Pericoli alimentari

Yersinia enterocolitica: carne suina e crescita a freddo

Yersinia enterocolitica: serbatoio suino, macellazione, crescita in frigorifero, sintomi simili all'appendicite, criteri di legge e misure HACCP con esempio.

Yersinia enterocolitica è un batterio zoonotico il cui serbatoio principale è il maiale: vive nelle tonsille e nell’intestino di suini sani e contamina la carne durante la macellazione. Causa la yersiniosi, una gastroenterite con febbre e dolore addominale che nei ragazzi può simulare un’appendicite. Cresce anche a temperatura di frigorifero, quindi il freddo da solo non basta: il controllo si basa su cottura completa e prevenzione delle contaminazioni crociate.

Che cos’è e dove si trova

Il genere Yersinia comprende numerose specie; quelle di interesse alimentare sono Y. enterocolitica e, più raramente, Y. pseudotuberculosis. Non tutti i ceppi di Y. enterocolitica sono patogeni: solo alcuni biotipi e sierotipi causano malattia, e quelli più diffusi in Europa sono associati ai suini.

Il maiale porta il batterio senza ammalarsi, soprattutto nelle tonsille, nella cavità orale e nel contenuto intestinale. Altre fonti sono latte non pastorizzato, acqua non trattata e verdure contaminate da acqua o terreno. In cucina la contaminazione si sposta dalla carne cruda ad altri alimenti tramite mani, taglieri e coltelli, come descritto nella scheda sulla contaminazione crociata.

Secondo il rapporto One Health sulle zoonosi di EFSA ed ECDC, la yersiniosi è stabilmente tra le zoonosi più notificate nell’Unione europea, insieme a campylobacteriosi, salmonellosi e infezioni da E. coli STEC. In Italia i casi notificati sono pochi, ma la malattia è probabilmente sottodiagnosticata perché la ricerca di Yersinia non fa parte di tutte le coprocolture di routine.

Caratteristiche rilevanti per l’HACCP

CaratteristicaComportamentoConseguenza nel piano
TemperaturaPsicrotrofo: cresce anche alle temperature di refrigerazione, lentamenteLa refrigerazione limita ma non blocca la crescita; la durata della carne cruda va contenuta
CaloreSensibile: cottura e pastorizzazione lo inattivanoLa cottura completa della carne suina è la misura principale
AtmosferaCresce sia con sia senza ossigenoSottovuoto e atmosfera modificata non lo fermano
AmbienteSopravvive in acqua e su superfici umidePulizia e asciugatura di attrezzature e celle
SporeNon forma sporeNon sopravvive a una cottura adeguata

Il fatto di crescere in frigorifero lo avvicina a Listeria monocytogenes: per entrambi conta la durata dei prodotti refrigerati. Il confronto con la Listeria è nella scheda su Listeria monocytogenes.

Alimenti a rischio

  • Carne suina cruda o poco cotta, compresi macinati, salsicce fresche e preparazioni da consumare crude o al sangue.
  • Frattaglie e lingue di maiale, per la vicinanza alle tonsille.
  • Prodotti a base di carne suina cruda non sufficientemente acidificati o stagionati.
  • Latte crudo e prodotti a base di latte non pastorizzato.
  • Verdure crude e germogli contaminati da acqua di irrigazione o di lavaggio.
  • Qualsiasi alimento pronto contaminato da superfici o mani dopo il contatto con carne suina cruda.

La malattia

La yersiniosi colpisce soprattutto bambini piccoli, che presentano diarrea, febbre e dolori addominali. Nei bambini più grandi e nei giovani adulti la localizzazione del dolore nella parte destra dell’addome può far sospettare un’appendicite, con interventi chirurgici a volte non necessari. L’incubazione è di solito di alcuni giorni. Possibili complicazioni sono l’artrite reattiva e l’eritema nodoso, settimane dopo l’infezione; nelle persone con sovraccarico di ferro o immunodepresse può comparire una sepsi.

Quadro normativo

Il Reg. CE 2073/2005 non prevede un criterio microbiologico per Yersinia negli alimenti. Il controllo è affidato a:

  1. igiene della macellazione, regolata dal Reg. CE 853/2004 e verificata nei controlli ufficiali previsti dal Reg. UE 2019/627, che privilegia l’ispezione visiva dei suini per ridurre le contaminazioni dovute a incisioni e palpazioni;
  2. requisiti generali di igiene del Reg. CE 852/2004 per laboratori, macellerie e ristoranti;
  3. analisi dei pericoli di ogni operatore, che deve considerare Yersinia quando lavora carne suina o latte crudo.

