FAQ e glossario

Serve l'HACCP a un food blogger? Quando diventi OSA

Food blogger e creator: per foto e video di ricette l'HACCP non serve; diventa obbligatorio se vendi, regali al pubblico o servi cibo. Casi ed errori.

No, finché produci solo contenuti: cucinare per scattare foto, girare video o scrivere ricette non è un’attività del settore alimentare, e il cibo consumato da te o dalla tua famiglia resta uso domestico privato. L’HACCP diventa obbligatorio quando gli alimenti che prepari arrivano a terzi in modo organizzato: vendita, degustazioni, corsi di cucina con assaggio, catering, anche se la cessione è gratuita.

La base di legge

L’obbligo HACCP dell’art. 5 del Reg. CE 852/2004 riguarda gli operatori del settore alimentare, cioè i responsabili di un’impresa alimentare. Il Reg. CE 178/2002, art. 3, definisce impresa alimentare ogni soggetto, con o senza fini di lucro, che svolge attività di produzione, trasformazione o distribuzione di alimenti. Lo stesso articolo definisce l’immissione sul mercato come la detenzione di alimenti a scopo di vendita, compresa ogni forma di cessione, “gratuita o a pagamento”.

Il contenuto editoriale non è un alimento e il compenso per una sponsorizzazione non trasforma la cucina di casa in un’impresa alimentare. Il punto da controllare è un altro: dove va a finire il cibo preparato.

Casi a confronto

Attività del creatorOperatore alimentare?HACCP
Foto, video, ricette; il cibo lo mangia la famiglianono
Collaborazioni retribuite con marchi, senza cedere cibonono
Prodotti ricevuti in omaggio e recensitinono
Vendita di torte, biscotti o conserve fatte in casasìsì, più notifica e locali idonei
Corso di cucina in cui i partecipanti mangiano ciò che si preparasìsì
Degustazioni a un evento pubblico organizzato dal creatorsì, salvo eventi davvero occasionali valutati dalla Regionein genere sì
Box gastronomiche spedite ai followersìsì, anche per la vendita a distanza
Show cooking per un’azienda, nella cucina dell’aziendadipende da chi gestisce somministrazione e localidell’operatore che serve il cibo

Chi vende online deve rispettare anche le regole sulle informazioni al consumatore nella vendita a distanza: il tema è trattato nella FAQ sulla vendita di alimenti online. Chi invita ospiti paganti a casa ricade nel caso dell’home restaurant.

Esempio

Esempio: una creator pubblica ogni settimana ricette di pasticceria. Finché le torte vengono mangiate in famiglia, non ha obblighi HACCP. Quando apre gli ordini su Instagram per torte di compleanno, diventa operatrice del settore alimentare: deve notificare l’attività all’ASL tramite SUAP, preparare in locali idonei (una cucina domestica è ammessa solo se rispetta l’Allegato II, Capitolo III, del Reg. 852/2004 e le regole locali), applicare un piano HACCP con controlli su creme e uova, etichettare o comunicare gli allergeni e seguire il corso di formazione previsto dalla sua Regione. Lo stesso vale se le torte vengono regalate ai follower in un evento aperto al pubblico.

Errori frequenti

  • Pensare che regalare il cibo eviti ogni obbligo: la definizione di immissione sul mercato comprende la cessione gratuita.
  • Vendere dolci con creme a base di uova crude senza alcun controllo su cottura e conservazione.
  • Spedire prodotti deperibili senza garantire la catena del freddo durante il trasporto.
  • Mostrare nei video pratiche scorrette, come scongelare la carne sul piano di lavoro: non è una violazione, ma insegna errori a migliaia di persone.

Domande frequenti

Devo avere l’attestato HACCP per girare video di cucina?

No, nessuna norma lo richiede a chi produce soltanto contenuti. La formazione dell’Allegato II, Capitolo XII, del Reg. 852/2004 riguarda gli addetti di un’impresa alimentare. Un corso può comunque essere utile per dare indicazioni corrette al pubblico, ma è una scelta, non un obbligo.

Se organizzo una cena con i follower, serve l’HACCP?

Dipende da come è organizzata. Se la cena si svolge in un ristorante, l’operatore è il ristorante. Se cucini tu per persone esterne alla tua cerchia, con biglietto o in modo ricorrente, stai somministrando alimenti e diventi operatore alimentare. Il confine tra privato e pubblico è spiegato nella FAQ sulla cena tra privati.

Chi decide se sono un operatore alimentare?

La qualifica dipende dai fatti, non da un’autodichiarazione: l’ASL valuta l’attività svolta durante i controlli. In caso di dubbio conviene descrivere il progetto al servizio di igiene degli alimenti prima di partire. I criteri generali sono nella pagina sull’operatore del settore alimentare.