I 7 principi del Codex

Verifica e validazione HACCP: definizioni e differenze

Verifica e validazione HACCP secondo Codex 2020 e ISO 22000: definizioni, quando si fanno, esempi e una tabella per classificare ogni attività.

Validazione e verifica non sono sinonimi. La validazione raccoglie evidenze, prima di applicare il piano, che una misura di controllo è capace di controllare un pericolo. La verifica controlla, dopo e periodicamente, che quella misura stia funzionando come previsto. Il Codex 2020 le riunisce nel principio 6, ma restano attività diverse per tempi, metodi e prove.

Le definizioni del Codex 2020

La revisione 2020 dei General Principles of Food Hygiene (CXC 1-1969), pubblicata dal Codex Alimentarius FAO/OMS, contiene un glossario che distingue con precisione tre concetti. In traduzione fedele:

  • Validazione delle misure di controllo: ottenere evidenze che una misura di controllo, o una combinazione di misure, se correttamente applicata, è capace di controllare il pericolo con un risultato specificato.
  • Verifica: applicazione di metodi, procedure, prove e altre valutazioni, in aggiunta al monitoraggio, per determinare se una misura di controllo sta funzionando, o ha funzionato, come previsto.
  • Monitoraggio: l’esecuzione di una sequenza pianificata di osservazioni o misurazioni dei parametri di controllo per valutare se una misura di controllo è sotto controllo.

Tre dettagli delle definizioni contano più di quanto sembri. La validazione parla di “capacità” e di “risultato specificato”: serve un obiettivo misurabile, per esempio una riduzione logaritmica di un patogeno. La verifica è “in aggiunta al monitoraggio”: rileggere la stessa misura non basta. E la verifica guarda anche al passato (“ha funzionato”), cioè ai lotti già prodotti.

Per le metodologie di validazione il Codex rinvia a una linea guida dedicata, le Guidelines for the Validation of Food Safety Control Measures (CXG 69-2008).

Come le definisce la ISO 22000:2018

La norma ISO 22000:2018, riferimento per i sistemi di gestione certificabili, usa definizioni coerenti con il Codex ma con una sfumatura diversa:

  • la validazione, nel contesto della sicurezza alimentare, è l’ottenimento di evidenze che una misura di controllo (o una combinazione) sarà capace di controllare efficacemente il pericolo significativo;
  • la verifica è la conferma, attraverso evidenze oggettive, che i requisiti specificati sono stati soddisfatti.

La definizione ISO di verifica è più ampia: si applica a qualunque requisito del sistema (prerequisiti, piano di controllo dei pericoli, aggiornamento delle informazioni), non solo ai CCP. Chi lavora con uno standard certificato troverà validazione e verifica in clausole distinte del capitolo 8; un quadro dei requisiti è nella pagina sui requisiti della ISO 22000. Per un OSA non certificato, il riferimento resta il Codex richiamato dal Reg. CE 852/2004.

Le differenze in una tabella

AspettoValidazioneVerificaMonitoraggio
DomandaLa misura può controllare il pericolo?Il sistema sta funzionando come previsto?Il CCP è sotto controllo adesso?
MomentoPrima dell’applicazione e dopo ogni cambiamento rilevantePeriodica, programmataDurante la produzione
OrientamentoAl futuro (capacità)Al presente e al passato (prestazione)Al presente (tempo reale)
Fonti tipicheLetteratura scientifica, norme, dati di processo, prove sperimentaliRiesame registri, tarature, analisi, auditMisure di temperatura, tempo, pH, osservazioni
Chi la esegueSquadra HACCP, esperti, laboratoriPersona diversa da chi monitora, se possibileOperatore addetto
Esito negativo porta aCambiare la misura o il limite criticoCorreggere l’applicazione o rivalidareAzione correttiva immediata

Un esempio completo: la cottura degli hamburger

Esempio: un fast food cuoce hamburger di carne bovina macinata e ha individuato la cottura come CCP per i patogeni vegetativi, in particolare E. coli produttori di Shiga-tossina.

