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HACCP per torrefazione del caffè: OTA e acrilammide

HACCP nella torrefazione del caffè: ocratossina A sul crudo, acrilammide in tostatura, corpi estranei e riferimenti Reg. 2023/915 e Reg. 2017/2158.

Rischi prevalentemente chimici

La torrefazione del caffè è un processo a rischio prevalentemente chimico: la bassa attività dell’acqua del prodotto finito limita i pericoli microbiologici, mentre emergono micotossine (sul caffè verde) e contaminanti di processo (in tostatura). L’attività rientra nel campo di applicazione del Reg. 852/2004 con procedure basate sui principi HACCP.

Ocratossina A (OTA)

Il caffè verde può contenere ocratossina A, una micotossina prodotta da muffe (Aspergillus, Penicillium) durante coltivazione, essiccazione e stoccaggio in condizioni umide. Caratteristiche di gestione:

  • selezione dei fornitori e verifica dei certificati sulle partite di crudo;
  • condizioni di stoccaggio asciutte e ventilate per impedire la formazione;
  • la tostatura riduce parzialmente l’OTA, ma non sostituisce il controllo a monte.

I tenori massimi di OTA nel caffè torrefatto e solubile sono fissati dal Reg. (UE) 2023/915 (che ha sostituito il Reg. 1881/2006).

L’ocratossina A si forma sul crudo: la difesa principale è la qualità del caffè verde e uno stoccaggio asciutto, non la tostatura.

Acrilammide

L’acrilammide si forma durante la tostatura dalla reazione di Maillard tra asparagina e zuccheri ad alte temperature. È un contaminante di processo per cui il Reg. (UE) 2017/2158 impone misure di mitigazione e livelli di riferimento (benchmark):

ProdottoLivello di riferimento acrilammide
Caffè torrefatto400 µg/kg
Caffè solubile (istantaneo)850 µg/kg
Succedanei del caffèfino a 4.000 µg/kg

Le misure comprendono il controllo del profilo di tostatura (tempo/temperatura) e la scelta delle miscele.

CCP e punti di controllo

FasePericoloControllo
Ricevimento crudoOTAcertificati, selezione fornitori
Stoccaggioformazione OTAambiente asciutto, umidità
Tostaturaacrilammideprofilo tempo/temperatura
Cernita/confezionamentocorpi estraneimetal detector, magneti, setacci

Corpi estranei

Il caffè verde può contenere corpi estranei (sassolini, frammenti metallici, materiale vegetale). Il controllo prevede cernita ottica, magneti, setacci e metal detector in linea, con registrazione degli scarti.

Igiene e allergeni

Sebbene il caffè puro non sia allergenico, gli aromatizzati o le linee condivise possono introdurre allergeni (frutta a guscio, latte). Vanno gestiti secondo il Reg. 1169/2011 e i 14 allergeni, con adeguata pulizia e sanificazione tra le lavorazioni.

Documentazione

  • Certificati OTA delle partite di crudo.
  • Registri delle condizioni di stoccaggio.
  • Profili di tostatura e verifiche acrilammide.
  • Registri dei controlli metal detector e della tracciabilità di lotto.

In sintesi

L’HACCP nella torrefazione del caffè è centrato su due pericoli chimici: ocratossina A sul caffè verde (tenori del Reg. 2023/915) e acrilammide in tostatura (livelli di riferimento del Reg. 2017/2158), oltre al controllo dei corpi estranei. Approfondisci con i pericoli chimici, il cioccolato e il glossario HACCP.