Misure di controllo: PRP e CCP

FaseMisuraClassificazione tipica
MacellazioneRimozione accurata di testa e tonsille, legatura del retto, eviscerazione senza rottureCCP o PRP nel macello
Sezionamento e laboratorioSeparazione di carne suina cruda e prodotti pronti, attrezzature dedicate o sanificatePRP
ConservazioneCarne refrigerata a temperatura controllata e durata limitataPRP
CotturaTemperatura al cuore validata, ad esempio 75 °CCCP
Prodotti crudi stagionatiFermentazione, abbassamento di pH e aw validatiCCP
Ricevimento latteUso di latte pastorizzato nei prodotti per la ristorazionePRP

Le temperature sono esempi da validare. Il piano HACCP completo per la carne è nell’esempio di piano HACCP per le carni, e per le preparazioni crude come salsicce e macinati nell’HACCP per preparazioni di carne.

Verifica del controllo

Poiché non esistono criteri di legge, la verifica si costruisce su indicatori indiretti. In un laboratorio di sezionamento o in una macelleria si controllano l’efficacia della sanificazione con tamponi sulle superfici a contatto con carne suina, la temperatura delle celle e la durata reale dei prodotti crudi rispetto a quella dichiarata. In ristorazione la verifica riguarda la taratura delle sonde e la revisione periodica delle registrazioni di cottura, come previsto dal principio 6 dell’HACCP.

Un segnale da non trascurare è la segnalazione di clienti con febbre e dolore addominale dopo il consumo di carne suina: anche se nessuna analisi di routine cerca Yersinia, il piano deve indicare come conservare i campioni e collaborare con l’ASL in un’eventuale indagine.

Esempio: salsiccia fresca servita in una braceria

Esempio: una braceria serve salsicce fresche di suino preparate da una macelleria fornitrice, conservate in frigorifero fino a 4 giorni e cotte alla griglia. In serata, con molta richiesta, i cuochi accorciano i tempi e le salsicce più spesse escono rosate all’interno.

L’analisi individua due punti deboli: la cottura incompleta del cuore e il tagliere usato per dividere le salsicce crude e poi per tagliare il pane. Il piano corretto prevede:

  1. cottura come CCP, con controllo a sonda di una salsiccia per ogni carico di griglia e limite al cuore validato;
  2. salsicce di diametro più grande cotte in due fasi (precottura in forno e finitura alla griglia), per non dipendere dalla fretta del servizio;
  3. tagliere rosso dedicato alla carne cruda e lavaggio delle mani dopo la manipolazione;
  4. durata in frigorifero ridotta e concordata con il fornitore, con data di consegna sulla vaschetta.

Domande frequenti

La carne di maiale va sempre cotta bene?

Per la carne suina fresca, e in particolare per macinati e salsicce, la cottura completa al cuore è la misura che elimina Yersinia, Salmonella e altri patogeni. Tagli interi di qualità possono essere serviti con cuore meno cotto solo se il piano lo prevede con una valutazione specifica. Macinati e insaccati freschi vanno sempre cotti a fondo.

Il congelamento elimina Yersinia?

No. Il congelamento ferma la crescita ma non elimina in modo affidabile i batteri. Il congelamento è una misura efficace contro alcuni parassiti, come Trichinella in determinate condizioni, non contro Yersinia. Dopo lo scongelamento il batterio riprende a moltiplicarsi, anche in frigorifero.

Perché è considerato un patogeno da frigorifero?

Perché, a differenza di molti altri batteri patogeni, riesce a moltiplicarsi alle temperature di refrigerazione, anche se lentamente. Una carne contaminata conservata a lungo in frigorifero può quindi arrivare a cariche più alte di quelle iniziali. Per questo contano la durata dei prodotti crudi refrigerati e la rotazione delle scorte.

Esistono analisi di autocontrollo per Yersinia?

Si possono eseguire ricerche di laboratorio per Yersinia enterocolitica, ma non c’è un criterio di legge e non sono di routine. Hanno senso in caso di indagine su una tossinfezione, di prodotti crudi a base di suino o di verifica della sanificazione in impianti che lavorano carne suina, secondo il piano di campionamento dell’operatore.