Pericoli alimentari

Istamina nel pesce: sindrome sgombroide e limiti 2073/2005

Istamina nel pesce: come si forma, specie a rischio, sindrome sgombroide, criteri del Reg. 2073/2005 con calcolo d'esempio e catena del freddo.

L’istamina è un’ammina biogena che si forma nel pesce quando batteri decarbossilano l’istidina libera del muscolo, soprattutto se il prodotto resta a temperature troppo alte dopo la cattura. Una volta formata non si elimina con cottura, congelamento o inscatolamento. Provoca la sindrome sgombroide e per le specie a rischio il Reg. CE 2073/2005 fissa un criterio di sicurezza alimentare con m = 100 e M = 200 mg/kg.

Come si forma

Il muscolo di alcune specie contiene naturalmente molta istidina libera. Batteri presenti sulla pelle, nelle branchie e nell’intestino del pesce (tra cui Morganella morganii, specie di Photobacterium ed enterobatteri) possiedono l’enzima istidina-decarbossilasi e trasformano l’istidina in istamina. Il processo accelera quando il pesce resta a temperatura ambiente o in refrigerazione inadeguata, anche per tempi brevi.

Tre caratteristiche rendono il pericolo insidioso:

  • l’istamina non altera necessariamente odore e aspetto: un pesce può sembrare fresco ed essere già tossico;
  • è termostabile, quindi il tonno cotto o in scatola contiene quella formata prima del trattamento;
  • l’enzima batterico, una volta prodotto, può continuare ad agire anche a basse temperature, per cui un abuso termico iniziale ha effetti anche dopo il ripristino del freddo.

Specie a rischio

Il Reg. 2073/2005 applica il criterio sull’istamina ai prodotti della pesca di specie associate a un elevato tenore di istidina, in particolare delle famiglie elencate nella tabella.

FamigliaEsempi di specie
ScombridaeTonno, sgombro, palamita, tombarello, alalunga
ClupeidaeSardina, aringa, alaccia
EngraulidaeAcciuga
CoryphaenidaeLampuga
PomatomidaePesce serra
ScombresosidaeCostardella

Il nome “sgombroide” deriva dalla famiglia degli Scombridi, ma il pericolo riguarda anche acciughe e sardine, molto consumate in Italia, sia fresche sia marinate o sotto sale.

Sindrome sgombroide

I sintomi compaiono rapidamente, di solito da pochi minuti a poche ore dopo il pasto, e assomigliano a una reazione allergica:

  • arrossamento del viso e del collo, orticaria, prurito;
  • sapore pepato o metallico in bocca, bruciore alla gola;
  • mal di testa, palpitazioni, calo della pressione;
  • nausea, vomito, diarrea.

Il quadro di solito si risolve in poche ore e risponde agli antistaminici. È più grave in persone con malattie cardiovascolari o respiratorie e in chi assume farmaci che riducono il metabolismo dell’istamina. Spesso viene scambiata per un’allergia al pesce: la diagnosi differenziale è importante, perché un’intossicazione da istamina indica un problema di conservazione del lotto, non un’allergia del cliente. Per distinguerla da altre intossicazioni ittiche vedi la scheda sulla ciguatera.

Il criterio del Reg. CE 2073/2005

CriterioAlimentoncmM
1.26Prodotti della pesca di specie ricche di istidina92100 mg/kg200 mg/kg
1.27Prodotti della pesca sottoposti a maturazione enzimatica in salamoia, ottenuti da specie ricche di istidina92200 mg/kg400 mg/kg

Esiste inoltre un criterio specifico per la salsa di pesce prodotta per fermentazione. Il testo consolidato è sul Reg. 2073/2005 su EUR-Lex e il commento generale nella pagina sul Regolamento CE 2073/2005.

Come si legge il piano a tre classi: calcolo d’esempio

Il risultato è soddisfacente se il valore medio dei 9 campioni è al massimo m, non più di c = 2 campioni hanno valori tra m e M e nessun campione supera M.

