Allergeni ed etichettatura

Allergeni nel catering: buffet, banchetti ed eventi

Allergeni nel catering e negli eventi: obblighi informativi, buffet, piatti dedicati, trasporto e briefing del personale, con tabella dei rischi ed esempio.

Nel catering e negli eventi l’informazione sugli allergeni è obbligatoria come al ristorante: il Reg. UE 1169/2011 include i servizi di catering tra le collettività e il D.Lgs. 231/2017 chiede che l’informazione sia data per iscritto prima del servizio. La difficoltà è operativa: buffet, trasporto, personale occasionale e cucine non proprie moltiplicano i punti di errore.

Cosa dice la norma per il catering

Il Reg. UE 1169/2011 si applica anche agli alimenti forniti dalle collettività e comprende nella definizione i servizi di ristorazione e catering. Per gli alimenti non preimballati l’art. 44 rende sempre obbligatoria l’indicazione delle sostanze dell’Allegato II, cioè i 14 allergeni obbligatori.

In Italia le modalità sono nell’art. 19 del D.Lgs. 231/2017: l’informazione va resa prima che l’alimento sia servito, su menu, registro, cartello o sistema equivalente, anche digitale purché disponibile anche per iscritto. In alternativa si può indicare che le informazioni sono disponibili rivolgendosi al personale, a condizione che esista documentazione scritta facilmente accessibile. L’art. 23 sanziona l’omessa indicazione degli allergeni nella ristorazione collettiva con una somma da 3.000 a 24.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.

Sul piano igienico, il Capitolo IX, punto 9, dell’Allegato II del Reg. CE 852/2004, introdotto dal Reg. UE 2021/382, vale anche nelle cucine mobili: attrezzature e contenitori usati per allergeni non si usano per alimenti senza allergeni se non dopo pulizia e controllo almeno dell’assenza di residui visibili. Le soluzioni ammesse per menu e cartelli sono descritte nella guida agli allergeni nella vendita sfusa e nella ristorazione.

Dove nasce il rischio negli eventi

SituazioneRischio tipicoMisura di controllo
Buffet self-servicePosate spostate tra vassoi, briciole, ospite che non chiedeUna pinza per vassoio, cartellino allergeni per ogni pietanza, distanza tra preparazioni
Finger food e piccola pasticceriaDecorazioni o granelle aggiunte all’ultimoDecorazioni incluse nella scheda ricetta, impiattamento a fine sequenza
TrasportoCoperchi scambiati, gocciolamentiContenitori chiusi ed etichettati, piatti dedicati in contenitore separato
Cucina di appoggio non propriaAttrezzi e superfici di storia sconosciutaKit di utensili dedicati, pulizia e verifica visiva prima dell’uso
Personale occasionaleRisposte a memoria, scambio dei piatti al tavoloBriefing scritto, un referente allergeni per turno
Menu cambiato all’ultimoCartellini e scheda non aggiornatiNessuna sostituzione senza aggiornare la scheda allergeni

Il buffet è la situazione più delicata perché l’ospite si serve da solo e nessuno filtra la scelta. Per l’ospite gravemente allergico la soluzione più sicura resta il piatto dedicato servito dal personale, non il buffet.

Prima dell’evento: raccogliere le esigenze

Con un menu concordato (matrimonio, convegno, cena aziendale) le esigenze si raccolgono in fase di contratto, tramite il committente. Il modulo di raccolta dovrebbe indicare il nome dell’ospite, l’allergene da escludere, se anche le tracce sono un problema e il tavolo assegnato.

La richiesta va confermata per iscritto con quello che la cucina può garantire e con i limiti: se un dolce viene prodotto in un laboratorio che lavora frutta a guscio, va detto. Il dialogo con il singolo ospite è trattato nella scheda sul cliente allergico e le diete speciali.

Procedura operativa per un evento

  1. Compilare la scheda allergeni dell’evento: per ogni portata, allergeni presenti, ricavati dalle ricette e dalle schede tecniche dei prodotti composti.
  2. Pianificare la produzione dei piatti dedicati per prima, con utensili puliti o dedicati, e confezionarli subito in contenitori chiusi con nome dell’ospite, tavolo e allergene escluso.
  3. Trasportare i piatti dedicati separati dagli altri, secondo la procedura di trasporto dei pasti per temperature e legame caldo o freddo.
  4. Al montaggio del buffet, posizionare i cartellini allergeni per ogni pietanza e una pinza o un cucchiaio per vassoio.
  5. Prima del servizio, fare il briefing allergeni a tutto il personale, compresi gli extra.
  6. Servire i piatti dedicati per primi, verificando al tavolo il nome dell’ospite.
  7. Durante il servizio, rifornire il buffet con vassoi nuovi invece di rabboccare quelli in uso.
  8. Archiviare scheda allergeni, richieste ricevute, briefing firmato e lotti dei prodotti usati.

