Manuale HACCP & autocontrollo

Indicatori KPI HACCP: quali misurare e come calcolarli

Indicatori KPI per il sistema HACCP: 10 formule pronte, come fissare i target, leggere i trend e costruire un cruscotto mensile su un foglio solo.

Gli indicatori KPI dell’HACCP sono rapporti numerici, calcolati dalle registrazioni che l’impresa già tiene, che misurano se il sistema funziona: per esempio la percentuale di controlli eseguiti, le deviazioni ai CCP ogni 100 controlli, i reclami ogni 10.000 unità vendute. Servono a vedere le tendenze e a decidere dove intervenire.

Perché misurare e cosa chiede la norma

Nessuna norma impone una lista di KPI. Tuttavia diversi obblighi presuppongono che l’operatore sappia leggere i propri dati. Il Reg. CE 2073/2005, all’articolo 9, chiede agli operatori di analizzare l’andamento dei risultati delle analisi e di intervenire quando si osserva una tendenza verso risultati insoddisfacenti, prima che il criterio sia superato. La verifica prevista dall’articolo 5 del Reg. CE 852/2004 e la cultura della sicurezza alimentare introdotta dal Reg. UE 2021/382, che richiede di dimostrare l’impegno della direzione e il miglioramento continuo, trovano negli indicatori la loro prova più semplice.

C’è anche una ragione pratica. Un registro di temperature con 700 righe al mese non dice nulla a chi lo guarda di corsa; tre numeri confrontati con il mese precedente dicono subito se qualcosa sta peggiorando. Gli indicatori sono il ponte tra le registrazioni del principio 7 e le decisioni del riesame.

Come si costruisce un buon indicatore

Ogni indicatore va definito su una scheda breve, così che il calcolo non cambi a seconda di chi lo fa. I campi minimi sono:

  • nome e scopo (quale domanda sul sistema risolve);
  • formula, con numeratore e denominatore precisi;
  • fonte dei dati (quale registro o scheda);
  • frequenza di calcolo e responsabile;
  • target e soglia di allarme;
  • azione prevista se la soglia è superata.

Il denominatore è il punto che più spesso viene trascurato. Dire “a settembre 6 non conformità” non permette confronti se ad agosto l’attività era chiusa per due settimane. Rapportare le NC ai controlli eseguiti, ai lotti prodotti o ai coperti serviti rende i mesi confrontabili. Un altro principio utile è bilanciare indicatori di risultato (cosa è successo: reclami, analisi non conformi) e indicatori di processo (cosa si sta facendo: controlli eseguiti, NC chiuse nei tempi), perché i primi arrivano tardi e i secondi anticipano i problemi.

Dieci indicatori con formula

La tabella propone indicatori calcolabili da qualunque impresa che tenga le registrazioni di base. Non serve usarli tutti: in una piccola attività ne bastano quattro o cinque scelti in base ai pericoli principali.

IndicatoreFormulaFonteTipo
Completezza delle registrazionicontrolli registrati / controlli previsti × 100schede di monitoraggioprocesso
Deviazioni ai CCPletture fuori limite critico / letture totali × 100registri CCPrisultato
NC per areaNC aperte nel mese per area / totale NC del meseregistro NCrisultato
Puntualità di chiusura NCNC chiuse entro la scadenza / NC con scadenza nel periodo × 100registro NCprocesso
NC ricorrentiNC con stessa causa già registrata negli ultimi 12 mesi / NC totali × 100registro NCrisultato
Reclami sanitarireclami su sicurezza / unità vendute (o coperti) × 10.000registro reclamirisultato
Esiti analitici insoddisfacenticampioni non conformi / campioni analizzati × 100rapporti di provarisultato
Strumenti verificati nei tempistrumenti con verifica valida / strumenti in uso × 100registro taratureprocesso
Copertura della formazioneaddetti con formazione valida / addetti in organico × 100registro formazioneprocesso
Conformità al ricevimentoconsegne accettate senza riserve / consegne controllate × 100schede di ricevimentorisultato

I dati di partenza vengono dalle stesse registrazioni descritte nelle schede di registrazione HACCP: non si creano moduli nuovi, si conta quello che c’è. Per i reclami e le non conformità la qualità del calcolo dipende da come sono tenuti il registro delle non conformità e il registro dei reclami, descritto nella guida sulla gestione dei reclami dei clienti.

Come fissare target e soglie

Un target senza storico è un numero inventato. Il modo più solido è raccogliere almeno tre-sei mesi di dati, calcolare il valore medio e fissare il target come miglioramento ragionevole rispetto a quel valore. La soglia di allarme si colloca tra il valore medio e il peggior valore osservato, oppure a un livello che, per la gravità del pericolo, non si vuole superare.

