FAQ e glossario

Serve l'HACCP per un home restaurant? SCIA, notifica, piano

Home restaurant e social eating: perché per il Ministero è somministrazione, quali titoli servono (SCIA, notifica, HACCP), cosa chiede la cucina di casa.

Sì: chi cucina a casa propria per ospiti paganti, anche solo in alcuni giorni e per pochi coperti, svolge un’attività di somministrazione e diventa operatore del settore alimentare. Deve quindi registrarsi presso l’autorità sanitaria e applicare procedure HACCP proporzionate. Resta fuori solo l’ospitalità davvero privata, come la cena tra amici senza corrispettivo.

La base di legge

In Italia non esiste una legge nazionale dedicata all’home restaurant. Il testo approvato dalla Camera il 17 gennaio 2017 (A.C. 3258, poi S. 2647) non ha completato l’iter al Senato. Il riferimento resta quindi la risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico n. 50481 del 10 aprile 2015: l’attività “non può che essere classificata come un’attività di somministrazione di alimenti e bevande”, anche se esercitata solo in alcuni giorni e per un numero limitato di persone.

Ne derivano due ordini di obblighi. Sul piano commerciale servono i requisiti di onorabilità e professionali dell’art. 71 del D.Lgs. 59/2010 e la SCIA al Comune. Sul piano igienico si applica il Reg. CE 852/2004: notifica per la registrazione (art. 6), procedure basate sull’HACCP (art. 5), formazione di chi manipola alimenti (Allegato II, Capitolo XII).

Cosa chiede la cucina di casa

L’Allegato II, Capitolo III, del Reg. 852/2004 contiene requisiti specifici per i locali usati principalmente come abitazione privata ma nei quali gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati. Non servono le strutture di un ristorante, ma condizioni minime verificabili: superfici lisce e lavabili, un punto per lavarsi le mani, acqua potabile calda e/o fredda, frigorifero con termometro, separazione tra alimenti crudi e cotti e tra alimenti degli ospiti e della famiglia. Requisiti edilizi e urbanistici dei locali sono valutati da Comune e ASL secondo le regole locali.

SituazioneSomministrazione?HACCP
Cena tra amici, senza corrispettivonono
Cene a pagamento in casa, anche solo nel fine settimanasìsì, piano proporzionato
Cene prenotate su piattaforme di social eatingsìsì
Cuoco a domicilio che cucina nella casa del clienteattività professionale del cuocoil cuoco applica le buone prassi; inquadramento da verificare con il Comune

Esempio

Esempio: Laura offre due cene al mese per otto persone nel suo appartamento, con menu fisso e prenotazione online. Prima di iniziare verifica i requisiti professionali per la somministrazione (per esempio il corso per la somministrazione di alimenti e bevande), presenta la SCIA e la notifica sanitaria tramite SUAP e frequenta il corso HACCP previsto dalla sua Regione. Il piano descrive la cucina, il menu, i fornitori e pochi controlli chiave: cottura completa di carni e uova, raffreddamento rapido delle preparazioni anticipate, frigorifero tra 0 e 4 °C (valore di esempio da validare), matrice degli allergeni dei piatti. La forma più adatta è quella del manuale HACCP per la piccola impresa.

Errori frequenti

  • Presentare le cene come “tra amici” quando sono vendute a sconosciuti.
  • Avviare l’attività senza SCIA e senza notifica sanitaria: le sanzioni dell’art. 6 del D.Lgs. 193/2007 colpiscono anche la mancata registrazione.
  • Usare il frigorifero di famiglia senza separazione né controllo della temperatura.
  • Non dare informazioni sugli allergeni dei piatti serviti.
  • Confondere la recensione positiva della piattaforma con un controllo igienico.

Domande frequenti

Esiste un limite di coperti o di cene sotto il quale non serve nulla?

Non nella normativa nazionale. La risoluzione ministeriale del 2015 ha escluso che i pochi giorni di apertura o il numero limitato di ospiti cambino la qualificazione dell’attività. Alcuni Comuni o Regioni possono dare indicazioni operative proprie: conviene chiedere al SUAP prima di iniziare. Come funziona la registrazione è spiegato nella FAQ sulla notifica sanitaria.

Cucinare per ospiti paganti è diverso da una cena privata?

Sì. Il Reg. 852/2004 esclude solo la preparazione domestica per il consumo domestico privato. Quando gli ospiti pagano e non appartengono alla propria cerchia, la cena diventa un servizio. Il confine è spiegato nella FAQ sulla cena tra privati.

Chi controlla un home restaurant?

L’ASL per gli aspetti igienico-sanitari, con le stesse regole dei controlli ufficiali previsti per ogni operatore, e il Comune o la polizia locale per gli aspetti commerciali. I controlli sanitari riguardano locali, procedure, registrazioni e formazione, in proporzione all’attività svolta.