  1. Validazione. Prima di adottare il limite critico, la squadra HACCP documenta perché la combinazione tempo/temperatura al cuore scelta ottiene la riduzione del patogeno richiesta. Usa fonti scientifiche riconosciute e prove interne: misura la temperatura al cuore su hamburger dello spessore massimo, con la piastra a pieno carico e prodotto in ingresso alla temperatura più bassa prevista. Se il limite non regge nel caso peggiore, va cambiato prima di partire.
  2. Monitoraggio. L’operatore misura con la sonda la temperatura al cuore secondo la frequenza stabilita e la registra.
  3. Verifica. Ogni settimana il responsabile rilegge le schede, controlla che ogni deviazione abbia un’azione correttiva; ogni mese confronta la sonda con un termometro di riferimento; periodicamente osserva un turno di cottura.
  4. Ritorno alla validazione. Se il fast food cambia piastra, spessore della carne o fornitore di prodotto congelato, il limite va rivalidato: la verifica non può confermare una misura che non è più quella validata.

Come si costruisce la documentazione di validazione di un limite critico è spiegato nella guida alla validazione dei limiti critici HACCP.

Quale attività è? Una tabella per classificare

L’errore più comune è chiamare “validazione” qualunque controllo di laboratorio, o “verifica” qualunque misura. Questa tabella aiuta a classificare attività frequenti nelle imprese alimentari.

AttivitàClassificazionePerché
Challenge test che dimostra la stabilità di un prodotto pronto per tutta la shelf lifeValidazioneDimostra la capacità della formulazione di controllare il pericolo
Lettura giornaliera della temperatura del frigoriferoMonitoraggioMisura pianificata di un parametro
Confronto della sonda in acqua e ghiaccio fondenteVerificaConferma l’affidabilità del monitoraggio
Ricerca di Listeria monocytogenes su un lotto in commercioVerificaControlla a posteriori il risultato del sistema
Prova di abbattimento su una nuova attrezzatura prima dell’usoValidazioneDimostra che il nuovo processo raggiunge il risultato
Riesame mensile delle schede di non conformitàVerificaValuta come il sistema ha funzionato
Tamponi dopo una nuova procedura di pulizia anti-allergeni, prima di adottarlaValidazioneDimostra la capacità della procedura di rimuovere l’allergene
Gli stessi tamponi ripetuti ogni trimestreVerificaConfermano che la procedura validata continua a funzionare

L’ultimo caso mostra che la stessa analisi può essere validazione o verifica: cambia lo scopo, non il metodo. Il tema della pulizia anti cross-contatto è sviluppato nella pagina sulla validazione della pulizia per gli allergeni.

Perché servono entrambe

Un piano validato ma mai verificato è teoria non controllata: nessuno sa se viene applicato. Un piano verificato con disciplina ma mai validato può applicare alla perfezione limiti sbagliati: le schede sono in ordine, ma il pericolo non è controllato.

Il Reg. CE 852/2004 non usa la parola “validazione” nell’articolo 5, ma richiede di stabilire limiti critici che separino l’accettabile dall’inaccettabile e di verificare che le misure funzionino. Senza evidenze sulla scelta dei limiti, quella separazione non è dimostrabile. Le attività di verifica, con frequenze e responsabili, sono descritte nella pagina sul principio 6 HACCP; il tema del monitoraggio continuo e discontinuo completa il quadro.

Domande frequenti

La validazione si fa una volta sola?

No. Si fa prima di applicare il piano e si ripete quando cambia qualcosa che può influire sull’efficacia: ricetta, materie prime, attrezzature, parametri di processo, nuove conoscenze su un pericolo. Anche un esito di verifica negativo e ripetuto può indicare che la misura validata non è più adeguata e va rivalidata.

Una piccola impresa deve fare prove di laboratorio per validare?

Non necessariamente. Per molti processi comuni la validazione può basarsi su fonti già esistenti: normativa, linee guida riconosciute, manuali di corretta prassi igienica, letteratura scientifica. Le prove sperimentali servono quando il processo è particolare o le fonti non coprono le condizioni reali. Conta documentare su quale base il limite è stato scelto.

La verifica può essere fatta dalla stessa persona che monitora?

Il Codex raccomanda che la verifica sia svolta da una persona diversa da chi monitora e applica le azioni correttive. Quando l’impresa è troppo piccola, la verifica può essere affidata a soggetti esterni qualificati o organizzata con riesami a distanza di tempo. L’importante è che esista un controllo critico documentato.

Il controllo dell’ASL vale come verifica?

No. Il controllo ufficiale verifica la conformità dell’operatore alla legge, ma non sostituisce la verifica interna richiesta dall’articolo 5 del Reg. CE 852/2004. Anzi, uno degli aspetti che l’ispettore valuta è proprio se l’operatore verifica autonomamente il proprio sistema e ne conserva le prove.