Per alcuni indicatori il target è quasi obbligato. La completezza delle registrazioni ai CCP deve tendere al 100%, perché una registrazione mancante è una lacuna nella prova del controllo. Gli esiti analitici rispetto ai criteri di sicurezza alimentare del Reg. 2073/2005 non hanno margini: un risultato insoddisfacente richiede le misure previste dal regolamento, a prescindere dalla media. Per gli indicatori di processo, come la puntualità di chiusura delle NC, il target è invece una scelta gestionale.

Attenzione all’effetto opposto: un target troppo severo sul numero di NC registrate spinge a non registrarle. Per questo conviene premiare la puntualità di chiusura e l’assenza di ricorrenze, non un numero basso di NC in assoluto.

Esempio: il cruscotto mensile di un laboratorio di pasticceria

Esempio: un laboratorio con 7 addetti sceglie cinque indicatori e li riporta ogni mese su un foglio. Ecco tre mesi di dati.

IndicatoreTargetLuglioAgostoSettembre
Completezza registrazioni CCP100%98% (441/450)96% (288/300)99% (445/450)
Deviazioni abbattimento≤ 2%1,8% (2/110)4,3% (3/70)3,6% (4/112)
Puntualità chiusura NC≥ 90%100% (4/4)75% (3/4)83% (5/6)
Strumenti verificati nei tempi100%100% (6/6)83% (5/6)100% (6/6)
Reclami ogni 10.000 pezzi≤ 10,501,6

Il calcolo delle deviazioni di settembre è semplice: 4 cicli di abbattimento oltre il tempo limite su 112 cicli registrati danno 4 / 112 × 100 = 3,6%. Letti insieme, i dati raccontano una storia. Da agosto le deviazioni all’abbattimento sono raddoppiate e non sono rientrate a settembre, mentre in agosto uno strumento era scaduto di verifica. A settembre i reclami salgono. Il riesame dovrebbe chiedersi se l’abbattitore è sovraccarico (più produzione in estate, teglie più alte), verificare la sonda e controllare se i reclami riguardano prodotti abbattuti. Un singolo mese fuori target non è necessariamente un problema; due o tre mesi nella stessa direzione sono una tendenza che va gestita, nello spirito dell’articolo 9 del Reg. 2073/2005.

Indicatori per la cultura della sicurezza alimentare

Il Reg. UE 2021/382 chiede di dimostrare la cultura della sicurezza alimentare, cosa difficile senza qualche misura. Indicatori adatti sono quelli che rivelano comportamenti, non solo documenti: numero di segnalazioni spontanee di problemi da parte degli addetti, partecipazione del titolare ai controlli o alle riunioni, esito di brevi verifiche di apprendimento dopo la formazione, tempo medio tra una segnalazione di guasto e la riparazione. Un aumento delle segnalazioni spontanee è spesso un buon segno: indica che il personale non teme di parlare. Il tema è trattato nella pagina sulla cultura della sicurezza alimentare.

Usare i KPI nel riesame

Gli indicatori servono solo se qualcuno li discute. Un ritmo pratico è il calcolo mensile da parte del responsabile HACCP e una discussione trimestrale con la direzione, che si chiude con decisioni scritte: azioni, risorse, modifiche al piano, cambi di target. Il verbale del riesame, con i grafici o le tabelle allegate, è anche un’evidenza della verifica del sistema.

I KPI non sostituiscono l’audit interno HACCP né l’autovalutazione: li orientano. Un indicatore in peggioramento indica dove concentrare il prossimo audit; un audit che trova problemi non segnalati da alcun indicatore suggerisce di aggiungere una misura. Per gli indicatori analitici, la frequenza dei campioni e i criteri di accettazione si definiscono nel piano di campionamento e analisi.

Domande frequenti

Quanti indicatori deve avere una piccola impresa?

Bastano pochi indicatori ben scelti, di solito tra tre e cinque: completezza delle registrazioni ai CCP, deviazioni ai limiti critici, puntualità di chiusura delle non conformità e reclami sono una base valida per un bar o un ristorante. Aggiungerne altri ha senso solo se qualcuno li calcola davvero e li usa per decidere.

Servono software per calcolare i KPI?

No. Un foglio di calcolo o anche una tabella su carta, compilata a fine mese contando le righe dei registri, è sufficiente. I software di registrazione digitale facilitano il calcolo automatico e i grafici, ma il valore sta nella definizione chiara di formula e target e nella discussione dei risultati, non nello strumento.

Un indicatore fuori target è una non conformità?

Non necessariamente. Il target è una scelta interna di gestione: superarlo indica che serve un’analisi. Diventa non conformità quando il dato riflette il mancato rispetto di un requisito, per esempio un limite critico superato o un’analisi oltre un criterio di sicurezza alimentare. In quel caso si apre una registrazione nel registro delle non conformità.

Ogni quanto vanno rivisti i target?

Conviene rivederli almeno una volta l’anno durante il riesame, oppure quando cambia qualcosa che altera i dati, come un nuovo processo, un aumento di produzione o un nuovo sistema di registrazione. Un target raggiunto stabilmente per molti mesi può essere reso più ambizioso; uno mai raggiunto va analizzato prima di essere abbassato.