Esito su 9 campioni di tonno (mg/kg)MediaTra 100 e 200Oltre 200Giudizio
20, 35, 40, 18, 60, 25, 110, 30, 4542,610Soddisfacente
80, 120, 150, 130, 60, 40, 90, 70, 5087,830Insoddisfacente (più di 2 tra m e M)
30, 25, 40, 35, 20, 210, 15, 30, 455001Insoddisfacente (un campione oltre M)

Misure di controllo nel piano HACCP

Il controllo dell’istamina è una questione di tempo e temperatura dalla cattura al consumo. Il Reg. 853/2004 impone di conservare i prodotti della pesca freschi a una temperatura vicina a quella del ghiaccio fondente (testo su EUR-Lex).

FaseMisuraTipo di controllo
Cattura e sbarco (produzione primaria)Refrigerazione rapida a bordo con ghiaccio o acqua refrigerataPrerequisito del fornitore
RicevimentoTemperatura del prodotto al cuore, aspetto, documenti; rifiuto dei lotti fuori temperaturaCCP o prerequisito operativo per pescherie e grossisti
ConservazionePesce sotto ghiaccio o in cella a temperatura vicina al ghiaccio fondentePrerequisito
Scongelamento e lavorazioneTempi brevi fuori dal freddo, scongelamento in frigoriferoPrerequisito
VerificaAnalisi periodiche dell’istamina sui lotti di specie a rischioVerifica (principio 6)

Per i ristoranti il tonno crudo è il punto più delicato, come spiegato nella scheda sul settore del sushi. Il quadro completo per una pescheria è nel piano HACCP per il pesce, mentre le regole di base sono nella pagina sulla conservazione del pesce fresco.

Esempio: tonno ricevuto fuori temperatura

Esempio: una pescheria riceve un trancio di tonno da 8 kg che, misurato al cuore, è a 7 °C. Il limite di accettazione fissato nel piano è la temperatura del ghiaccio fondente con una tolleranza definita dal piano stesso. L’addetto:

  1. rifiuta il lotto o, se la procedura lo consente, lo blocca in attesa di una valutazione;
  2. registra temperatura, ora, fornitore e lotto nella scheda di ricevimento;
  3. informa il fornitore e chiede spiegazioni sul trasporto;
  4. se il lotto viene accettato su decisione documentata del responsabile, fa analizzare l’istamina prima della vendita.

Ripetute non conformità dello stesso fornitore portano alla revisione della sua qualifica.

Rilievi tipici in ispezione

  • Scheda di ricevimento con la sola temperatura del mezzo di trasporto, senza misura sul prodotto.
  • Acciughe destinate alla marinatura lasciate sul banco di lavoro per ore prima della lavorazione.
  • Tonno scongelato a temperatura ambiente per accelerare il servizio.
  • Piano di campionamento che prevede analisi dell’istamina su specie non a rischio e non su tonno e sgombro.
  • Referti interpretati confrontando un solo campione con il limite, senza applicare il piano a 9 campioni previsto dal regolamento per il controllo del lotto.
  • Segnalazioni di clienti con arrossamento e cefalea archiviate come “allergia”, senza bloccare il lotto né verificarne la conservazione.

Domande frequenti

La cottura elimina l’istamina?

No. L’istamina è stabile al calore: cottura, frittura, grigliatura e sterilizzazione in scatola non la riducono. Anche il congelamento la lascia invariata. L’unico modo per evitarla è impedirne la formazione mantenendo il pesce al freddo dalla cattura in poi.

Un pesce che sembra fresco può contenere istamina?

Sì. L’istamina può raggiungere livelli tossici prima che compaiano odori o alterazioni evidenti, soprattutto se il pesce ha subito un abuso termico breve e poi è stato refrigerato di nuovo. La valutazione sensoriale non basta: servono il controllo della temperatura in ricevimento e la qualifica dei fornitori.

Il criterio sull’istamina vale per tutto il pesce?

No. Il Reg. 2073/2005 lo applica ai prodotti della pesca di specie associate a un elevato tenore di istidina, come tonni, sgombri, sardine e acciughe, con un criterio specifico per i prodotti maturati in salamoia e per la salsa di pesce fermentata. Per le altre specie l’istamina non è un pericolo significativo.

Chi deve fare le analisi dell’istamina?

Gli operatori che producono, trasformano o commercializzano all’ingrosso prodotti di specie a rischio inseriscono le analisi nel piano di campionamento con frequenza proporzionata al rischio. Le pescherie e i ristoranti si basano soprattutto sui certificati dei fornitori e sul controllo delle temperature, con analisi in caso di dubbio.