Il briefing del personale

Il briefing dura pochi minuti ma copre il punto più fragile del catering: chi serve spesso non ha visto preparare i piatti. Contenuti minimi:

  • quali portate contengono quali allergeni, con la scheda stampata disponibile in sala;
  • quali ospiti hanno un piatto dedicato, dove si trovano e come sono identificati i contenitori;
  • chi è il referente allergeni a cui rivolgere ogni domanda, senza rispondere a memoria;
  • cosa fare se un ospite riferisce sintomi: avvisare subito il referente e chiamare il 112, come descritto nella scheda su anafilassi e primo soccorso.

La formazione di base del personale resta un obbligo del datore di lavoro, regolato a livello regionale per gli alimentaristi; il briefing è un richiamo specifico per quell’evento, non la sostituisce.

Esempio: matrimonio con 120 ospiti

Esempio: un catering riceve dal committente tre richieste: un ospite celiaco, uno allergico alla frutta a guscio con anafilassi pregressa, uno allergico al latte. Il menu prevede aperitivo a buffet, primo, secondo e torta nuziale prodotta da una pasticceria esterna.

Il catering chiede alla pasticceria la scheda allergeni della torta e scopre che la stessa linea lavora nocciole: per l’ospite allergico alla frutta a guscio propone un dessert dedicato prodotto in proprio. Per il celiaco usa ingredienti con dicitura “senza glutine” e prepara il piatto all’inizio della produzione con utensili dedicati. All’aperitivo i tre ospiti ricevono un vassoio personale servito dal referente allergeni, invece di accedere al buffet. Il briefing firmato e la scheda allergeni dell’evento restano in archivio con i lotti usati.

Rilievi tipici

  • Cartellini del buffet con il nome della pietanza ma senza allergeni.
  • Scheda allergeni preparata per il menu del preventivo e non aggiornata dopo le modifiche concordate.
  • Piatti dedicati identificati solo con un post-it sul coperchio, perso durante il trasporto.
  • Personale extra non presente al briefing perché arrivato a servizio iniziato.
  • Pasticceria o gelateria esterna senza scheda allergeni acquisita.

La checklist operativa da portare sul posto è nel modello di checklist HACCP per evento di catering; i CCP del processo (cottura, raffreddamento, rigenerazione) sono nel piano HACCP per il catering.

Domande frequenti

Al buffet basta un cartello unico con tutti gli allergeni?

Il D.Lgs. 231/2017 ammette menu, registro, cartello o sistema equivalente, ma l’informazione deve essere riferita a ciascun alimento. Al buffet l’ospite sceglie da solo, quindi un cartellino per ogni pietanza è la soluzione più chiara. Un cartello unico è accettabile solo se permette di collegare senza ambiguità ogni piatto ai suoi allergeni.

Il catering risponde anche dei prodotti forniti da terzi?

Sì per l’informazione al cliente: se serve una torta o un gelato di un altro produttore, deve conoscerne gli allergeni e comunicarli. Conviene acquisire per iscritto la scheda allergeni del fornitore, comprese le possibili tracce, e inserirla nella scheda dell’evento. Se l’informazione manca, non si può garantire il piatto a un ospite allergico.

Si può rifiutare una richiesta di piatto senza allergene?

Sì. Se la struttura non è in grado di garantire l’assenza dell’allergene o di controllare il cross-contact, è più corretto dirlo al committente e all’ospite che promettere ciò che non si può mantenere. Si possono proporre alternative, come un pasto confezionato da un produttore specializzato, purché l’informazione resti chiara e documentata.

Il personale occasionale deve avere la formazione HACCP?

Chi manipola o serve alimenti deve essere formato in materia di igiene alimentare secondo il Reg. CE 852/2004 e le regole della propria Regione. Per gli allergeni, oltre alla formazione di base, serve il briefing specifico prima di ogni evento, con la scheda allergeni disponibile e un referente a cui rivolgersi.