La differenza tra le due famiglie di misure è spiegata in prerequisiti e CCP.

Esempio pratico: una gastronomia

Esempio: una gastronomia prepara arrosti, lasagne e insalate di riso da vendere al banco. Fanno parte dell’autocontrollo, come prerequisiti, la pulizia e sanificazione, la lotta agli infestanti, la qualifica dei fornitori, l’igiene e la formazione del personale, la gestione degli allergeni e la rintracciabilità dei lotti.

Fanno parte del piano HACCP, invece, i punti emersi dall’analisi dei pericoli: per esempio la cottura delle carni e il raffreddamento rapido delle preparazioni cotte, gestiti come CCP con limiti, monitoraggio e azioni correttive. Se l’ispettore trova la sanificazione non registrata contesta una carenza dei prerequisiti; se trova le lasagne raffreddate a temperatura ambiente per tutta la notte contesta un CCP non gestito. Entrambe sono carenze di autocontrollo.

Errori frequenti

  • Credere che un piano con zero CCP significhi “niente HACCP”: se l’analisi dei pericoli lo motiva, è un esito ammesso dalla Comunicazione della Commissione 2022/C 355/01.
  • Pensare che l’autocontrollo si esaurisca nel manuale: contano le registrazioni e i comportamenti verificabili.
  • Usare “autocontrollo” per indicare i controlli dell’ASL: quelli sono controlli ufficiali, disciplinati dal Reg. UE 2017/625.
  • Trascurare i prerequisiti perché “non sono HACCP”: nelle piccole attività sono proprio loro a controllare la maggior parte dei pericoli.

Domande frequenti

Il piano di autocontrollo e il manuale HACCP sono lo stesso documento?

Nella prassi italiana sì: il documento che descrive prerequisiti, analisi dei pericoli, CCP e registrazioni viene chiamato indifferentemente manuale HACCP o piano di autocontrollo. Conta il contenuto, non il nome. Come impostarlo è spiegato nella guida su come redigere il manuale HACCP.

Il D.Lgs. 155/1997 è ancora in vigore?

No. È stato abrogato dal D.Lgs. 193/2007, che ha dato attuazione in Italia ai regolamenti del pacchetto igiene e ne ha fissato le sanzioni. Il riferimento per l’obbligo HACCP è oggi l’art. 5 del Reg. CE 852/2004. La storia del quadro normativo è nella scheda sul D.Lgs. 155/1997.

L’autocontrollo è obbligatorio anche per chi ha un’attività molto piccola?

Sì, per ogni operatore del settore alimentare, con documenti proporzionati alle dimensioni. Le regole su chi è obbligato e chi resta escluso sono nella FAQ l’HACCP è obbligatorio?.